(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Roma, 21 Aprile 2026
*RETI D’IMPRESA IN CRESCITA NEL 2025: +7,6% I CONTRATTI, +5,2% LE IMPRESE
COINVOLTE. POTENZIARE INNOVAZIONE E COMPETENZE*
Napoli, 20 aprile 2026 – Le reti d’impresa continuano a crescere: nel 2025
si contano 10.361 contratti di rete attivi, +7,6% rispetto al 2024, con il
coinvolgimento di circa 53 mila imprese, in crescita del 5,2%. Questo è
quanto emerso dall’edizione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle reti
d’impresa, curato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management
dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Il Rapporto, presentato oggi a Napoli, presso Palazzo Partanna, nel corso
dell’evento organizzato in collaborazione con la Piccola Industria di
Confindustria Campania, ha confermato la solidità delle reti d’impresa e
l’importanza della loro diffusione nel sistema produttivo italiano, a
distanza di oltre sedici anni dall’introduzione nell’ordinamento.
Sul fronte occupazionale, le imprese in rete hanno impiegato oltre 1
milione e 743 mila addetti. Le microimprese, pur rappresentando la
maggioranza numerica (50,8%), hanno inciso solo per il 4,6%
sull’occupazione totale, mentre le imprese medio-grandi, pur essendo meno
del 10%, hanno concentrato oltre l’80% degli addetti.
Dalla survey 2025 è emerso inoltre che gli obiettivi principali delle reti
sono stati soprattutto legati alla competitività: aumento del potere
contrattuale (37,6%), condivisione di risorse (27,5%) e partecipazione a
bandi e appalti (25,8%). Le reti hanno mostrato livelli complessivamente
positivi di performance e coesione, ma una capacità di innovazione ancora
contenuta, confermando la necessità di rafforzare la gestione condivisa
dell’innovazione e delle competenze.
In termini dimensionali, le reti italiane sono rimaste prevalentemente di
piccole dimensioni: l’87,5% è composto da meno di 10 imprese e oltre il
54,5% da micro-aggregazioni di 2-3 soggetti. Continuano a prevalere le
reti-contratto (86%) rispetto alle reti-soggetto (14%), a conferma della
preferenza degli imprenditori per formule organizzative più leggere e
flessibili.
Sul piano territoriale, il fenomeno si è confermato diffuso in tutte le
regioni italiane. Il Lazio resta la prima regione per numero di imprese in
rete (23%), seguito da Lombardia, Veneto e Campania. Oltre il 52% delle
reti ha coinvolto imprese della stessa provincia e circa il 70,8% è
costituito da aggregazioni uniregionali, anche se è cresciuta la quota di
reti interregionali (19,7%).
Sul piano settoriale, quasi la metà delle imprese in rete si è concentrata
in tre comparti: agroalimentare (21,3%), costruzioni (15,2%) e commercio
(11,4%).
Le reti hanno individuato come prioritari gli ambiti della
digitalizzazione, dell’ICT, della sostenibilità e del marketing, ma hanno
evidenziato difficoltà nel tradurre questi fabbisogni in interventi
formativi strutturati. Anche il tema delle competenze si è confermato
strategico, ma da potenziare: è infatti emerso un significativo mismatch
tra domanda e offerta, soprattutto nelle aree produttive, tecniche e della
ricerca e sviluppo. Per dare una risposta concreta a queste esigenze,
nel Rapporto sono richiamati strumenti come la codatorialità e il ricorso
ai fondi interprofessionali, così come le nuove agevolazioni fiscali
introdotte dalla Legge annuale PMI.
Nel complesso, i contratti di rete si sono confermati uno strumento
efficace e consolidato per la competitività delle imprese italiane, ma
ancora chiamato a un salto di qualità. Rafforzare innovazione, competenze e
capacità manageriale resta infatti la sfida principale per accompagnarne
l’evoluzione e sostenerne l’impatto sul sistema economico nazionale.
(AGENPARL)

