Autore: Sabrina Panarello

Emerge un retroscena sulla guerra in corso: gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari diretti contro il territorio iraniano, unendosi segretamente all’offensiva di Stati Uniti e Israele. Secondo un rapporto del Wall Street Journal, le forze di Abu Dhabi avrebbero colpito all’inizio di aprile la raffineria di petrolio sull’isola di Lavan, nel Golfo Persico. L’eccezione del Golfo Mentre gli altri paesi della regione si sono rifiutati di partecipare attivamente allo sforzo bellico per timore di ritorsioni, gli Emirati avrebbero accettato il coinvolgimento diretto, mossa accolta con favore dall’amministrazione Trump. Questo spiegherebbe l’intensità senza precedenti degli attacchi iraniani contro il territorio emiratino, che con oltre 2.700…

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L’Iran alza drasticamente la posta in gioco nella crisi regionale. Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, ha dichiarato che la Repubblica Islamica valuterà formalmente l’arricchimento dell’uranio al 90% qualora il Paese dovesse subire un nuovo attacco militare. L’annuncio, diffuso direttamente tramite i canali social del parlamentare, segna un punto di rottura potenziale nelle trattative internazionali. Il Parlamento iraniano si prepara a esaminare formalmente la proposta, che porterebbe il programma atomico di Teheran alla soglia critica del “weapon-grade”, il livello necessario per scopi bellici. https://en.mehrnews.com/news/244448/90-enrichment-on-table-If-Iran-comes-under-attack-again

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Il bombardamento della scuola elementare Shajareh Tayyebeh a Minab è diventato il simbolo della condanna mondiale contro le atrocità commesse dal “nemico assassino di bambini”. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione iraniano, Alireza Kazemi, durante un incontro a Teheran con i vertici della Kevser Organization for Humanity Relief and Development, ONG con sede a Istanbul. Solidarietà tra Iran e Turchia Kazemi ha espresso profonda gratitudine al governo e al popolo turco per la solidarietà manifestata all’indomani della strage. L’incontro ha sancito la firma di un accordo con l’organizzazione Kevser per la costruzione di un nuovo istituto scolastico, che sarà intitolato proprio ai “martiri della…

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La Repubblica Islamica dell’Iran riafferma la propria autorità su uno dei punti nevralgici del commercio mondiale. Mohammad Akbarzadeh, vice responsabile politico della Marina delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), ha dichiarato in un’intervista alla TV di Stato (ripresa dall’agenzia Tasnim) che lo Stretto di Hormuz è sotto il fermo controllo di Teheran. Una visione strategica, non solo geografica Secondo Akbarzadeh, l’approccio iraniano allo Stretto non è meramente territoriale, ma risponde a una visione strategica superiore. Il funzionario ha voluto precisare che l’ostilità di Teheran non è rivolta ai popoli del mondo, bensì ai governi che hanno costruito una “falsa immagine” della Repubblica Islamica per giustificare politiche di…

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La Russia è pronta a blindare il mercato dei metalli delle terre rare attraverso una cooperazione strategica con i Paesi dell’Asia Centrale e la Cina. Lo ha dichiarato Alexander Sternik, alto funzionario del Ministero degli Esteri russo (CSI), sottolineando come Mosca intenda valorizzare l’eredità mineraria sovietica della regione. Nonostante la Russia possieda già una gamma completa di metalli strategici, l’obiettivo è creare una “filiera chiusa” che unisca le risorse dell’Asia Centrale, le tecnologie di estrazione cinesi e le infrastrutture russe. Sternik ha tracciato un parallelo con il settore degli idrocarburi: proprio come accaduto per petrolio e gas, la Russia mira…

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Un duro editoriale dell’agenzia Mehr (MNA) mette a nudo la profonda sfiducia della Repubblica Islamica nei confronti della strategia di Donald Trump. Secondo Teheran, gli Stati Uniti stanno giocando una partita doppia: da un lato chiedono negoziati informali tramite il Pakistan, dall’altro mantengono una pressione militare che rende impossibile ogni reale svolta diplomatica. Il punto di rottura è la natura stessa del cessate il fuoco. Sebbene Trump abbia annunciato una tregua a tempo indeterminato dopo 40 giorni di conflitto, l’Iran denuncia come, nella pratica, il blocco navale e le aggressioni israeliane non si siano mai fermati. Per le autorità iraniane,…

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Il Ministero degli Esteri pakistano ha respinto ufficialmente le indiscrezioni diffuse dall’emittente statunitense CBS News riguardo alla presenza di velivoli iraniani presso la base aerea di Nur Khan. Il portavoce Tahir Andrabi ha definito il servizio “fuorviante e sensazionalistico”, sottolineando come tali ricostruzioni mirino a destabilizzare i fragili sforzi di pace regionali. Secondo la ricostruzione di Islamabad, gli aerei provenienti sia dall’Iran che dagli Stati Uniti sono giunti in Pakistan durante il primo ciclo di colloqui seguito al cessate il fuoco. La loro presenza è legata esclusivamente al supporto logistico e amministrativo necessario per gli spostamenti di diplomatici, squadre di…

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Lo scontro per il controllo dello Stretto di Hormuz si sposta al Palazzo di Vetro, ma i toni restano da guerra fredda. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha denunciato apertamente il tentativo di Washington di manipolare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attraverso una risoluzione sulla sicurezza marittima che punta il dito contro Teheran per coprire, di fatto, le responsabilità degli Stati Uniti e dei loro alleati regionali. Gharibabadi ha affidato la sua durissima replica a un post su X, accusando gli americani di voler “cambiare le carte in tavola”. Secondo il diplomatico, Washington sta cercando di…

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Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha alzato i toni del confronto geopolitico con un messaggio diretto a Washington: la pace in Medio Oriente passa esclusivamente per l’accettazione della proposta in 14 punti presentata da Teheran. L’ultimatum di Teheran agli Stati Uniti In un post pubblicato su X, Qalibaf ha chiarito che non esistono alternative diplomatiche al di fuori del piano iraniano. “Qualsiasi altro approccio si rivelerà del tutto inconcludente; solo un fallimento dopo l’altro”, ha dichiarato il leader del Majlis, aggiungendo un monito economico rivolto ai cittadini americani: “Più temporeggeranno, più i contribuenti americani ne pagheranno le conseguenze”. Difesa e Tecnologia: la…

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Le indiscrezioni circolate sui media occidentali riguardo a un presunto accordo dell’Iran per la rimozione del proprio materiale nucleare arricchito dal Paese sono “completamente false”. Lo riferisce una fonte informata, vicina al team negoziale iraniano, all’agenzia Tasnim. Smentite le “operazioni psicologiche” Secondo la fonte, contrariamente a quanto affermato da alcune testate internazionali, nel testo della proposta inviata agli Stati Uniti non esiste alcun riferimento all’accettazione del ritiro del materiale arricchito dal territorio nazionale. Viene definita “del tutto falsa” anche la notizia di una presunta moratoria di 15 anni sull’arricchimento nucleare, bollata come un’operazione psicologica dei media. Il nodo dei fondi…

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