(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 February 2026 ed educativo per una giustizia intergenerazionale
Il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Elena Beccalli: «Un patto per il futuro in Italia e in Europa
per le nuove generazioni»
Brescia, 12 febbraio 2026 – L’alleanza tra generazioni è il tema scelto anche per il Dies della sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Declinato, questa volta, nella prospettiva socio-politica, «da sempre al cuore della tradizione scientifica e didattica del nostro Ateneo e, a Brescia, particolarmente sviluppata da oltre un decennio» come spiegato giovedì 12 febbraio dal Rettore Elena Beccalli nel discorso inaugurale.
Un intervento che, prima di dedicarsi al tema che fa da fil rouge a tutti i Dies dell’anno accademico in corso, ha messo in luce le novità e i punti di forza della sede bresciana. A cominciare dai nuovi profili: “Educatore nei servizi educativi per l’infanzia” ed “Educatore professionale socio‑pedagogico” nella laurea triennale di Scienze dell’educazione e della formazione; “Climate change and management of environmental risk” nella laurea magistrale in Physics e “Abitiamo lo Sport: l’intervento dello psicologo” nella laurea magistrale Psicologia degli interventi clinici: gruppi, organizzazioni, comunità. «Tutti percorsi ideati per rispondere alle richieste emergenti del mondo del lavoro, per fornire competenze innovative e per favorire una formazione qualificata e di frontiera» ha affermato il Rettore.
Sempre per la didattica un’iniziativa che denota la specificità della sede bresciana è il service learning, che ha coinvolto dal 2022 trecento studenti in 15 progetti. Una proposta pedagogica che traduce concretamente l’idea di università come «luogo di esperienza del sapere» – come ha testimoniato, nel suo intervento, lo studente di Physics Andrea Negrini – e coinvolge la comunità studentesca in percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale. «Un esempio concreto di cosa significhi essere la migliore università per il mondo».
Ma il campus bresciano dimostra di essere anche un «microcosmo globale», con 62 studenti internazionali iscritti con un titolo estero, che sommati a quelli nati fuori dai confini nazionali, che hanno completato gli studi in Italia, costituiscono un totale di 130, «numero che dice tanto dell’attrattività della sede per i giovani di seconda generazione». In linea, peraltro, con «il lodevole posizionamento del nostro Ateneo certificato da QS World University Rankings: Europe 2026» per cui «siamo i primi in Italia per mobilità studentesca sia in entrata sia in uscita».
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