(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2023 - (AGENPARL) – ven 20 gennaio 2023 Ufficio Stampa Gruppo Partito Democratico
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80 PARLAMENTARI ITALIANI ASSUMONO IL PATROCINIO POLITICO DEI CONDANNATI A MORTE IN IRAN
Più di 80 parlamentari di vari partiti di maggioranza e opposizione, su iniziativa della deputata del Partito Democratico Lia Quartapelle, si sono attivati per difendere i manifestanti arrestati e condannati a morte per le proteste nei confronti del regime iraniano.
Le manifestazioni contro il regime, iniziate il 16 settembre 2022 dopo l’omicidio da parte della polizia iraniana della ventiduenne Mahsa Amini, proseguono ormai da mesi in tutto il paese e la risposta delle autorità è sempre più aspra. Sono almeno 50 i manifestanti che rischiano la condanna a morte.
I parlamentari hanno adottato ciascuno un prigioniero politico, seguendone le vicende processuali, dando notizia delle condizioni di detenzione sui social e scrivendo ciascuno all’ambasciatore iraniano in Italia per chiedere di fermare le condanne e rilasciare immediatamente i manifestanti ingiustamente arrestati. Analoga iniziativa è stata avviata dal parlamentare tedesco Hakan Demir tra i membri del Bundestag.
Secondo la coordinatrice dell’iniziativa Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico, “E’ fondamentale proseguire la mobilitazione al fianco dei manifestanti che continuano ad essere processati e uccisi dal regime iraniano senza alcun rispetto dei diritti delle persone”. “Preoccupa anche lo stato di salute degli attivisti – spiega Quartapelle – i familiari delle persone arrestate non hanno ottenuto notizie sulle loro attuali condizioni”.
Federica Onori, deputata del Movimento 5 Stelle, dichiara “noi siamo dalla parte dei manifestanti: persone assolutamente normali che si trasformano in eroi dal coraggio straordinario, rischiando di morire tra atroci torture per ideali quali diritti umani e libertà che noi, forse, diamo troppo spesso per scontati.”
Ivan Scalfarotto senatore di Italia Viva sottolinea: “I parlamentari possono avere un ruolo fondamentale nel fare pressione sul governo iraniano ed evitare ulteriori torture e nuove esecuzioni. Sponsorizzare un prigioniero, adottarlo, significa accendere una luce su un caso concreto e rendere noto al governo di Teheran che quella persona è nota, seguita e che il suo specifico destino è oggetto di attenzione internazionale. Auspico che quanti più colleghi possibile prendano in carico pubblicamente uno dei ragazzi e ragazze per le cui vite temiamo in queste ore.”
Roma, 20 gennaio 2023
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