(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha lanciato un duro monito agli alleati europei della NATO durante la riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza tenutasi a Bruxelles, accusando l’organizzazione di essere diventata una “tigre di carta” e concedendo ai membri europei sei mesi di tempo per dimostrare un reale impegno nella difesa comune.
Aprendo i lavori del vertice, Hegseth ha sostenuto che il modello di sicurezza che ha caratterizzato la NATO negli ultimi decenni non è più sostenibile. Secondo il responsabile del Pentagono, per troppo tempo gli Stati Uniti hanno sostenuto il peso principale della difesa occidentale mentre molti alleati europei hanno progressivamente ridotto le proprie capacità militari.
“Per troppo tempo la NATO è stata una strada a senso unico”, ha dichiarato Hegseth, sottolineando che l’amministrazione del presidente Donald Trump intende trasformare radicalmente l’Alleanza attraverso quello che viene definito il progetto “NATO 3.0”.
Secondo il Segretario alla Guerra, questa nuova fase dovrebbe riportare la NATO alle sue origini, quando le principali nazioni europee disponevano di forze armate robuste e contribuivano in maniera significativa alla deterrenza collettiva. Hegseth ha criticato apertamente quella che ha definito la fase della “NATO 2.0”, caratterizzata da disarmo progressivo, riduzione delle spese militari e crescente dipendenza dalla protezione statunitense.
Nel suo intervento, il capo del Pentagono ha collegato il declino delle capacità militari europee a una più ampia crisi di fiducia del continente nelle proprie istituzioni e nella propria identità. Ha inoltre criticato le priorità adottate negli ultimi anni da alcuni governi occidentali, sostenendo che temi come il cambiamento climatico e le politiche sociali abbiano spesso prevalso sugli investimenti nella difesa.
Hegseth ha poi rivolto accuse dirette ad alcuni membri dell’Alleanza per il mancato sostegno logistico alle recenti operazioni militari statunitensi. Secondo il segretario americano, diversi Paesi avrebbero rifiutato o limitato l’utilizzo delle proprie basi e dello spazio aereo da parte delle forze armate statunitensi, creando difficoltà operative e mettendo a rischio la sicurezza del personale militare.
Il messaggio più significativo del suo discorso riguarda però il futuro della presenza americana in Europa. Hegseth ha annunciato una revisione strategica di sei mesi della postura militare degli Stati Uniti nel continente, precisando che Washington valuterà il livello di impegno dei singoli alleati prima di prendere decisioni sul mantenimento delle basi e del dispiegamento delle proprie forze.
“La revisione NATO 3.0” esaminerà il rispetto degli impegni finanziari assunti dagli alleati, in particolare il nuovo obiettivo di destinare il 5% del PIL alla difesa entro il 2035. Attualmente, soltanto pochi Paesi sembrano avvicinarsi concretamente a tale traguardo, mentre numerosi membri dell’Alleanza faticano ancora a raggiungere il precedente obiettivo del 2%.
Le dichiarazioni di Hegseth rappresentano una nuova pressione sugli alleati europei affinché aumentino rapidamente gli investimenti militari e assumano un ruolo più centrale nella sicurezza del continente. Un messaggio che si inserisce nella linea politica dell’amministrazione Trump, da tempo critica nei confronti di quello che viene definito il fenomeno del “free-riding”, ovvero la dipendenza europea dalla protezione garantita dagli Stati Uniti.
A fare da contrappunto alle parole del Segretario alla Guerra è stato il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, che ha accolto favorevolmente l’obiettivo di rafforzare le capacità difensive europee. Rutte ha sostenuto che la trasformazione verso una “NATO 3.0” è già in corso e che gli alleati stanno progressivamente aumentando gli investimenti necessari per affrontare le sfide poste dall’attuale contesto geopolitico.
La revisione annunciata da Washington potrebbe ora diventare un passaggio decisivo per ridefinire i rapporti transatlantici e il futuro assetto della sicurezza europea, in un momento in cui la competizione strategica con Russia e Cina continua a intensificarsi.
