(AGENPARL) - Roma, 26 Ottobre 2026 - Il primo ministro britannico Andy Burnham ribadisce il desiderio di riportare il Paese nell’Unione europea, ma conferma che non proporrà l’adesione prima delle prossime elezioni. Escluso anche il ripristino della libera circolazione senza referendum. Il 20 novembre il vertice con Bruxelles.
La Brexit torna al centro del dibattito politico britannico dopo le nuove dichiarazioni del primo ministro Andy Burnham, che lunedì ha affermato di voler vedere il Regno Unito rientrare nell’Unione europea nel corso della propria vita, escludendo però qualsiasi iniziativa di adesione durante l’attuale legislatura. Intervenendo alla trasmissione Good Morning Britain dell’emittente ITV, il premier ha ribadito la necessità di migliorare i rapporti con Bruxelles, precisando che ogni eventuale cambiamento dovrà rispettare la volontà degli elettori britannici.
Alla domanda se desiderasse un ritorno del Paese nell’UE, Burnham ha risposto di volerlo vedere realizzato durante la propria vita, aggiungendo tuttavia che non intende anticipare l’opinione pubblica né imporre le proprie convinzioni personali. Il primo ministro ha sottolineato che saranno i cittadini britannici a decidere il futuro delle relazioni con l’Unione europea.
Burnham ha quindi escluso un’iniziativa di rientro nell’attuale Parlamento. «Non sto proponendo di rientrare in questa legislatura», ha dichiarato, spiegando che il governo intende concentrarsi su misure pratiche per migliorare gli accordi esistenti. Ha inoltre confermato che non si discosterà dagli impegni contenuti nel programma elettorale laburista del 2024, che escludeva il ritorno al mercato unico, all’unione doganale e alla libera circolazione delle persone.
Le critiche alla Brexit e la questione dell’immigrazione
Nel corso dell’intervista, Burnham ha sostenuto che la Brexit non abbia prodotto i risultati promessi durante la campagna referendaria del 2016. Secondo il premier, il Regno Unito si è ritrovato con un’uscita dall’Unione europea più rigida rispetto a quella prospettata agli elettori, con conseguenze negative sull’economia e sulla gestione dell’immigrazione.
Il primo ministro ha affermato che il Paese dispone oggi di strumenti meno efficaci per controllare alcuni flussi migratori, richiamando in particolare le difficoltà nel rimpatrio delle persone arrivate irregolarmente attraverso la Manica. Burnham ha collegato parte di questi problemi alla perdita dei precedenti meccanismi di cooperazione con i partner europei, sottolineando la necessità di ricostruire rapporti operativi più stretti.
Le dichiarazioni rappresentano un ulteriore sviluppo delle posizioni già espresse dal premier nelle scorse settimane. Come riportato da Agenparl il 12 ottobre, quando Burnham aveva riaperto il dossier del possibile ritorno britannico nell’Unione europea, il governo aveva già manifestato l’intenzione di avviare una discussione sul futuro dei rapporti con Bruxelles. L’intervento di lunedì aggiunge una precisazione sui tempi e sulle condizioni politiche di un eventuale riavvicinamento.
Libera circolazione, Burnham esclude modifiche senza referendum
Un secondo chiarimento è arrivato sulla libertà di movimento tra Regno Unito e Unione europea. Interrogato sulla possibilità di ripristinarla senza una consultazione popolare, Burnham ha risposto negativamente, precisando che non intende procedere su una questione così rilevante senza il consenso degli elettori.
La dichiarazione segue le osservazioni rilasciate nel fine settimana al Sunday Times, nelle quali il premier aveva sostenuto che il ritorno alla libera circolazione non dovrebbe essere escluso a priori da una futura discussione sui rapporti con l’UE.
Burnham ha spiegato di voler promuovere un confronto basato sui risultati concreti della Brexit e sulle possibili alternative, pur riconoscendo che il precedente sistema di libera circolazione presentava difficoltà. Ha inoltre indicato di non immaginare, nelle attuali circostanze, una proposta per l’ingresso del Regno Unito nello spazio Schengen o per la sostituzione della sterlina con l’euro.
Il primo ministro ha anche escluso l’ipotesi di convocare elezioni politiche anticipate nell’immediato futuro. La prospettiva di un eventuale ritorno nell’UE resta quindi distinta dalle iniziative che il governo intende perseguire nel breve periodo.
Il vertice con Bruxelles del 20 novembre
Il prossimo appuntamento istituzionale sarà il vertice tra Regno Unito e Unione europea previsto per il 20 novembre a Bruxelles, al quale Burnham dovrebbe partecipare insieme ai vertici europei, tra cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
L’obiettivo dichiarato del governo britannico è ottenere miglioramenti pratici nella cooperazione con l’Unione, soprattutto per quanto riguarda gli scambi commerciali, il settore agroalimentare e la gestione dell’immigrazione. Burnham ha indicato la necessità di accordi che possano agevolare agricoltori e produttori alimentari britannici, oltre a rafforzare la collaborazione con i Paesi europei sulle questioni migratorie.
Il tema è stato affrontato anche da Angela Rayner, ministra britannica, che domenica ha sostenuto l’opportunità di non escludere preventivamente possibili soluzioni nei colloqui con Bruxelles. Rayner ha comunque ribadito che il governo deve rispettare gli impegni assunti con gli elettori e che eventuali cambiamenti sostanziali dovranno essere sottoposti al giudizio pubblico.
Le nuove dichiarazioni di Burnham sono state riprese lunedì da ITV News, The Independent e Evening Standard. Il premier ha confermato che, pur auspicando personalmente un futuro ritorno del Regno Unito nell’Unione europea, nell’attuale legislatura la priorità resterà la revisione pratica degli accordi post-Brexit, senza avviare un nuovo processo di adesione.
