(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblica l'Osservatorio sulle Comunicazioni relativo all'intero anno 2025.
COMUNICAZIONI ELETTRONICHE
Nel mese di dicembre 2025, il numero totale degli accessi alla rete fissa rimane sostanzialmente invariato sia rispetto al trimestre precedente, sia all'anno precedente, attestandosi a 20,53 milioni di linee.
Le linee in rame si sono ridotte di circa 150 mila unità su base trimestrale e di poco meno di 620 mila su base annua, mentre rispetto a dicembre 2021 sono diminuite di poco più di 3,2 milioni di accessi.
Pur se in flessione su base annua (-814 mila linee), gli accessi FTTC rappresentano il 40,5% della base clienti complessiva. Continua la crescita degli accessi FTTH, su base trimestrale di poco più di 266 mila unità e di 1,15 milioni su base annua, mentre rispetto a dicembre 2021, l'incremento è di poco inferiore ai 4,26 milioni di linee; a dicembre 2025, esse rappresentano il 34,1% degli accessi complessivi. In crescita risultano anche le linee Fixed Wireless Access, di circa 313 mila unità su base annua, per un ammontare totale stimato a dicembre 2025 di 2,68 milioni di accessi.
Le linee broadband e ultrabroadband complessive sono stimate in circa 19,38 milioni di unità, in crescita di 121 mila unità rispetto al trimestre precedente. Analizzando nel dettaglio la loro composizione, emerge che le linee DSL risultano in riduzione sia su base annua, di circa 324 mila unità, sia su base trimestrale (-76 mila unità). Per quanto riguarda le linee offerte tramite altre tecnologie, si registra una crescita su base annua, di poco meno di 640 mila unità per un volume pari a circa 18,3 milioni di linee a dicembre 2025.
Le dinamiche illustrate indicano un ulteriore aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata rispetto ai periodi precedenti: il peso delle linee con velocità pari o superiori ai 100 Mbit/s è salito, tra dicembre 2021 e dicembre 2025, dal 61,7% all'83,9%.
Si evidenzia la crescita del peso delle linee commercializzate con capacità trasmissiva ≥1GB/s, passato dal 12,6% al 35,9% sempre nello stesso periodo di riferimento.
Per ciò che riguarda gli accessi broadband e ultrabroadband, a fine dicembre 2025, TIM si conferma il maggiore operatore con il 32,7% degli accessi, seguito da Fastweb+Vodafone con il 29,6% e da Wind Tre con il 14,6%; seguono Sky Italia (4,5%), Eolo (3,6%), Tiscali (2,8%) e Iliad (2,6%). Tra i principali player presenti sul mercato, Iliad è quello che ha mostrato, su base annua, il maggiore dinamismo guadagnando 0,7 punti percentuali. In crescita (+1,3 punti percentuali) anche gli operatori di minori dimensioni, che si valuta rappresentino circa il 9,8% del mercato delle linee broadband e ultrabroadband.
Relativamente al segmento delle linee in fibra (FTTH), complessivamente in crescita del 19,6% rispetto a dicembre 2024, l'operatore Fastweb+Vodafone detiene il primo posto con il 29,5% degli accessi, seguito da TIM (27,2%), Wind Tre (16,0%), Iliad (7,1%), Sky Italia (6,1%), Enel Energia (2,9%) e Tiscali (2,1%).
Le sim Human sono rappresentate per l'85,4% da utenze residenziali, mentre, con riferimento alla tipologia di contratto, poco più del 91% dei casi ricade nella categoria di sim "prepagata".
Considerando il solo segmento delle sim "human", Fastweb+Vodafone è il principale operatore con il 25,4%, seguito da Wind Tre (23,6%), da TIM (22,4%) e Iliad che, con una crescita di 1,1
Key data – Comunicazioni elettroniche
Variazione %
cfr slide
2021
2022
2023
2024
2025
'25/'24
'25/'21
Rete fissa
Linee complessive (mln)
1.1
20,19
20,25
20,18
20,51
20,54
0,1
1,7
– di cui BB/UBB (mln)
1.2
18,82
18,96
19,02
19,07
19,38
1,6
3,0
SIM complessive (mln)
1.9
106,1
107,2
108,4
108,8
110,3
1,4
4,0
– di cui "human" (mln)
1.9
78,0
78,4
78,3
78,3
78,9
0,7
1,1
Traffico dati (medio giornaliero)
– per linea broadband (GB)
1.7
6,88
7,39
8,37
9,27
10,34
11,6
50,3
– per sim "human" (GB)
1.14
0,47
0,64
0,78
0,87
1,02
17,1
115,9
Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali
TELEVISIONE
Nel settore televisivo gli ascolti nel giorno medio nel 2025 evidenziano una flessione rispetto all'anno precedente, sia considerando il "prime time (20:30-22:30)" (-2,5%), sia prendendo in esame l'"intero giorno" (-2,8%).
Ampliando l'arco temporale dell'analisi, emerge una riduzione ancora più evidente della platea televisiva tradizionale. In particolare, confrontando il 2025 con il 2021, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-3,2 milioni di telespettatori; -14,5%), sia nell'intera giornata (-1,3 milioni di telespettatori; -13,7%).
Ampliando l'arco temporale dell'analisi, tra 2021 e il 2025 tutti gli editori registrano una contrazione del proprio pubblico nel giorno medio salvo Cairo Communication/La 7 con ascolti invece costanti. Nel dettaglio Rai perde 769 mila telespettatori (-21,2%), Mediaset 208 mila individui (-6,5%), Warner Bros. Discovery 22 mila utenti (-2,9%), e infine Comcast/Sky 20 mila telespettatori (-3,2%).
Con specifico riferimento ai principali canali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove), nel "prime time" si registrano nel complesso poco più di 13,2 milioni di telespettatori, in crescita di circa 29 mila individui (+0,2%) sul 2024.
Si riscontrano andamenti in flessione per Rai 1 che con quasi 4,1 milioni medi di telespettatori presenta, tuttavia, una share del 22% in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto al 2024. Analogamente cresce la quota di Canale 5 e Rete 4 che nel medesimo periodo hanno raggiunto, rispettivamente, 3,3 milioni di telespettatori (17,6% del pubblico; +2,5 punti percentuali) e 843 mila telespettatori (4,5% del pubblico; +0,2 punti percentuali), così come quello di La 7 che è stato seguito da oltre 1 milione di spettatori (5,6% di share; +0,2 punti percentuali). Dinamiche opposte si riscontrano per Rai 2 e Rai 3 che nel 2025 ottengono, rispettivamente, 803 mila e 980 mila telespettatori, corrispondenti ad una share del 4,3% per Rai 2 (-0,9 punti percentuali rispetto all'anno precedente) e del 5,3% per Rai 3 (-0,2 punti percentuali rispetto al medesimo periodo); per Italia 1, che registra 1,1 milioni di ascolti e una share del 6% (-0,1 punti percentuali); Nove, con 573 mila ascoltatori e una quota del 3,1% (-0,1 punti percentuali) e, infine, di TV8 che conta 493 mila soggetti (pari al 2,7% del pubblico complessivo; +0,2 punti percentuali).
Key data: canali televisivi per ascolti nel 2025
Share nel giorno medio – prime time (%) (cfr. slide 2.4)
(gennaio – dicembre)
Variaz. p.p.
2024
2025
'24-'25
Rai 1
21,9
22,0
+0,1
Canale 5
15,0
17,6
+2,5
Italia 1
6,1
6,0
-0,1
La7
5,4
5,6
+0,2
Rai 3
5,5
5,3
-0,2
Rete 4
4,3
4,5
+0,2
Rai 2
5,2
4,3
-0,9
Nove
3,2
3,1
-0,1
TV8
2,4
2,7
+0,2
Key data – canali TV
Canali TV – Ascolti giornalieri (mln)
Variaz. %
(gennaio – dicembre)
cfr slide
2021
2022
2023
2024
2025
'25/'24
'25/'21
Prime time (20:30-22:30)
2.1
21,75
20,12
18,98
19,08
18,59
-2,5
-14,5
Giorno medio (02:00-25:59)
2.1
9,27
8,46
8,22
8,23
8,00
-2,8
-13,7
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Nielsen /Auditel
Con riferimento ai telegiornali che vanno in onda nella fascia oraria centrale della giornata (12:00-14:30), si può notare una lieve contrazione su base annua del tempo speso dagli utenti, che nel 2025 è pari a circa 192 milioni di ore nel giorno medio.
In termini di ascolti, il telegiornale più visto nel 2025 è il Tg1 delle 13:30 (oltre 3,1 milioni di ascoltatori e una crescita del 0,1% su base annua). Seguono il Tg5 delle 13:00 (oltre 2,6 milioni di telespettatori e un decremento del 3%), l'edizione delle 14:00 del TgR (dedicata a temi dell'informazione locale trasmessa su Rai 3), che supera di poco i 2 milioni di ascoltatori e registra un decremento del pubblico (-3,7%), e il Tg 2 con poco meno di 1,4 milioni di telespettatori risulta in contrazione del 8,8%. Presentano andamenti opposti Studio Aperto delle 12:25 che supera di poco 1 milione di telespettatori (con +2,3%), il Tg La7 delle 13:30 (+9,3%) e il Tg 4 delle 12:00 (+11,2%).
Per quanto riguarda gli altri Tg serali di MFE/Mediaset, andamenti positivi si riscontrano, sia per gli ascoltatori di Studio Aperto delle 18:30, che passano da 501 mila a 538 mila (+7,3% su base annua), sia per gli ascolti del Tg4 delle 19:00 che passano da 537 a 628 mila spettatori giornalieri circa (+17,1%).
Ampliando l'arco temporale dell'analisi, emerge come, sia in termini di tempo speso, sia di ascoltatori (salvo alcune eccezioni), i valori medi raggiunti delle principali edizioni del giorno e della sera dei telegiornali nel 2025 risultino nettamente inferiori ai livelli registrati nel 2021.
Analizzando il numero medio di telespettatori dei singoli notiziari, per quanto riguarda i telegiornali della concessionaria del servizio pubblico si osserva una flessione consistente, sia per le edizioni con una vocazione incentrata su contenuti rivolti ad un pubblico nazionale – il Tg1 (-15,9%), il Tg2 (-28,8%) e il Tg3 (-33%) – sia per le edizioni dedicate principalmente all'informazione locale (il TgR, i cui ascolti si contraggono del 25%). Gli ascolti dei telegiornali del gruppo MFE/Mediaset evidenziano delle dinamiche negative per il Tg5 (-12%) e Studio Aperto (-22,6%), a fronte della crescita dei telespettatori per il Tg4 (+12,7%). Analogamente a quanto osservato su base annua, considerando un orizzonte di 5 anni, gli spettatori medi del Tg La7 mostrano una dinamica incrementale (+21,4%).
Con riferimento alla fascia oraria 18:30-21:30, le ore dedicate alla visione dei telegiornali si riducono del 16,9% rispetto al 2021.
Sempre nello stesso periodo tale dinamica negativa si riscontra anche in termini di numerosità degli ascolti nel giorno medio con una contrazione significativa per tutti i telegiornali salvo che per il Tg LA7 della sera il cui pubblico è aumentato di 165 mila unità (+15,1%) e per il Tg4 delle 19:00 i cui ascolti rimangono pressoché stabili.
[1] Tempo speso: è la somma del tempo dedicato da ciascuno spettatore, nel giorno medio del periodo di riferimento, alla visione delle edizioni dei TG nelle fasce orarie considerate.
Key data – TG
TG – Tempo medio speso dagli utenti da inizio anno (mln. di ore)
Variazione %
(gennaio – dicembre)
cfr slide
2021
2022
2023
2024
2025
'25/'24
'25/'21
TG fascia 12:00 – 14:30
2.5
231,7
209,3
201,2
193,4
191,9
-0,8
-17,2
TG fascia 18:30- 21:00
2.5
308,5
282,4
265,6
257,5
256,3
-0,5
-16,9
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel
Per i principali canali "all news" (Rai News 24, TGcom24 e Sky TG24), si riscontra una dinamica negativa su base annua del pubblico in tutte le fasce orarie considerate per Rai news 24 e Sky TG24; al contrario, TGCom24 registra un calo di spettatori medi solo nella fascia oraria 07:00 –
09:00 (-9,0%) e se si considera l'intero giorno (-1,1%) mentre cresce il numero di spettatori medi negli altri orari esaminati.
Nel prime time 20:30 – 22:30 alla dinamica negativa di Rai News 24 e Sky TG24 (rispettivamente, -10,3% e -23,5%) fa da contraltare la crescita di TGCom24 che registra +3,2% di spettatori medi nel 2025 rispetto al 2024.
QUOTIDIANI
Con riferimento all'editoria quotidiana, si conferma anche nei dodici mesi del 2025 la dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 430 milioni di unità (circa 1,6 milioni di copie medie giornaliere nei dodici mesi del 2025), si osserva una flessione su base annua dell'8,1% e del 30,6% rispetto ai dodici mesi del 2021.
Considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con il 2024, i quotidiani appartenenti alla prima categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della seconda categoria (-7,4% vs -9,0%). Analogamente, anche ampliando il confronto al 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 29,5% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,0%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 363 milioni (1,1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 9,1% (risultavano 399 milioni nel 2024) e del 32,6% rispetto al 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 538 milioni.
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2025 con l'anno precedente del 2% e del 16,9%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (dodici mesi del 2021).
La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel 2025, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, La Repubblica, La Stampa, Il Manifesto) rappresentano il 60% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le copie cartacee delle prime cinque testate
(in questo caso il Corriere della Sera, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, Avvenire e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.
Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani sportivi nel formato cartaceo risultano i più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione moderata (-23,1%, -12,9 milioni di copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell'arco dell'intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-41,4%, pari a -8,8 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-6,9%, pari a -730 mila copie). Le prime 10 testate locali per vendite evidenziano una flessione su base annua sia delle copie digitali (-1,3%, -116 mila copie), sia di quelle cartacee (-10,0%, -8,8 milioni di copie); analogamente le altre testate locali mostrano una contrazione delle vendite in entrambi i formati.
L'analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nel 2025, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (19,4% considerando il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da GEDI con l'11,9% (il dato comprende La Repubblica e La Stampa)[2], da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,3% e il 7,3%.
Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 5,1% (in crescita rispetto al 2024), seguito da Il Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da Nord-est Multimedia che (tenuto conto delle
seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4,6%; da Roberto Amodei con il 4,3% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci con il 4% (considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo SAE con il 3,8% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena, La provincia Pavese).
Key data – Editoria quotidiana
Copie giornaliere vendute nell'anno (mln)
Variazione %
(gennaio – dicembre)
cfr slide
2021
2022
2023
2024
2025
'25/'24
'25/'21
totale
2.8
620
562
513
468
430
-8,1
-30,6
– quotidiani nazionali
2.8
352
321
294
268
248
-7,4
-29,5
– quotidiani locali
2.8
268
240
218
200
182
-9,0
-32,0
– copie cartacee
2.8
538
485
437
399
363
-9,1
-32,6
– copie digitali
2.8
81
76
76
69
67
-2,0
-16,9
Fonte: elaborazioni su dati Agcom su dati ADS
PIATTAFORME ONLINE