(AGENPARL) - Roma, 12 Aprile 2026 - I risultati definitivi delle elezioni parlamentari ungheresi del 2026 potrebbero essere ufficializzati solo all’inizio di maggio, nel caso in cui candidati e forze politiche decidano di utilizzare tutti gli strumenti di ricorso previsti dalla legge elettorale. Un’eventualità tutt’altro che remota in una tornata elettorale caratterizzata da forte competizione e margini potenzialmente ridotti in diversi collegi.
Secondo la normativa vigente, lo spoglio dei voti deve essere completato già nella serata di domenica, con l’obbligo per le commissioni di scrutinio di contare le schede fino a ottenere due risultati consecutivi identici. Solo a quel punto i dati possono essere inseriti nei verbali ufficiali, che devono essere sottoscritti da tutti i membri delle commissioni.
Tuttavia, il processo elettorale non si esaurisce con il conteggio iniziale. In 106 seggi elettorali, infatti, le urne vengono aperte in un secondo momento, poiché devono prima essere integrati i voti provenienti dalle missioni diplomatiche all’estero e quelli degli elettori registrati al rientro nel Paese. Questo passaggio aggiunge ulteriore complessità e allunga i tempi complessivi della procedura.
Le commissioni elettorali uninominali parlamentari (oevb) sono chiamate a determinare i risultati nei singoli collegi entro sabato 18 aprile. In caso di margini particolarmente ridotti — pari o inferiori a 100 voti tra i primi due candidati — è possibile richiedere un riconteggio, che dovrà essere completato entro lunedì 20 aprile.
Una volta proclamati i risultati nei collegi, si apre la fase dei ricorsi. Entro tre giorni è possibile presentare appello alla Commissione Elettorale Nazionale (NVB), contestando eventuali irregolarità nel conteggio o nella validazione dei voti. Non è invece previsto un ricorso diretto contro le decisioni delle singole commissioni di seggio: queste possono essere impugnate solo nell’ambito di un ricorso più ampio contro i risultati elettorali.
I motivi di ricorso possono includere errori nel conteggio dei voti, l’accettazione di schede non valide o l’errata somma dei dati nei verbali ufficiali. Il ricorso deve essere dettagliato e corredato da prove, oltre a includere i dati identificativi del ricorrente e il riferimento preciso alla violazione di legge contestata.
La NVB ha tre giorni per esaminare i ricorsi, con scadenza fissata al 26 aprile. Qualora sia necessario un riconteggio dei voti, il termine si estende a sei giorni, fino al 29 aprile. Va però sottolineato che il riconteggio non è automatico: può essere disposto solo in presenza di irregolarità concrete e documentate, non semplicemente per uno scarto minimo tra i candidati.
Infine, contro le decisioni della NVB è possibile presentare ricorso alla Curia, la Corte Suprema ungherese, entro tre giorni. Anche in questo caso, la Corte ha altri tre giorni per pronunciarsi.
Questo articolato sistema di verifiche e garanzie, pur assicurando la massima trasparenza e legalità del processo elettorale, potrebbe dunque portare a un significativo slittamento della proclamazione definitiva dei risultati, alimentando l’attesa e la tensione politica nel Paese.