(AGENPARL) - Roma, 15 Aprile 2026 - Emerge un retroscena inquietante sulla precisione degli attacchi iraniani contro le forze statunitensi in Medio Oriente. Secondo un’inchiesta del Financial Times, rilanciata dalle principali testate internazionali, il corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avrebbe utilizzato un satellite spia cinese ad alta risoluzione per monitorare e colpire le basi militari americane.
Il satellite “fantasma” TEE-01B
Al centro dello scandalo c’è il satellite TEE-01B, prodotto dalla società cinese Earth Eye Co. Documenti riservati rivelano che l’Iran avrebbe acquistato il controllo del dispositivo nel 2024 tramite una transazione segreta. Da quel momento, le coordinate orbitali del satellite sono state modificate per sorvegliare costantemente obiettivi sensibili, tra cui la Prince Sultan Air Base in Arabia Saudita e altre installazioni in Iraq e Giordania.
Collaborazione tecnologica Pechino-Teheran
L’inchiesta dimostra come i comandanti delle IRGC avessero accesso diretto alle immagini satellitari, elaborate tramite stazioni di terra situate sia in Iran che in Cina. Questa tecnologia avrebbe permesso a Teheran di mappare con precisione millimetrica i movimenti delle truppe USA poco prima delle ondate di droni e missili lanciate nel marzo 2026.
Implicazioni geopolitiche
La rivelazione aggrava le tensioni tra Washington e Pechino, accusata di fornire “occhi” tecnologici al regime iraniano nonostante le sanzioni internazionali. Fonti del Pentagono definiscono questa collaborazione come un “salto di qualità” nelle capacità belliche iraniane, ora in grado di colpire con precisione chirurgica grazie al supporto satellitare straniero.
