(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025(AGENPARL) – Thu 18 December 2025 Meeting diritti umani, Dika: “Solo insieme possiamo costruire e preparare
la pace”
Scritto da Federico Taverniti, giovedì 18 dicembre 2025
Nessuna chiusura, nessuna barriera. Solo l’unione di popoli che condividono
gli stessi valori in tema di diritti, pace e giustizia può permetterci di
fare la pace. Lo dice la nostra Costituzione. Da soli non si arriva da
nessuna parte, solo insieme possiamo farcela. È l’appello del
sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, lanciato questa mattina dal
Teatro della Compagnia di Firenze in occasione della ventinovesima edizione
del Meeting dei diritti umani, promosso nell’ambito del progetto regionale
GiovaniSì.
Dika si è presentato sul palco affiancato da Sergio Angarano, neo
presidente del Parlamento regionale degli studenti. “Se vuoi la pace
prepara la pace – ha spiegato Dika – è lo slogan scelto per questa
edizione. Può sembrare una banalità, quando invece da secoli, ci
raccontano il contrario. Ovvero che se vuoi la pace prepara un esercito
quanto più grande possibile e vedrai che nessuno ti attaccherà perché
avranno paura di te. Guardando a ciò che è successo, gli eserciti sono
sempre cresciuti ma la guerra non ha cessato di esistere”.
È la stessa Costituzione a dirci come preparare la pace. “Fin dalla sua
entrata in vigore, nel 1948 – ha aggiunto ancora Dika -. L’articolo 11,
oltre a stabilire che l’Italia ripudia la guerra, dice anche che consente,
in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di
sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia
fra le Nazioni. Questo significa che da soli non possiamo farcela. Per
provare a mantenere libertà, diritti e democrazia dobbiamo unirci agli
altri popoli, non chiuderci e alzare barriere o confini. Unirsi con chi,
come noi, è d’accordo nel mantenere la pace, la libertà e la giustizia.
Diffidate da chi ci racconta che ce la faremo da soli. Non era così nel
1948 e non lo è oggi. E questo vale per tutto: combattere il cambiamento
climatico, porre fine a povertà e disuguaglianze, gestire il fenomeno
migratorio, difendere i diritti dei lavoratori. I diritti umani, per
definirli diritti, o sono per tutti oppure diventano privilegi”.
Bernard Dika conclude sottolineando la necessità di un’Europa più unita
per avere più potere e non restare schiacciata. “Dobbiamo lottare per
un’Unione Europea che dia più poteri ai suoi popoli. L’Europa si trova nel
mezzo, a guardare quello che decidono gli Stati Uniti, che contano 330
milioni di abitanti, e la Russia, che ne conta 130: l’Europa, inclusa
l’Ucraina, arriva a mezzo miliardo di persone. Cosa stiamo aspettando ad
unirci per essere più forti e mantenere pace, libertà e diritti che
abbiamo conquistato nel tempo. Ecco perché dobbiamo ricordare non tanto i
padri e le madri fondatrici, ma i figli e le figlie rifondatrici, per fare
in modo che queste parole non siano soltanto vuote ma un esercizio
quotidiano dei diritti umani conquistati”.