
(AGENPARL) - Roma, 18 Maggio 2026 - In una fase di estrema tensione nello Stretto di Hormuz, la Russia scende in campo a sostegno delle rivendicazioni nucleari della Repubblica Islamica. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ribadito oggi il diritto di Teheran all’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici, definendolo un principio garantito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
Nel corso di una conferenza stampa, il capo della diplomazia russa ha sottolineato che Mosca non intende interferire nei canali diplomatici in corso tra Iran e Stati Uniti, pur sostenendo ogni possibile intesa raggiunta attraverso il dialogo diretto.
Cooperazione strategica e centrale di Bushehr Lavrov ha confermato che la cooperazione bilaterale nel settore nucleare prosegue senza interruzioni, con particolare riferimento alla centrale di Bushehr. “Lo sviluppo di nuove unità presso l’impianto continua secondo i piani stabiliti”, ha dichiarato il ministro, precisando che il progetto non è soggetto a sanzioni internazionali e che le squadre tecniche hanno ripreso regolarmente i lavori sul sito.
La scacchiera diplomatica La dichiarazione del Cremlino giunge in un momento cruciale:
- Il negoziato ombra: Segue la conferma iraniana di uno scambio di proposte tra Teheran e Washington mediato dal Pakistan.
- Il controllo di Hormuz: Rafforza la posizione di forza dell’Iran proprio nel giorno in cui la nuova autorità marittima (PGSA) ha dato il via alle operazioni ufficiali nello Stretto.
Con questo annuncio, Mosca invia un segnale chiaro alla comunità internazionale: l’Iran mantiene il supporto strategico della Russia sia sul fronte dell’energia nucleare che su quello della sovranità tecnologica, rendendo ancora più complessa la partita delle sanzioni per l’amministrazione americana.
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