
(AGENPARL) – gio 20 febbraio 2025 *RETAIL BAROMETER SEMESTRALE CONFIMPRESE-JAKALA*
*Previsioni consumi 2025: incremento nullo a volume.*
*A rischio la crescita economica*
*Le stime sul 2025, elaborate dal Retail Barometer semestrale
Confimprese-Jakala evidenziano una crescita nulla a volume e intorno
al +1,7% a valore a fronte, però, di un’inflazione al +1,5% stimata da
Banca d’Italia. Sono dati non sufficienti per sostenere la filiera dei
consumi, che mettono a rischio la crescita economica.*
*Per rivitalizzare le dinamiche in punto vendita e non appesantire il
portafoglio delle famiglie è previsto un modesto ritocco dei
listini del +1,2%, mentre per l’abbigliamento i prezzi sono rivisti al
ribasso a quota -0,1%.*
*Sul fronte consumatori** l’81,2%, il livello più alto degli ultimi 24
mesi, dichiara un sentiment negativo sul 2025, nonostante il gap tra
dinamica dei salari e inflazione sia leggermente diminuito, ma non
abbastanza per invertire il momento di debolezza del comparto.*
*Per il 2025 i consumatori prevedono di aumentare le spese per
l’alimentare a discapito dei consumi fuori casa**: quasi la metà dichiara
di volere ridurre il budget su aperitivi, cene, colazioni e pranzi di
lavoro. **I settori meno impattati sono bar-caffetterie, delivery e
ristoranti di prossimità.*
*Milano, 20 febbraio 2025* – Se i consumi del mese di dicembre hanno chiuso
al *+1,3% *a valore riallineandosi al trend debole del 2024 fermo a *+0,7%*,
le previsioni per il 2025 non segnalano al momento un cambio di passo.
Anzi la *crescita dei volumi è stimata con un perfetto +0,0%*. In calo
anche quella a valore con una media ponderata del *+1,7% *a fronte di un
tasso d’inflazione del +1,5% (dati Banca d’Italia), dunque pari al +0,2%.
La brusca frenata degli ultimi 3 mesi del 2024, che è passata dal 34,7% di
ottobre 2024 al 24,7% di gennaio 2025, ha inciso sulle previsioni dell’anno
in corso con il rischio reale che si possa aprire un periodo di stagnazione.
Dando uno sguardo più allargato, nell’insieme il ciclo dell’Italia non si
discosta dall’evoluzione media delle economie europee, in cui le
contrazioni di Germania e Francia hanno pesato sull’economia dell’Eurozona.
Inoltre, se i dazi annunciati dagli Stati Uniti dovessero concretizzarsi,
avranno senza dubbio un impatto negativo sul settore industriale e sui
prezzi a carico dei consumatori e destabilizzeranno il
sistema internazionale. In sintesi*, ci dobbiamo aspettare un altro anno
complesso per le aziende di retail, con particolare attenzione alla
ristorazione impattata dell’incremento delle materie prime alimentari e
dall’aumento del costo del lavoro, fenomeno questo generalizzato a tutti i
settori di attività*. Per le aziende sarà fondamentale realizzare accorte
politiche di convenienza per ritenere i propri clienti e attirarne di
nuovi, il tutto abbinato ad attente politiche di contenimento dei costi e
miglioramento della produttività
Le stime del* Retail Barometer semestrale Confimprese-Jakala *con
l’elaborazione di Global Strategy sull’andamento dei consumi per l’anno
2025 in corso evidenziano una media ponderata del *+1,7%*, che si scompone
nei macro settori come segue: solo *altro retail *(casa-arredo, ottica,
entertainment, cura persona e servizi) lascia intravedere aspettative più
rosee con un *+3,1%,* mentre per *l’abbigliamento al +0,5% *e per *la
ristorazione *al *+0,4%* sono riviste al ribasso sul 2024.
«Le catene del retail e ristorazione rappresentate nell’Osservatorio
consumi Confimprese-Jakala – spiega *Mario Maiocchi*, direttore centro
studi *Confimprese* – chiudono l’anno 2024 con un +2,8% a totale perimetro
rispetto a un totale mercato indicato a un perfetto 0,0% con chiaro segnale
di stagnazione a livello Paese. Quello che ancora più preoccupa è la brusca
frenata dell’economia nell’ultimo trimestre 2024 che ha portato alla
revisione al ribasso delle previsioni ufficiali 2025 per esportazioni,
Importazioni e occupati, tutte stime abbassate in dicembre di oltre mezzo
punto percentuale rispetto a quanto valutato solo un paio di mesi prima.
Risulta quindi difficile immaginare come uno scenario di ridotto
import/export ed occupazione non impatti ulteriormente sui consumi ora
previsti da Banca d’Italia a +1,0% e rimasti invariati rispetto alla stima
fatta precedentemente».
*Laura Galdabini*
Press Office Manager
Piazza Sant’Ambrogio, 16 – 20123 Milano
http://www.confimprese.it
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