(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2026 - AGR Basilicata
Ottobre 9, 2026
L'assessore regionale: "Trovo singolare che l'Amministrazione comunale di Senise accusi gli altri di fare "demagogia mediatica" quando sono stati proprio il Sindaco, la sua compagine e alcuni loro espliciti sostenitori a lanciare per primi la polemica sui social network".
"Trovo singolare che l'Amministrazione comunale di Senise accusi gli altri di fare "demagogia mediatica" quando sono stati proprio il Sindaco, la sua compagine e alcuni loro espliciti sostenitori a lanciare per primi la polemica sui social network, nel tentativo di scaricare sulla Regione Basilicata le proprie omissioni amministrative. Il mio intervento sulle piattaforme digitali è stato un atto dovuto di chiarezza verso i cittadini, per rispondere colpo su colpo a una narrazione falsa e faziosa. Sono io il primo a voler riportare la discussione nel perimetro istituzionale, ma il confronto si fa sulla base della verità e dei documenti, non sulla propaganda. Mentre l'Amministrazione comunale di Senise si arrocca dietro a farraginose giustificazioni burocratiche per giustificare la sospensione del trasporto disabili, la realtà sociale ci consegna un quadro inaccettabile: da giorni le famiglie dei ragazzi sono state lasciate sole e si stanno adoperando alla meglio, con enormi sacrifici personali ed economici, per garantire ai propri figli il diritto di raggiungere il Centro diurno "Don Pino Terracina" di Francavilla in Sinni. È una vergogna a cui va posta la parola fine immediatamente. I fatti amministrativi svelano la totale strumentalità della posizione del Comune. A settembre 2025, l'Amministrazione di Senise ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Francavilla per la gestione comune di questo specifico servizio. Quell'accordo è regolarmente scaduto a settembre 2026. Il Comune di Senise, non avendo previsto nel proprio bilancio le risorse necessarie per onorare questo importante rapporto giuridico, ha attinto a una quota parte dei fondi regionali RIPAS per pagare il servizio.
A questo punto la domanda sorge spontanea e investe direttamente la sensibilità e la capacità programmatoria di quell'Amministrazione: se il Comune ha già utilizzato legittimamente i fondi RIPAS per coprire la convenzione fino a settembre, perché non ha stanziato una quota aggiuntiva di quelle stesse risorse, pari a ben 650 mila euro totali erogati dalla Regione, per coprire i mesi rimasti fuori? Parliamo del trimestre di ottobre, novembre e dicembre 2026. Gli uffici comunali avevano gli strumenti e i soldi per farlo, evitando di scaricare i costi e i disagi logistici sulle spalle dei disabili e dei loro genitori.
Leggi l'articolo online
Ricevi questa comunicazione perché sei presente nella rubrica informativa.