REGGIO CALABRIA La figura criminale dei proposti emerge dalle attività di indagine esperite, nell’ambito dell’operazione ‘Galassia’, a conclusione della quale erano state arrestate 20 persone, tra i quali sia Furfaro – proprio per i collegamenti economici con la ‘Cosca Piromalli’ – sia il socio Rocco Alampi, con ruolo organizzativo vicario nelle aziende. In tale occasione erano state inoltre sequestrate 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio italiano, 33 siti web nazionali e internazionali, numerosi immobili, automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché innumerevoli quote societarie e disponibilità finanziarie riconducibili ai predetti. (News&Com)
Autore: Redazione Calabria
REGGIO CALABRIA Militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni, costituto da compendi aziendali, beni immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, nei confronti di Santo Furfaro, 55 anni, e Rocco Alampi, 40 anni, imprenditori indiziati di contiguità allo storico casato di ‘ndrangheta territorialmente denominato “Cosca Piromalli”, egemone nella Piana di Gioia Tauro. (News&Com)
VIBO VALENTIA Per ricostruire la situazione economica dei “furbetti”, i Carabinieri delle Stazioni si sono avvalsi della collaborazione dell’Inps, delle banche dati in uso alle forze di polizia ed in taluni casi anche degli istituti di credito. Sono così emerse una serie di irregolarità per un danno erariale complessivo stimato in stimato in circa 100.300 euro. I 350 indagati rischiano una pesante sanzione amministrativa compresa tra i 5.164 ed i 25.822 euro, somme molto superiori rispetto al beneficio illecitamente conseguito. L’attività non è tuttavia conclusa: ulteriori controlli sui percettori di elargizioni sociali sono in atto nei restanti comuni della Provincia.…
VIBO VALENTIA Per procurarsi il beneficio sono state quindi fornite informazioni mendaci: dalla falsa attestazione sulla residenza e del numero dei componenti del nucleo familiare (l’elargizione era connessa anche all’effettivo stato di bisogno della famiglia) all’omessa o falsa indicazione di ricevere, nello stesso periodo, altri sussidi sociali (indennità di disoccupazione, pensioni di invalidità, l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza) che, superata una certa soglia, non avrebbe consentito l’ottenimento del buono alimentare. Diverse le anomalie riscontrante durante l’attività investigativa: c’è chi percepiva regolarmente il proprio reddito da lavoro dipendente (perché evidentemente rientrante tra le categorie che hanno potuto…
VIBO VALENTIA I buoni spesa sono stati erogati direttamente dai Comuni a persone che autocertificavano il proprio stato di difficoltà economica sulla base di bandi stilati dagli stessi enti locali. Lo scopo era quello di aiutare le fasce più deboli ad acquistare alimenti, farmaci ed altri beni di prima necessità. L’indagine segue un arco temporale che va dall’aprile del 2020 fino ad oggi. I cittadini segnalati dai Carabinieri all’Autorità Giudiziaria risiedono nei comuni di: Vibo Valentia, Dasà, Limbadi, Mongiana, Joppolo Nicotera, Pizzoni, Polia, Ricadi, Rombiolo, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Sorianello, Vazzano, San Calogero, Spilinga, Zaccanopoli e Zungri.…
VIBO VALENTIA False attestazioni per ottenere i buoni spesa Covid. È quanto scoperto dai Carabinieri delle Compagnie di Serra San Bruno e Tropea a conclusione di un’articolata attività di verifica e controllo in ambito economico coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo guidata dal Procuratore Camillo Falvo. In 350 sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di false attestazioni a incaricato di pubblico servizio, tra questi, 296 sono stati denunciati anche per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Tra i soggetti deferiti ci sono anche affiliati alla ‘ndrangheta che avevano certificato il falso pur di ottenere…
CATANZARO Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti: Catanzaro: CASI ATTIVI 577 (29 in reparto, 2 in terapia intensiva, 546 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9605 (9464 guariti, 141 deceduti). Cosenza: CASI ATTIVI 6160 (48 in reparto, 4 in terapia intensiva, 6108 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16608 (16058 guariti, 550 deceduti). Crotone: CASI ATTIVI 105 (12 in reparto, 0 in terapia intensiva, 93 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6406 (6307 guariti, 99 deceduti). Reggio Calabria: CASI ATTIVI 682 (52 in reparto, 4 in terapia intensiva, 626 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22230 (21898 guariti, 332 deceduti). Vibo…
CATANZARO Nelle ultime 24 ore in Calabria si sono registrati 32 nuovi casi e un decesso da Coronavirus. Si segnala però un incremento dei ricoveri nei reparti (+2) e in terapia intensiva (+2). Mentre sono 167 le persone che risultano guarite o dimesse in un giorno. Così attualmente sono 7.763 i casi attivi di infezione di cui 7.605 si trovano in isolamento domiciliare, 148 ricoverati in reparto e 10 in terapia intensiva. I casi confermati oggi sono così suddivisi: 10 a Catanzaro, 1 a Cosenza, 8 a Crotone, 11 a Reggio Calabria e 2 da altra Regione o Stato Estero.…
REGGIO CALABRIA Nell’ambito delle attività investigative, era rimasto inoltre coinvolto anche un parroco di Cittanova, il quale è tuttora imputato per il reato di false informazioni al Pubblico Ministero. Il prelato infatti, secondo l’accusa mossa dalla Procura di Palmi, sentito nel corso delle indagini come persona informata sui fatti, avrebbe reso dichiarazioni false e reticenti, omettendo, in particolare, di riferire al magistrato di essere stato messo a conoscenza della violenza sessuale subita dal minore, che frequentava il circolo parrocchiale insieme al condannato. Il minore e i suoi famigliari, per quanto ad oggi ricostruito, si sarebbero invece subito rivolti e confidati…
REGGIO CALABRIA La Procura di Palmi nella persona del pubblico ministero Davide Lucisano ha impugnato la pronuncia proponendo motivato appello, rinnovando la richiesta di condanna dell’imputato, oggi accolta dalla Corte di Appello di Reggio Calabria – Seconda Sezione Penale – che ha dichiarato l’uomo colpevole del reato di violenza sessuale aggravata dell’abuso delle condizioni di inferiorità psichica della persona offesa, condannando il cittanovese, su richiesta del Procuratore Generale di Reggio Calabria, a tre anni e quattro mesi di reclusione, oltre che al pagamento del risarcimento dei danni alle parti civile. (News&Com)