(AGENPARL) - Roma, 5 Agosto 2026 - *Trasporto pubblico locale, Piemontese: "Il Governo nazionale mette a
rischio un servizio essenziale con un blitz estivo. *
*Ci opporremo con ogni strumento"*
"Presentare la sera un emendamento destinato a stravolgere dal giorno dopo
il sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale, senza alcun
confronto con le Regioni, è un metodo inaccettabile. Ma è ancora più grave
il merito della proposta, che rischia di mettere in discussione la tenuta
stessa del servizio di trasporto pubblico nel nostro Paese".
Lo dichiara l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione
Puglia, *Raffaele Piemontese*, che è intervenuto poco fa nella Commissione
nazionale Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio della
Conferenza delle Regioni.
"Parliamo di una norma che, nell'ambito della riforma del federalismo
fiscale, prevede dal 2027 la soppressione del Fondo nazionale per il
trasporto pubblico locale e la sua sostituzione con un sistema basato sulla
fiscalità regionale, senza che siano stati però definiti i criteri di
riparto delle risorse, una quantificazione certa del fabbisogno e senza
alcuna garanzia che quelle entrate restino realmente destinate al trasporto
pubblico", prosegue *Piemontese*, sottolineando le conseguenze di "una
scelta che introduce un'incertezza enorme proprio mentre le Regioni stanno
sostenendo l'aumento dei costi del servizio, il rinnovo del contratto
nazionale degli autoferrotranvieri e gli investimenti per migliorare la
qualità del trasporto".
Secondo l'assessore, "non è nemmeno chiaro quale sia la reale consistenza
delle risorse disponibili né come saranno distribuite: ancora oggi non sono
stati definiti i livelli adeguati di servizio e i relativi criteri di
attribuzione. In compenso si immagina un fondo perequativo di appena 50
milioni di euro, cioè lo strumento che dovrebbe compensare le differenze di
capacità fiscale tra le Regioni, del tutto insufficiente rispetto a un
sistema che oggi vale circa 5 miliardi. È evidente che una perequazione di
queste dimensioni non potrà mai compensare gli squilibri territoriali".
"L'impressione – prosegue Piemontese – è che si voglia scaricare sulle
Regioni il peso finanziario del trasporto pubblico senza costruire prima un
sistema credibile e condiviso. Così si mettono a rischio i contratti già
sottoscritti con le aziende, la continuità dei servizi e il diritto alla
mobilità di milioni di cittadini".
*Piemontese* sottolinea inoltre come la posizione critica sia stata
condivisa trasversalmente da tutte le Regioni, indipendentemente
dall'appartenenza politica dei rispettivi governi.
"Non è uno scontro tra maggioranza e opposizione – dice* Piemontese* -, è
la difesa di un servizio pubblico essenziale: in Commissione tutte le
Regioni hanno espresso fortissime preoccupazioni per un provvedimento
arrivato all'ultimo momento, senza istruttoria tecnica e senza alcuna
condivisione. Un blitz di Ferragosto che non può essere accettato."
"Per questo – conclude Piemontese – abbiamo chiesto innanzitutto il rinvio
dell'entrata in vigore della norma sino all'aggiornamento dei costi
standard e alla definizione dei livelli adeguati dei servizi, condizioni
indispensabili per la sostenibilità e l'equità del sistema. Oggi
l'applicazione del nuovo metodo si limita a fotografare la spesa storica,