Autore: Redazione Calabria

REGGIO CALABRIA I carabinieri della stazione di Marina di Gioiosa Jonica (RC) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip presso il Tribunale di Locri nei confronti dei fratelli T. D. quarantenne e T.V. trentatreenne i quali nella tarda serata del 25 maggio scorso, dopo essersi introdotti, mediante la forzatura di una porta finestra, all’interno dell’abitazione dello zio C.V. sessantatreenne, lo hanno percosso a mani nude e colpito con un’arma da taglio all’altezza del collo. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, hanno consentito di fare piena luce sull’accaduto, è stato infatti accertato che…

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COSENZA I sospetti venivano però ampiamente confermati dalla corposa attività tecnica (intercettazioni di vario genere, telefoniche ed ambientali) condotta nei confronti dell’uomo, da cui ancora emergevano evidenze probatorie granitiche circa l’ipotesi della simulazione della rapina allo scopo di celare la cessione delle armi a terzi gravitanti nell’orbita della malavita locale, verosimilmente per l’acquisto di sostanza stupefacente di tipo cocaina di cui l’uomo era un abituale assuntore. La corposa indagine svolta dagli investigatori, dalla quale emergeva oltremodo che l’odierno arrestato in più occasioni cercava di eludere le investigazioni precostituendo le versioni da fornire ai poliziotti nel corso degli interrogatori e giungendo…

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COSENZA La ricostruzione fornita dall’uomo però non convinceva affatto gli investigatori della locale Squadra Mobile – IV Sezione Reati contro il patrimonio e la P.A. – che avviavano, con il coordinamento della Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Mario Spagnuolo, una lunga e dettagliata attività di indagine che, punto dopo punto, faceva evidenziare numerose incongruenze e contraddizioni nella versione fornita dalla presunta vittima. Preliminarmente venivano riscontrate delle forti discordanze circa i tempi impiegati per compiere il tragitto intercorrente tra la casa del V.A. e l’armeria e viceversa nonché in riferimento al fatto che le forze di polizia erano state…

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COSENZA In particolare, la vicenda risale al pomeriggio dello scorso 1 dicembre quando V.A. chiamava il numero di emergenza dichiarando di essere stato, poco prima, vittima di una rapina perpetrata in questa località Colle Mussano ad opera di due individui armati. Raggiunto dagli agenti, l’uomo dichiarava che i due malfattori gli avevano sottratto tre pistole calibro 9×21 e 100 munizioni dello stesso calibro, appena acquistate in un’armeria di Rende, nonché una quarta pistola (in cal. 45), già di sua proprietà, che l’uomo aveva portato con sé poiché intenzionato a lasciarla in permuta in armeria. L’uomo ha poi raccontato che, lungo…

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COSENZA Dopo complesse ed articolate indagini, la Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di V.A., 35enne di Rovito nel Cosentino. L’uomo meccanico di professione è ritenuto responsabile dei reati di simulazione aggravata (di cui agli art. 61 nr. 2 e 367 c.p.) e del reato di cessione di armi comuni da sparo (di cui agli artt. 1 e 7 della Legge nr. 895/1967). (News&Com)   

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REGGIO CALABRIA Le indagini patrimoniali hanno dimostrato che entrambi i proposti erano riusciti, con il profitto derivante dalla gestione delle citate attività illecite, ad accumulare ingenti risorse finanziarie, sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, che reinvestivano nell’acquisto di terreni, società e beni immobili, intestati – al fine di eludere la normativa antimafia – ai propri familiari o a soggetti terzi. Con il provvedimento di prevenzione l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di  9 unità immobiliari, 4 appezzamenti di terreno, n.2 veicoli, dei relativi conti correnti e rapporti finanziari, nonché delle predette società ai medesimi riconducibili. Il valore del patrimonio sequestrato ammonta…

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REGGIO CALABRIA Barreca è stato tratto a giudizio per il delitto di concorso in estorsione ma poi assolto con formula “perché il fatto non sussiste”, anche se il Gup ha considerato acclarato e dimostrato il suo inserimento nel meccanismo estorsivo ideato e gestito da La Valle quanto meno fino all’anno 2012. Il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione, in forza dell’autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale, ha rivalutato il quadro indiziario enucleato nei suoi confronti, anche alla luce di ulteriori ed attuali elementi dimostrativi del suo coinvolgimento, mediante due società a lui riconducibili, in un  rodato sistema di…

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REGGIO CALABRIA Gli accertamenti originari avevano disvelato il forte interesse della ‘ndrangheta, nel business legato al ‘ciclo dei rifiuti’, svelando come la costruzione e la gestione dell’unico termovalorizzatore presente in Calabria, localizzato in Gioia Tauro, fosse sottoposto al continuo condizionamento delle organizzazioni criminali mafiose attive sul territorio di ubicazione. La Valle, titolare di una società e di altra riconducibile al ciclo dei rifiuti, è stato tratto in arresto per i delitti di concorso esterno in associazione mafiosa e plurime condotte estorsive, attualmente sottoposto al giudizio del Tribunale di Palmi, è stato riconosciuto – secondo il giudizio della Corte di Cassazione…

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REGGIO CALABRIA Il provvedimento, emesso dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione presieduto da Ornella Pastore su richiesta del procuratore della Repubblica aggiunto Calogero Gaetano Paci e del sostituto procuratore della Repubblica Giulia Pantano, trae origine dal procedimento n.3017/17 (nel cui contesto in data 6 ottobre 2017 è stata eseguita dalla Squadra Mobile una ordinanza di custodia cautelare convenzionalmente nota come Operazione “Metauros”) e dagli ulteriori sviluppi investigativi che hanno permesso al Tribunale di riconoscere la pericolosità sociale dei due proposti e di applicare la misura del sequestro. (News&Com)

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REGGIO CALABRIA Nella giornata di lunedì, a Reggio Calabria e nel Comune di Villa San Giovanni, la divisione Polizia anticrimine della Questura di Reggio Calabria, a esito di una complessa attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Procura distrettuale antimafia –  diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri –  ha eseguito il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di due persone, Giovanni Rocco La Valle e Francesco Barreca. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 13 milioni di euro. (News&Com)

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