(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2023 - (AGENPARL) – ven 20 gennaio 2023 Arte: per scoprire se il quadro è falso ora c’è la chimica
Le professoresse Degano e Colombini dell’Università di Pisa hanno curato un volume edito da Springer che fa il punto sulle tecniche più innovative a livello internazionale per verificare l’autenticità dei dipinti. Nei laboratori di Pisa analizzato un Picasso e opere di impressionisti
La scienza va in aiuto all’arte per studiare i dipinti e individuare i falsi. E’ questo il tema centrale di un volume appena pubblicato dall’editore Springer del gruppo Nature e curato dalle professoresse Ilaria Degano e Maria Perla Colombini del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa insieme a Austin Nevin del Courtauld Institute of Art di Londra. Il libro, intitolato [Analytical Chemistry for the Study of Paintings and the Detection of Forgeries](https://link.springer.com/book/10.1007/978-3-030-86865-9), fa il punto sulle metodologie scientifiche più innovative che possono aiutare a verificare l’autenticità di un quadro. In tutto questo, la chimica ha un ruolo chiave e non acaso le due curatrici hanno un primato nel settore con pochissimi altri centri che possono vantare simili competenze alivello internazionale.
“Nei nostri laboratori l’attività di ricerca si affianca al lavoro sul campo – racconta Ilaria Degano – qualche anno fa, ad esempio, abbiamo contribuito ad autenticare un Picasso paragonando la composizione del legante usato con quella, nota in letteratura, di alcuni materiali pittorici provenienti dagli archivi delle case produttrici che il pittore utilizzava. Tramite questo confronto abbiamo potuto verificare che non solo i materiali erano compatibili con l’epoca di produzione presunta del dipinto, quindi non c’era niente che fosse stato sintetizzato, prodotto, commercializzato, brevettato dopo, ma addirittura che c’era una corrispondenza molto precisa del profilo composizionale”.
“Spesso siamo interpellati per opere di impressionisti – continua Degano – ed è capitato più di una volta di identificare dei pigmenti organici che sono stati brevettati e commercializzati dopo la data di morte del pittore presunto autore del quadro; pertanto, in questi casi abbiamo dovuto dare al committente la cattiva notizia della non compatibilità del materiale con la datazione dell’opera”.
“I falsi rappresentano un problema scoraggiante per storici dell’arte, musei, gallerie e curatori che affrontano sfide nel determinare l’autenticità dei dipinti – conclude Maria Perla Colombini – il valore delle opere e l’abilità crescente dei falsari evidenzia la necessità di sviluppare procedure scientifiche affidabili per identificare i falsi. Data la complessità dei singoli casi è comunque sempre necessaria la convergenza di varie discipline per un approccio metodologico basato sulla valutazione storico-artistica, curatoriale, estetica, tecnica e scientifica”.
Dott.ssa Marina Caterina Magnani
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