(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - ROMA, 31 ott. – "Oggi in un'intervista a Il Giornale il ministro Nordio ha detto una castroneria incredibile e molto pericolosa. Il ministro afferma testualmente che in Italia il Pm ha lo stesso ruolo degli avvocati, non ha il dovere di apparire imparziale né quello di essere imparziale. Evidentemente Nordio è talmente innamorato del modello americano, che ha provato a importare in Italia attraverso la riforma sulla separazione delle carriere, da aver dimenticato come funzioni l'ordinamento nel nostro paese, dove per fortuna le garanzie per i cittadini sono maggiori. Il problema è che questa dimenticanza non colpisce un cittadino comune ma un ex Pm che oggi è il responsabile delle politiche pubbliche sulla giustizia. Ma in realtà non si tratta di una dimenticanza: Nordio ignora i principi cardine del nostro ordinamento e della Costituzione. Dovrebbe sapere cosa afferma in modo molto chiaro l'articolo 358 del Codice di Procedura Penale: il Pm svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini. In Italia anche il Pm deve lavorare e ragionare come un giudice, attraverso la cultura della giurisdizione. Se e quando non lavora così, si verifica un grave vulnus che deve essere sanzionato e corretto. Quando un Pm si comporta come auspica Nordio, il cittadino indagato, soprattutto se non può permettersi di spendere tanti soldi per far fare le indagini difensive all'avvocato, può essere una persona rovinata. Sorprende che a fare affermazioni così assurde sia uno dei massimi rappresentanti dei presunti garantisti del centrodestra. La prima garanzia affinché sia garantita la certezza della pena, si tutelino le vittime ma non si faccia strage di innocenti, è l'imparzialità del Pm, prima ancora che intervenga quella del giudice. Viceversa, in alcuni paesi come gli Stati Uniti la figura equiparabile al nostro Pm svolge un ruolo di mero accusatore, talvolta in maniera ostinata, mettendo quindi a rischio garanzie fondamentali per i cittadini indagati. Al referendum del marzo scorso la maggioranza degli italiani ha detto forte e chiaro no al modello americano che piace a Nordio. È molto pericoloso che il ministro diffonda un messaggio così fuorviante, in alcun modo può radicarsi in Italia un modello sbagliato che tradisce lo stato di diritto".
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
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