(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - Il nuovo Congresso USA e il futuro del Made in Italy: intervista a Marinella Pacifico
L’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti consegna il controllo del Campidoglio ai Democratici. Quali saranno i riflessi macroeconomici sull’Europa e, in particolare, sul sistema produttivo italiano? Ne parliamo con Marinella Pacifico, già componente della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica ed esperta di dinamiche internazionali.
Domanda. Senatrice Pacifico, il voto del Midterm ha ribaltato gli equilibri a Washington. Perché questa non è solo una vicenda interna americana, ma tocca da vicino anche l’Italia?
Senatrice Pacifico.”Perché la netta affermazione del Partito Democratico, che si assicura 54 seggi al Senato e una solida maggioranza alla Camera, introduce un decisivo sistema di pesi e contrappesi all’azione della Casa Bianca. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, questo voto apre una finestra di opportunità economica straordinaria. Sotto il profilo macroeconomico, il nuovo equilibrio allontana concretamente lo spettro di una politica tariffaria lineare e aggressiva. La teoria del commercio internazionale insegna che i dazi agiscono come una tassa simmetrica che genera una perdita secca di benessere e innesca dinamiche di cost-push inflation, ovvero inflazione da costi. Frenare questa minaccia significa permettere alle nostre filiere esportatrici — dalla manifattura all’automotive, fino all’agroalimentare — di non disperdere margini operativi lordi e di preservare la competitività in un mercato chiave.”
Domanda. Nel dibattito economico si parla spesso di costi di approvvigionamento. In questo scenario, quanto pesa la partita energetica?
Senatrice Pacifico.”Pesa moltissimo e dobbiamo essere chiari: quando parliamo di approvvigionamenti, l’orizzonte non si limita alle sole materie prime industriali, ma tocca direttamente il dossier strategico dell’energia. La stabilità dei mercati internazionali e il rafforzamento dei canali multilaterali con il Congresso americano sono essenziali per garantire la sicurezza delle nostre forniture, a partire dal gas naturale liquefatto (GNL). Evitare shock speculativi sui prezzi energetici significa alleggerire direttamente le bollette delle famiglie e abbattere i costi di produzione delle nostre imprese. In un contesto globale segnato da tassi d’interesse complessi, la stabilità commerciale ed energetica restituisce alle aziende la capacità di autofinanziamento: risorse che non vengono bruciate nei dazi o nel caro-energia diventano capitali liquidi immediatamente disponibili da reinvestire.”
Domanda. Lei ha rivolto un appello molto diretto alla politica italiana. Cosa dovrebbe fare, concretamente, il Governo Meloni?
Senatrice Pacifico. “Invito direttamente il Governo Meloni a muoversi con pragmatismo e tempestività, mettendo da parte le ideologie per il bene degli italiani. Accanto al mantenimento dei doverosi canali istituzionali con la Casa Bianca, l’esecutivo ha il dovere di tessere immediatamente una fitta rete diplomatica con la nuova leadership democratica del Congresso statunitense, per mettere in sicurezza il nostro export e i nostri approvvigionamenti. Non possiamo permetterci di attendere passivamente gli eventi.”
Domanda. E qual è, invece, il ruolo che spetta alle forze di opposizione in questa fase?
Senatrice Pacifico. “L’opposizione ha una responsabilità enorme: deve esercitare un ruolo di stimolo costruttivo e rigoroso in Parlamento. Deve incalzare il Governo e spingere affinché i dossier economici e commerciali transatlantici vengano calendarizzati con urgenza assoluta nelle commissioni competenti, in particolare in Terza (Esteri) e Sesta (Finanze). Questa non è una battaglia di parte, è una priorità nazionale che richiede l’impegno di tutte le forze politiche.”
Domanda. Se il sistema Italia si muoverà unito, quali benefici concreti vedranno i cittadini in termini di PIL, occupazione e prezzi?
Senatrice Pacifico. “I benefici seguono una logica economica rigorosa. Se l’Italia saprà blindare i propri flussi commerciali ed energetici, i capitali recuperati dalle aziende e reinvestiti in tecnologia, digitalizzazione e capitale umano genereranno un aumento della produttività marginale dei fattori. Secondo i modelli della crescita endogena, questo meccanismo stimola la domanda di lavoro derivata, traducendosi in nuova occupazione stabile e in una crescita robusta del PIL. Al contempo, la stabilità dei costi strutturali favorirà il raffreddamento dei prezzi al consumo, difendendo il potere d’acquisto delle famiglie e contrastando l’inflazione alla radice. La politica estera non è una disciplina astratta: è il binario su cui viaggia l’economia reale delle nostre famiglie.”
