(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2022 - (AGENPARL) – lun 06 giugno 2022 Benvenuti nel Monastero di San Zaccaria, sede dei Carabinieri di Venezia.
Desidero rivolgere un saluto deferente a Sua Eccellenza Reverendissima il Patriarca di Venezia, Monsignore Francesco Moraglia che onora con la Sua Presenza questa cerimonia militare, Lo ringrazio a nome dei Carabinieri di Venezia per aver fermamente voluto essere qui a testimoniare la Sua vicinanza. Saluto e ringrazio per essere qui con noi gli onorevoli Senatori e Deputati del Parlamento e con deferenza accolgo il Prefetto di Venezia, Vittorio ZAPPALORTO, che ringrazio per il Suo Sostegno e senso di profondo affetto per i Carabinieri e per aver saputo indirizzarci in questi tempi abbastanza controversi e pregni di scogli che affliggono la sicurezza.
Ringrazio della Sua Presenza il Sindaco di Venezia, Luigi BRUGNARO che ancora una volta ci dimostra e ci onora di una sincera amicizia. Saluto anche tutti i Sindaci qui presenti in rappresentanza delle loro Comunità espressione simmetrica della capillarità istituzionale. L’Arma è collocata sul territorio veneziano con 40 presidi di prossimità a fronte di 44 comuni, potendosi esprimere come presenza dello Stato che raggiunge ogni dove del territorio.
Ringrazio in modo particolare i Sindaci del litorale che con profondissimo senso di appartenenza alle loro comunità sostengono lo sforzo economico per garantire idonea sistemazione al personale di rinforzo nella stagione estiva.
Un saluto ossequioso Al Dott. Carlo CITTERIO, Presidente della Corte d’Appello, al Dott. DE LORENZI in rappresentanza del Procuratore Generale ed alla Presidente del TAR, Maddalena FILIPPI, che ringrazio per la loro presenza.
Consentitemi inoltre un saluto particolare al Procuratore della Repubblica di Venezia e della Direzione Distrettuale Antimafia, Bruno Cherchi, ringraziandolo per la sua qualificata e concreta direzione.
Un sincero grazie ai colleghi del Comitato Provinciale: al Questore, Maurizio Masciopinto, al Cte Prov. della GdF, Giovanni Salerno, e al Cte della Polizia Locale, Marco Agostini, con i quali operiamo in stretta e costante collaborazione. Il modello di coordinamento è la casa comune che accoglie l’incessante impegno dei Prefetti e delle Forze di polizia, interpreti sul territorio degli indirizzi del Ministro dell’Interno, con risultati operativi di assoluto rilievo.
Con il medesimo spirito, ringrazio i rappresentanti dell’Esercito, della Marina Militare, della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco e del 118 SUEM. Un saluto deferente anche al mondo accademico, della cultura e dell’economia di questa provincia qui presente con ospiti illustri ad onorarci e dimostrarci la loro vicinanza.
Nel salutare tutti i Carabinieri in servizio qui presenti e gli appartenenti alla Rappresentanza Militare, rivolgo un pensiero commosso a quanti dei nostri colleghi stanno soffrendo e quanti purtroppo non sono più tra noi. Abbraccio gli appartenenti all’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo che perpetuano la loro opera nel volontariato e nella protezione civile.
Oggi celebriamo il 208° Annuale di fondazione e vorrei riportare le parole espresse dal Presidente della repubblica nel Bicentenario del 2014 e che al meglio definiscono la nostra storia: “In ogni parte del paese l’Arma ha costituito incrollabile baluardo a garanzia della libertà e della pacifica convivenza civile”. Tra l’Arma e il popolo italiano si è “sviluppata una speciale relazione di fiducia e di amicizia, alimentata dalla capillare e diffusa presenza delle stazioni, presidi di legalità e insieme luoghi di ascolto e di accoglienza”.
In questa definizione c’è molto della storia recente dell’Arma veneziana.
L’Arma dei Carabinieri era presente la notte del 12 novembre 2019 in occasione dell’acqua “granda” per dare soccorso a quanti si trovarono in difficoltà. I carabinieri hanno aiutato i cittadini delle varie isole della laguna in quella notte e per i giorni successivi. Anche questo Monastero è stato afflitto dall’alta marea ed ancora ne riporta le ferite, ma nonostante le difficoltà, nessun servizio operativo è stato interrotto.
E poi è arrivato il Covid.
Oggi ci ritroviamo dopo la sospensione del 2020 e del 2021 e riassaporiamo il piacere del contatto e delle relazioni umane senza però dimenticare quanti hanno perso la vita’ in questi due anni: un dolore che ci accomuna.
Nonostante mille difficoltà, in tutta l’epoca pandemica, anche nelle ore più buie nessun comando di stazione è stato chiuso. Nel 2020 oltre 177 mila persone si sono rivolte ai nostri uffici e quasi 160 mila nel 2021. Un’ immensa presenza sul territorio che si evidenzia anche nel numero di chiamate al 112.Quasi 150 mila nel 2020 e ben 156 mila nel 2021. Interessante soprattutto un dato: il picco di telefonate registrato nei momenti immediatamente successivi all’emanazione di nuove disposizioni contro la pandemia.
In epoca covid abbiamo dato assistenza agli anziani per il ritiro delle pensioni, aiutato quanti di questi avevano difficoltà nell’accedere alla prenotazione on line del vaccino, ci siamo recati a casa delle persone sole e talvolta ci siamo sostituiti ai familiari per l’acquisto di beni alimentari e medicine. Dapprima abbiamo svolto vigilanza ai centri tamponi, successivamente scorta ai vaccini e contestuale vigilanza ai centri vaccinali ed e’ sempre rimasta costante la nostra presenza sul territorio. Non solo controllo ma anche comprensione e dialogo, rassicurazione ed aiuto nell’interpretare le nuove regole di convivenza.
I Comandanti di Stazione, vero termometro delle criticità sul territorio, sono stati parte integrante del sistema di assistenza in una cooperazione permanente con le autorità locali e sanitarie per affrontare l’applicazione delle misure anti pandemiche.
Nell’articolazione nazionale di sicurezza, La stazione Carabinieri è l’espressione più immediata della vicinanza dello Stato alle comunità, sommando capacità operative e umana sensibilità, per svolgere un’insostituibile funzione di rassicurazione sociale, accanto ai Sindaci, punti di riferimento altrettanto preziosi per i cittadini e, in un’epoca dove le sfide alla pacifica convivenza assumono una dimensione poliedrica, emerge con maggiore vigore l’essenza positiva di questa missione.
Un altro dato che decreta la dimensione valoriale della capillarità territoriale è la percentuale dei reati commessi in provincia e per i quali procede l’Arma dei Carabinieri, quasi il 70% nella media dell’ultimo biennio. E’ un carico di lavoro imponente, di dedizione accurata, ma sono anche numeri silenziosi spesso considerati ovvi, e pigramente trascurati nella loro dimensione strategica, ovvero espressione di essenzialità della presenza territoriale dell’Arma dei Carabinieri.
Sul fronte del contrasto alla criminalità, evidenzio alcuni fenomeni che sono tipicizzanti di quest’epoca pandemica.
La violenza di genere e delle fasce deboli, nelle sua multidimensionalità fatta di lesioni, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenze e femminicidi è un fenomeno che registriamo in aumento ed il periodo pandemico non l’ha certamente ridimensionato. È recente la condanna all’ergastolo dei responsabili di due efferati femminicidi avvenuti nel portogruarese nel luglio del 2020 e nel gennaio del 2021.
Le mura domestiche celano sempre sconcertanti episodi di violenza.
L’Arma guarda con attenzione al fenomeno e da tempo si è dotata presso di personale specializzato strutturato in una rete nazionale anti violenza. Inoltre proseguiamo la collaborazione con Soroptimist Club International per la creazione di una stanza tutta per SÉ. A ottobre del 2021 è stata inaugurata la stanza presso la Tenenza di Mira, che si aggiunge a quelle già presenti e funzionanti sul territorio.
Altro fronte che desta allarme e che assorbe molte energie è quello del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’azione repressiva è continua ed ingenti sono le quantità di sostanze sequestrate ed i soggetti arrestati o deferiti all’Autorità giudiziaria e purtroppo riguarda molte zone della provincia e non necessariamente solo quelle riportate nella cronaca.
Ma tolta quella parte di assuntori che sono espressione di marginalità e degrado sociale, purtroppo il contesto colloca sempre più spesso, soprattutto per determinate categorie di stupefacenti, l’assunzione in un fenomeno sociale di costume che perde la carica di disvalore e dove l’azione repressiva assume una valenza limitata.
La realtà predatoria, tuttavia, rimane il fenomeno criminale con maggior incidenza a cui si aggiungono le truffe informatiche quale espressione di un incremento del numero di persone che usano piattaforme e-commerce con pagamenti elettronici.
Nel settore del crimine organizzato a parlare è la cronaca giudiziaria. Richiamo alla memoria l’indagine Papillon sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia che a fine novembre ha avuto un’importante esecuzione operativa con l’applicazione di 39 misure e ora si avvia speditamente alla sua fase dibattimentale.
L’azione repressiva, tuttavia, non è sufficiente per dare risposte efficaci. Per questo spendiamo molto anche per alimentare nei nostri ragazzi la fiducia nelle Istituzioni.



