(AGENPARL) - Roma, 26 Ottobre 2026 - Teheran annuncia progressi nei negoziati energetici con Mosca, ma restano da completare gli aspetti tecnici legati alle infrastrutture di trasporto. Al Forum dei Paesi esportatori di gas colloqui anche con Qatar e Libia. La Russia propone una banca per finanziare nuovi progetti nel settore.
Iran e Russia sono vicini a un accordo sugli scambi di gas naturale, secondo quanto dichiarato dal ministro del Petrolio iraniano ad interim, Hamid Bovard, in occasione degli incontri del Gas Exporting Countries Forum (GECF) in corso a Mosca. Il rappresentante di Teheran ha riferito che i due Paesi hanno già raggiunto un’intesa generale sul progetto e stanno lavorando agli ultimi aspetti tecnici necessari alla sua attuazione. La possibilità di avviare gli scambi resta tuttavia collegata allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, in particolare a un progetto di gasdotto attraverso l’Azerbaigian. Le dichiarazioni arrivano mentre la capitale russa ospita la ventottesima riunione ministeriale del Forum, alla quale partecipano rappresentanti dei principali Paesi produttori ed esportatori di gas, in preparazione dell’ottavo vertice dei capi di Stato e di governo previsto per martedì 27 ottobre.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Tasnim, Bovard ha spiegato che l’intesa di principio tra Mosca e Teheran era stata raggiunta durante un precedente incontro tra i presidenti dei due Paesi in Turkmenistan. Da allora sono proseguiti i contatti per definire le modalità operative degli scambi. Il ministro ad interim ha descritto il negoziato come prossimo alla conclusione, precisando però che l’avvio delle forniture dipenderà anche dalla realizzazione del collegamento infrastrutturale previsto attraverso il territorio azero.
Non sono stati annunciati nuovi volumi contrattuali, prezzi definitivi o una data certa per l’inizio dei flussi. La dichiarazione iraniana indica quindi un avanzamento dei negoziati, non l’entrata in vigore di un accordo già pienamente operativo. Secondo il portale specializzato IranOilGas, rimane inoltre da chiarire se l’intesa descritta da Bovard riguardi il progetto di importazione di gas russo discusso negli ultimi anni oppure un distinto meccanismo di scambio tra i due Paesi.
I negoziati sul gas e la cooperazione petrolifera
La cooperazione energetica tra Iran e Russia è oggetto di trattative da tempo. Nel giugno 2024 la National Iranian Gas Company e Gazprom avevano sottoscritto un memorandum d’intesa relativo alla possibilità di forniture russe verso il mercato iraniano. Successivamente le parti avevano esaminato diverse opzioni infrastrutturali, compresa una rotta attraverso l’Azerbaigian.
Nel corso del 2025 erano state discusse ipotesi di forniture iniziali relativamente contenute, con la possibilità di aumentare i quantitativi in una fase successiva. Il percorso negoziale ha però incontrato questioni commerciali e tecniche, comprese quelle relative ai prezzi e alle modalità di pagamento. Le dichiarazioni di Bovard non chiariscono se tutti questi aspetti siano stati definitivamente risolti.
Il rappresentante iraniano ha richiamato anche la collaborazione nel settore petrolifero, affermando che società russe partecipano allo sviluppo di quattro importanti giacimenti in Iran. Secondo Bovard, i progetti stanno procedendo in modo soddisfacente e potranno essere oggetto di ulteriori confronti durante gli incontri a Mosca.
Teheran considera la cooperazione con le imprese russe una componente rilevante dei propri programmi di sviluppo energetico. Per Mosca, il dialogo con l’Iran rientra invece nelle relazioni con i Paesi produttori di idrocarburi e nelle iniziative volte a rafforzare i collegamenti commerciali ed energetici regionali.
Colloqui con Qatar e Libia al Forum del gas
Parallelamente ai negoziati con la Russia, l’Iran ha avviato consultazioni con altri membri del GECF. Secondo l’agenzia Shana, collegata al ministero iraniano del Petrolio, Bovard ha incontrato rappresentanti del Qatar e della Libia per discutere la cooperazione energetica e il ruolo dei rispettivi Paesi nei mercati internazionali del gas.
Il ministro ad interim ha sollecitato un maggiore coordinamento tra produttori ed esportatori, sostenendo l’importanza del dialogo sulle prospettive della domanda mondiale, sulla sicurezza delle forniture e sugli investimenti necessari per sviluppare nuove infrastrutture.
Con il rappresentante libico del settore petrolifero, Rajab Abdulsadek, Bovard ha affrontato anche le possibilità di ampliare i rapporti bilaterali, le questioni riguardanti l’OPEC e i recenti sviluppi del mercato del petrolio.
Gli incontri si inseriscono nell’attività diplomatica che accompagna la riunione ministeriale del GECF. Al momento, le informazioni diffuse riguardano consultazioni e proposte di cooperazione: non risultano annunciati nuovi accordi trilaterali vincolanti tra Iran, Qatar e Libia.
Mosca propone una banca per finanziare i progetti del gas
Dalla riunione ministeriale è arrivata anche un’iniziativa russa sul finanziamento delle infrastrutture energetiche. Secondo quanto riferito da Interfax, il ministro dell’Energia russo Sergei Tsivilev ha dichiarato che Mosca sostiene la creazione di una Gas Bank, un’istituzione destinata a favorire il finanziamento dei progetti nel settore del gas dei Paesi membri del Forum.
La proposta prevede strumenti finanziari di lungo periodo, servizi di consulenza e soluzioni per lo sviluppo industriale. Tsivilev ha indicato in particolare il potenziale utilizzo della banca per sostenere le infrastrutture energetiche nei Paesi africani e in altre aree interessate da nuovi investimenti.
L’iniziativa è attualmente una proposta in discussione e non deve essere considerata un organismo finanziario già costituito e operativo. I rappresentanti del GECF stanno esaminando le possibilità di rafforzare la cooperazione sugli investimenti e sulle tecnologie necessarie alla produzione e al trasporto del gas.
Durante il proprio intervento, Bovard ha inoltre richiamato le previsioni di lungo periodo del Forum, secondo le quali la domanda mondiale di gas naturale potrebbe aumentare del 31% entro il 2055. Il rappresentante iraniano ha proposto di valutare una strategia per portare la quota del gas nel mix energetico globale al 30%, sottolineando la necessità di investimenti superiori a 12.000 miliardi di dollari nelle attività di produzione e nelle infrastrutture. Si tratta di proiezioni e obiettivi illustrati nel contesto del GECF, non di risultati già raggiunti.
Il vertice del 27 ottobre e l’incontro previsto tra Putin e Pezeshkian
La riunione ministeriale di lunedì precede l’ottavo vertice dei leader del Gas Exporting Countries Forum, in programma a Mosca martedì 27 ottobre. Tra i partecipanti è atteso il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che dovrebbe intervenire ai lavori e incontrare il presidente russo Vladimir Putin.
Secondo l’agenzia Anadolu, la visita del capo dello Stato iraniano dovrebbe comprendere colloqui sulle relazioni bilaterali e sui principali sviluppi regionali e internazionali. L’incontro con Putin potrebbe offrire un’ulteriore occasione per discutere i progetti energetici comuni, ma non è stata confermata la firma di un accordo definitivo sul gas durante il vertice.
Il GECF riunisce dodici Paesi membri, tra cui Russia, Iran, Qatar, Algeria, Libia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Secondo i dati diffusi dal Forum, i suoi membri detengono complessivamente circa il 70% delle riserve mondiali accertate di gas naturale e rappresentano una quota rilevante della produzione e delle esportazioni globali.
I lavori di Mosca si concentrano sulla sicurezza energetica, sulle prospettive della domanda, sullo sviluppo del gas naturale liquefatto e sulle esigenze di investimento del settore. Per quanto riguarda il dossier Iran-Russia, il prossimo passaggio sarà verificare se i negoziati tecnici e infrastrutturali consentiranno di trasformare l’intesa di principio annunciata da Teheran in un accordo operativo con condizioni e tempi definiti.
