(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 CONFERENZA STAMPA
Mercoledì 11 marzo 2026 presso Palazzo Farnese, Salone di Pier Luigi, si terrà la conferenza stampa sulla conclusione della trentennale attività della storica Associazione Piacenza Musei. Saranno presenti, unitamente all’assessore alla Cultura Christian Fiazza, il presidente Luigi Rizzi, il vicepresidente e storico dell’arte Stefano Pronti, il membro del Direttivo Marco Horak, il direttore della rivista trimestrale Panorama Musei Federico Serena.
In quella sede sarà presentato l’ultimo numero della rivista Panorama Musei con saggi e la rassegna delle visite, dei viaggi e dei convegni organizzati dal 1995 al 2025.
Seguono alcune note sul percorso fatto nel trentennio.
CONOSCENZE DI STORIA E ARTE A PIACENZA E IN ITALIA,
SCOPERTE DI ECCELLENZE E CAPOLAVORI ASSOLUTI
1995-2025
Trent’anni di effervescente ricerca delle bellezze e dei percorsi storici più importanti sia nella città e nel territorio di Piacenza sia nelle regioni italiane. L’avventura di PIACENZA MUSEI è cominciata nel 1995 per iniziativa di Luigi Rizzi, Stefano Pronti, Ettore Aspetti, Raimondo Sassi, Giuseppe Bongiorni, appassionati di arte e storia e guidati dalla curiosità e dalla volontà di rendere un servizio culturale efficace e duraturo alla comunità. Dopo aver visitato sempre insieme i vari centri museali piacentini con un semplice furgone messo a disposizione da Tillo Aspetti, il gruppo dei fondatori ha costituito l’Associazione tramite rogito del notaio Mario Onorato nel dicembre 1995 con presentazione ufficiale nel salone di Pier Luigi a Palazzo Farnese alla presenza dell’Assessore alla Cultura.
È stato un crescendo continuo di ricerche e di esperienze che hanno coinvolto un notevole numero di persone sensibili ed emozionate dall’arte e dalla storia attratte dai programmi e dalla imprevista soddisfazione delle visite e delle conoscenze acquisite, che si sono progressivamente associate e hanno partecipato intensamente a tutte le proposte uscite dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea dei Soci. Oltre ad aver scoperto meraviglie nascoste e ignorate grandezze di Piacenza e del territorio, si sono tenuti 14 viaggi di più giorni in luoghi che caratterizzano l’unicità e la centralità storica, estetica e paesaggistica dell’Italia.
Anche attraverso viaggi impegnativi quanto memorabili (Caprarola e la Tuscia, Roma, Napoli, Parma) il filone più importante seguito è stato quello della storia e dell’arte farnesiane proprio in anni in cui erano stati aperti a Piacenza in Palazzo Farnese il Museo Civico nel 1988, il Museo del Risorgimento, la sala delle Armi antiche, la collezione delle Carrozze (tra le maggiori in Europa), la collezione di Vetri Ceramiche, la Cappella ducale, lo Spazio mostre nella Cittadella e tutti gli ambienti speciali del palazzo Farnese. La Pinacoteca al primo piano fu inaugurata nel 1997 e contribuì a rafforzare il desiderio di conoscenza storica ed estetica della grande dinastia dei Farnese di importanza internazionale, confluita nel 1714 con l’ultima erede Elisabetta nella Casa reale di Spagna. Recentemente la Sezione Archeologica ha concluso gli allestimenti museali e ha certificato l’importanza dell’antica Placentia.
Affiorarono gradualmente le bellezze e le virtù artistiche piacentine: l’antica struttura urbana di Piacenza fondata nel 218 a. C. e rimasta immutata nel suo reticolo di Castrum romano, il prestigioso volto medievale nelle architetture medioevali con le varianti gotiche, nelle sculture romaniche come negli affreschi e nei mosaici; il grande salto culturale rinascimentale prima e dopo l’insediamento farnesiano con lo Stradone e l’eccezionale cinta muraria; gli splendori barocchi che hanno esaltato la creatività figurativa e decorativa dilagata nelle chiese e nei palazzi tra Sei e Settecento; i capolavori bronzei dei monumenti equestri del Mochi e la collezioni alberoniane; le innovazioni neoclassiche consolidate nel Palazzo del Governatore e nel Teatro Municipale; gli antichi castelli rimasti intatti o trasformati in eleganti dimore suburbane.
Sono state esplorate attentamente anche tutte le istituzioni museali pubbliche e private piacentine (Musei, Gallerie, Collezioni ecclesiastiche e private, straordinari fondi di Biblioteche e Archivi), e ancora singoli tesori nascosti, ma anche monumenti dismessi, in condizioni critiche oppure recentemente recuperati a nobili funzioni. È stata evidenziata l’influenza e l’egemonia culturale farnesiana, che ha sollecitato una estesa emulazione nelle dimore nobiliari private attraverso dipinti, decorazioni a stucco, arredi. Contemporaneamente si è andati alla scoperta di realtà architettoniche straordinarie: ville venete, lucchesi, medicee, sabaude, estensi con insospettabili scoperte di affascinanti interni.
Oggi a trent’anni di distanza rifaremmo, gli stessi percorsi per rinnovare le emozioni di fronte a un immenso patrimonio culturale, che tuttora ci circonda con le sue esemplari testimonianze.
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