(AGENPARL) - Roma, 12 Agosto 2026 - «Gli Accordi di programma possono essere uno strumento utile – osserva Calderoni – e la Regione li utilizza da anni. Nel 2022 furono finanziati 31 interventi con circa 17,6 milioni di euro, soldi che i comuni stanno ancora aspettando per altro; nel 2024 furono sottoscritti accordi con 44 Comuni per oltre 26 milioni. Oggi vengono messi a disposizione poco meno di 6 milioni. Ma ogni volta manca la parte più importante: una vera cornice strategica. Non basta chiedere ai Comuni quali opere vogliono realizzare. Una Regione dovrebbe indicare anche quali trasformazioni vuole accompagnare e quali priorità intende sostenere».
«Oggi il Piemonte deve fare i conti con sfide enormi: consumo di suolo, crisi idrica, costo dell'energia, riduzione dei servizi nelle aree periferiche, deficit infrastrutturale e dei trasporti, cambiamento climatico e invecchiamento della popolazione. È su queste questioni che dovremmo concentrare le risorse pubbliche, premiando i progetti capaci di produrre cambiamenti duraturi e non semplicemente di finanziare qualche opera».
Secondo Calderoni, «c'è poi un secondo problema: la dimensione delle risorse. 5,9 milioni per tutto il Piemonte e per un arco temporale di tre anni non possono certo essere presentati come una grande politica di sviluppo territoriale. E ancora una volta si rischia di affidare la risposta alle esigenze dei territori alla capacità dei singoli Comuni di presentare il progetto migliore, invece di costruire misure strutturali e generalizzate».