(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - La PAC 2023–2027, definita dai regolamenti del 2021, è costruita su un impianto molto strutturato: pagamenti diretti, ecoschemi, condizionalità rafforzata, interventi settoriali e sviluppo rurale confluiscono nei Piani Strategici nazionali, che devono rispettare un quadro europeo rigido e fortemente regolato. La Commissione mantiene un ruolo di controllo molto stretto: approva i PSP, valuta ogni modifica, verifica la conformità delle BCAA e monitora i risultati attraverso indicatori comuni.
La PAC post‑2027, delineata nella proposta COM(2025)560, si muove invece verso un modello più flessibile e più reattivo. L’idea centrale è che gli Stati membri debbano avere più margini di manovra per adattare i propri Piani Strategici alle crisi di mercato, agli shock geopolitici e agli eventi climatici estremi. Bruxelles non rinuncia al controllo, ma passa da un approccio “di conformità” a uno basato sulle performance, con obiettivi misurabili e verifiche annuali più snelle.
Sul piano finanziario, la PAC attuale beneficia ancora di un budget stabile, definito nel QFP 2021–2027. Per il periodo 2028–2034, la Commissione segnala che il contesto geopolitico e le nuove priorità europee (difesa, energia, competitività industriale) potrebbero portare a pressioni sul bilancio agricolo. È uno dei punti più sensibili del negoziato.
Un altro elemento di differenza riguarda l’innovazione. Nella PAC attuale, l’integrazione con Horizon Europe è prevista ma non strutturale: i risultati della ricerca possono essere recepiti nei PSP, ma con tempi lunghi e procedure complesse. La PAC post‑2027, invece, punta a un collegamento diretto tra ricerca e applicazione: gli Stati membri potranno aggiornare più rapidamente gli interventi per adottare tecnologie validate da Horizon, soprattutto su clima, suolo, biodiversità e digitalizzazione.
Sul fronte ambientale, la PAC 2023–2027 ha introdotto ecoschemi e condizionalità rafforzata, ma con un livello di complessità che ha generato molte criticità. La riforma post‑2027 mantiene gli obiettivi ambientali, ma promette meno burocrazia, più semplificazione e strumenti più adattabili alle diverse realtà territoriali.
In sintesi, la PAC attuale è un sistema molto regolato e uniforme, mentre la PAC post‑2027 si orienta verso un modello più flessibile, più nazionale e più orientato ai risultati, pur in un contesto finanziario potenzialmente più ristretto.
(Fonti istituzionali utilizzate: Reg. (UE) 2021/2115, Reg. (UE) 2021/2116, Reg. (UE) 2021/2117; Comunicazioni della Commissione sulla PAC; Proposta di riforma PAC post‑2027 COM(2025)560; documentazione ufficiale sui Piani Strategici PAC.)