(AGENPARL) - Roma, 15 Aprile 2026 - Nonostante il tentativo di Palazzo Chigi di accreditare la sospensione dell’accordo di difesa con Israele come una scelta di fermezza, la stampa internazionale, guidata da un duro editoriale di Al Jazeera, lancia un pesante affondo contro la Premier Giorgia Meloni. L’accusa è doppia: incoerenza diplomatica e irrilevanza strategica.
Un accordo “irrilevante”
Secondo l’analisi della testata qatariota, la mossa italiana sarebbe più simbolica che sostanziale. Fonti diplomatiche sottolineano come il memorandum sospeso non si sia mai tradotto in forniture militari di peso o in cooperazioni strategiche concrete. Definire l’accordo “irrilevante” serve a evidenziare come la Premier stia cercando di ottenere un dividendo politico interno senza però infliggere un vero danno strutturale alla macchina bellica di Tel Aviv.
Il silenzio su Gaza e il fattore UNIFIL
L’affondo più critico riguarda però il tempismo. Viene fatto notare come Meloni non abbia mai sollevato obiezioni concrete durante i mesi più cruenti dell’offensiva a Gaza, mantenendo una linea di sostanziale allineamento con il governo Netanyahu. La “svolta” attuale non sarebbe figlia di una rinnovata sensibilità verso la crisi umanitaria nella Striscia, ma una reazione obbligata e tardiva dovuta esclusivamente agli incidenti che hanno coinvolto i militari italiani della missione UNIFIL in Libano.
La morsa internazionale
Mentre l’opposizione israeliana usa la decisione di Roma per dimostrare l’isolamento internazionale di Netanyahu, la Premier italiana si trova stretta tra le critiche di chi la accusa di aver fatto “troppo poco e troppo tardi” e le pressioni degli alleati storici, inclusi i recenti rimbrotti arrivati oltreoceano da Donald Trump sulla gestione della crisi iraniana.
