(AGENPARL) - Roma, 5 Settembre 2023 - (AGENPARL) – mar 05 settembre 2023 Ne *L’udito cronico*, il canto della compianta autrice toscana si
contraddistingue per la sua forza impersonale, eversiva, tinta di un
sarcasmo pungente, mai banale.
*CRISTINA ANNINO*
L’UDITO CRONICO
Collana Le Mancuspie diretta da Antonio Bux
Pagine 48, prezzo 12 euro
Graphe.it in libreria dal 26 settembre
*Paura della solitudine*
……… Così
stiamo. Ma a volte
il cane ha gesti indifferenti,
passa con la sua
morte, e non siede.
*Questa agile ma sorprendente raccolta di Cristina Annino comparve nella
collettanea Nuovi poeti italiani 3 a cura di Walter Siti nel 1984.* *Mai
apparsa di seguito in un volume a sé stante, viene qui riproposta nella sua
versione originale*. Anche in quest’opera, intitolata *L’udito cronico*, il
canto della compianta autrice toscana si contraddistingue per la sua forza
impersonale, eversiva, tinta di un sarcasmo pungente, mai banale. Nella
lunga e originale traiettoria compiuta, Annino è difatti sempre rimasta
fedele al proprio “fare poesia”, in senso per davvero materico, e in questa
silloge ancora una volta la sua scrittura si fonda su una commistione di
interessi sia visivi (fu anche originale pittrice) che lirico-musicali,
divenendo così un preciso cesello meta-realistico, un patchwork del
linguaggio in continua tensione. Si può dunque parlare di poesia
pseudo-dadaista, come anche di poesia civile, di un civile però votato al
suono, dove il tono affabulatorio e la messa in scena di un irriverente
teatrino ritmico-verbale danno vita a una poesia di elementi che giocano in
maniera quasi distopica sul tavolo dell’esistenza, in cui l’io (spesso
declinato provocatoriamente al maschile) è un automa perennemente in bilico
tra evoluzione e disfacimento. Un canto elettrico che sorprende per la sua
luminosità prosodica coinvolgendo direttamente il lettore nell’attenzione
del mondo tramite l’enunciazione dell’avvenimento, che non è mai qui mera
meta-cronaca, bensì concatenazione di possibili realtà, configurazione
astrale e terrestre di significato e mistero.
*Cristina Annino* (pseudonimo di Cristina Fratini, 1941-2022), è stata
scrittrice e poetessa. Dopo gli studi in Lettere Moderne a Firenze dove si
laureò con una tesi sulle prose di César Vallejo ha frequentato, sempre a
Firenze, il Caffè Paszkowski dove entrò in contatto con il Gruppo ’70,
fondato nel 1963 da Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti. Esordì nel 1969,
pubblicando, con le edizioni Téchne, *Non me lo dire, non posso crederci*.
Nel 1989 si trasferì a Roma e iniziò a dipingere, tenendo mostre collettive
e personali in Italia e all’estero. Tra le altre sue raccolte poetiche si
segnalano *Ritratto di un amico paziente* (Gabrieli, 1977*), Il cane dei
miracoli *(Bastogi, 1980), *Madrid* (Corpo 10, 1987 – ex aequo Premio
Pozzale Luigi Russo; poi Stampa 2009, 2017), *Casa d’aquila* (Levante,
2008), Magnificat (Puntoacapo, 2010 – premio Lorenzo Montano), Chanson
turca (LietoColle, 2012), *Anatomie in fuga* (Donzelli, 2016), *Le perle di
Loch Ness* (Arcipelago Itaca, 2019) e il postumo *Avatar* (Avagliano,
2022). È stata anche autrice di due romanzi: *Boiter* (Forum/Quinta
generazione, 1979) e *Connivenza amorosa* (Greco&Greco, 2017).
https://www.graphe.it/news-approfondimenti-cristina-annino-poetessa-tanto-coraggiosa-quanto-ignorata-7036.html
Allegata la cover
*1A Comunicazione*
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