(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - "Giuseppe Conte continua a minacciare querele contro chiunque richiami vicende emerse nel lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid. Eppure resta una domanda semplice alla quale gli italiani meritano una risposta. Se davvero non c'è nulla da nascondere, perché non consentire un pieno e trasparente accertamento dei fatti? Da oltre seicento giorni Conte non viene audito dalla Commissione. Nel frattempo continua a farne parte, impedendo nei fatti di approfondire direttamente il suo ruolo rispetto a vicende richiamate da testimonianze, articoli di stampa e documentazione acquisita. Colpisce inoltre che si annunci l'intenzione di querelare chi pone domande o richiama ricostruzioni giornalistiche, mentre non risultano analoghe iniziative nei confronti di chi, secondo quanto emerso pubblicamente, avrebbe utilizzato il suo nome nei rapporti con imprese e fornitori durante l'emergenza pandemica. Restano inoltre da chiarire i rapporti intercorsi con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, nonché gli elementi emersi in relazione allo studio del professor Guido Alpa. Non vogliamo formulare sentenze anticipate e non ci interessano processi mediatici. Vogliamo però conoscere la verità. Vogliamo capire per quale motivo siano state corrisposte consulenze e parcelle di importo così rilevante, quale fosse il loro effettivo contenuto e se tutto sia avvenuto nel pieno interesse pubblico. La Commissione Covid è nata per accertare i fatti, non per coprirli. Per questo chiediamo collaborazione, non polemiche; risposte, non minacce.
Gli italiani hanno affrontato sacrifici enormi durante la pandemia, hanno perso familiari, lavoro e serenità. A loro dobbiamo rispetto, trasparenza e verità. Chi ha avuto responsabilità istituzionali in quella stagione ha il dovere di contribuire a fare piena luce sui fatti, non di sottrarsi al confronto".
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