(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - L’Agenparl ha intervistato il Presidente Nazionale INT, Riccardo Alemanno, in occasione del VIII Congresso Nazionale INT – Istituto Nazionale Tributaristi “Io Tributarista. 1996-2026: a 30 anni dall’idea fondativa” che si sta svolgendo a Roma presso The Hive Hotel:
«Oggi, nell’ambito dell’VIII Congresso nazionale dell’Istituto Nazionale Tributaristi, presenteremo delle proposte sulla legge di bilancio, che rappresentano una sorta di core business dell’Istituto Nazionale Tributaristi. Fare proposte per migliorare sia la qualità della vita dei cittadini sia quella dei tributaristi intesi come categoria.
Per quanto riguarda i cittadini, ci sono due proposte sulle famiglie.
La prima è un recupero che derivi dagli accertamenti definitivi: una quota generata in base a quello che è stato l’accertamento dell’evaso da quel contribuente, affinché questa piccola quota vada a implementare il Fondo per le famiglie. Non risolverà i problemi, ma, come norma strutturale, sicuramente andrà a implementare quel fondo, che dovrà essere utilizzato solo per migliorare la qualità della vita delle famiglie.
La seconda proposta, sempre nell’ambito delle famiglie, è il cosiddetto consolidato familiare, ovvero la possibilità, all’interno del nucleo familiare, ad esempio tra marito e moglie, di compensare i debiti dell’uno con i crediti dell’altro. Questo garantirebbe una tenuta della liquidità all’interno delle famiglie. Sappiamo oggi quanto ci sia bisogno di liquidità per poter affrontare la quotidianità, che si tratti delle bollette, dei carburanti o del carrello della spesa.
Quindi, due proposte estremamente efficaci, a nostro parere.
Una terza proposta riguarda i tributaristi, ma non solo: interessa l’intera platea dei professionisti che rientrano nell’alveo della legge 4 del 2013. Si tratta della pari tutela in caso di malattia tra i professionisti associativi e quelli ordinistici. Ad oggi, non c’è ancora questa equità e avere una disparità su una problematica come quella della malattia o dell’infortunio credo che non sia da Paese civile.»

