(AGENPARL) - Roma, 16 Settembre 2026 - Pesaro, 16 settembre 2026
COMUNICATO STAMPA
'Iscop'. Cinque Comuni coinvolti: «Studiosi e saggisti di rilievo
nazionale per una divulgazione autorevole»/
'RACCONTARE IL TEMPO': IL NUOVO FESTIVAL NEI BORGHI CON LO SGUARDO
SULLA STORIA
PESARO – Conto alla rovescia per la prima edizione di "RACCONTARE IL
TEMPO", nuova rassegna itinerante dedicata alla storia contemporanea e
al racconto della memoria collettiva. Il Festival si aprirà DOMENICA
27 SETTEMBRE, con incontri ad ingresso gratuito in cinque Comuni del
territorio (Terre Roveresche, San Costanzo, Fermignano, Colli al
Metauro e Cantiano) che vedranno dialoghi e contributi di storici,
saggisti e divulgatori di rilievo nazionale. La manifestazione è
organizzata dall'associazione "Macchie e Inchiostri" in collaborazione
con l'Iscop (Istituto di storia contemporanea della provincia di
Pesaro e Urbino) e con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che
ospitano la manifestazione. Il programma della rassegna – che
includerà focus su temi come anni di piombo, Tangentopoli e boom
economico – è stato presentato in Provincia dal presidente
dell'associazione 'Macchie e Inchiostri' PAOLO FRIGERIO e dal
vicedirettore scientifico dell'Iscop MARCO LABBATE. «L'obiettivo –
hanno spiegato i promotori – è avvicinare il pubblico ai grandi temi
del Novecento e della storia recente, attraverso una prospettiva
accessibile e plurale». Presenti il sindaco di San Costanzo DOMENICO
CARBONE, il vicesindaco di Terre Roveresche CLAUDIO PATREGNANI e
l'assessore di Colli al Metauro FRANCESCO TADEI, in rappresentanza dei
Comuni coinvolti. «Manifestazioni di questo tipo – ha evidenziato
CARBONE – sono sempre molto partecipate nei territori. Dietro c'è un
impegno notevole: ringraziamo gli organizzatori per la qualità della
proposta, che riesce a mettere insieme più Comuni con un lavoro
notevole e importante». «Tra 'Macchie e Inchiostri' e Colli al Metauro
c'è una collaborazione di lunga data – ha detto TADEI -. Fare rete è
un valore aggiunto, il metodo seguito è giusto: così i territori si
conoscono e integrano». «Siamo sicuri che la rete territoriale del
Festival si amplierà ulteriormente nei prossimi anni, come già
accaduto per altre rassegne – ha sottolineato PATREGNANI -. Gli
incontri catalizzeranno la platea perché riflettere sul passato
agevola la comprensione del presente».
_DI SEGUITO IL PROGRAMMA E I RELATORI:_
/Domenica 27 settembre – Orciano, CineAuditorium Santa Caterina – ore 17.30/
"NERI E ROSSI: TERRORISMO E STRATEGIA DELLA TENSIONE NEGLI ANNI SETTANTA"
MIRCO DONDI dialoga con ANDREA QUATTROMINI
«L'incontro – spiegano gli organizzatori – approfondirà gli anni di
inaugurale della strategia della tensione e dell'eversione nera, fino
alla lotta armata del terrorismo rosso: un fenomeno che sfocia, nella
seconda metà del decennio, in un attacco diretto al cuore dello Stato
e in una diversa, ma altrettanto brutale, scia di sangue».
MIRCO DONDI è professore associato di Storia contemporanea
all'Università di Bologna. Dal 2009 dirige il Master di Comunicazione
storica dell'Università di Bologna, è direttore scientifico di
«Bibliomanie» ed è responsabile scientifico dell'Archivio italiano
della memoria Mneo. Le sue ricerche si concentrano sull'intreccio tra
violenza politica, istituzioni, informazione e opinione pubblica nel
alle tensioni del periodo resistenziale e del dopoguerra nei saggi "La
lunga liberazione" (Editori Riuniti, 1999) e "La Resistenza tra unità
e conflitto" (Bruno Mondadori, 2004), ha dedicato particolare
attenzione alla strategia della tensione. I suoi libri "L'eco del
di riferimento imprescindibili dello studio dello stragismo italiano.
ANDREA QUATTROMINI è dottorando in Scienze storiche in età
contemporanea all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e ha
conseguito il diploma in Affari europei all'Istituto per gli studi di
politica internazionale (Ispi). È membro della redazione della rivista
"Storia e problemi contemporanei" e ha collaborato alla trasmissione
"Passato e presente". I suoi principali interessi di ricerca
riguardano la storia delle culture politiche nell'Italia repubblicana,
con particolare attenzione al post-azionismo e al liberalismo italiano.
/Sabato 3 ottobre – San Costanzo, Teatro della Concordia – ore 17.30/
DALLA REPUBBLICA DEI PARTITI ALLA REPUBBLICA DELLA TELEVISIONE
RICCARDO BRIZZI dialoga con SILVIA BENINI
«Negli anni Ottanta – evidenziano i promotori – l'Italia entra in
una stagione di grandi trasformazioni. Mentre i partiti di massa
perdono radicamento e autorevolezza, la televisione conquista il
centro della vita pubblica, cambiando il modo di fare politica, di
informare e di costruire il consenso. Dai primi talk show alla
spettacolarizzazione del confronto politico, fino al racconto
televisivo di Tangentopoli, il piccolo schermo accompagna e accelera
la crisi della cosiddetta "Prima Repubblica"».
RICCARDO BRIZZI è professore ordinario di Storia contemporanea
all'Università di Bologna, dove dirige il Dipartimento delle Arti e il
Master in Comunicazione e Marketing dello Sport. È stato visiting
professor presso numerose università europee. I suoi interessi di
ricerca riguardano principalmente la storia politica europea del
Novecento (con particolare riguardo alla storia contemporanea
dell'Italia e della Francia), la storia della comunicazione politica e
i rapporti tra sport, politica e società. Tra le sue pubblicazioni più
recenti si segnalano: "La Francia di Macron" (il Mulino 2017 con M.
sport, globalizzazione" (Mondadori Education, con Sbetti); "Il calcio
2026, con Garofalo e Mazzei).
SILVIA BENINI è borsista di ricerca all'Istituto Italiano per gli
Studi Storici di Napoli, docente di Storia contemporanea presso
l'Istituto di Alti Studi Carlo Bo e coordinatrice di redazione della
rivista "Ricerche di Storia Politica". I suoi interessi di ricerca si
concentrano sulla storia politica ed elettorale dell'Italia
contemporanea e sulla didattica della storia. Da questo secondo filone
in History Textbooks. A Comparative Analysis of Post-Colonial Senegal
and Zambia" (Affinità Elettive).
/Sabato 10 ottobre – Fermignano, ex Mattatoio, ore 17.30/
REPUBBLICA: IMMAGINI E LINGUAGGI NELLE TRASFORMAZIONI DEI SUOI 80
ANNI DI STORIA
MAURIZIO RIDOLFI dialoga con MARCO LABBATE
«Il fondativo "momento repubblicano" – sottolineano gli
organizzatori – ha innervato nella storia d'Italia i valori
costituzionali e le narrazioni di una Repubblica che mutevoli immagini
e linguaggi hanno rappresentato nello scorrere dei decenni e delle
loro trasformazioni. Le diverse generazioni di italiani e italiane lo
vivono tutt'oggi come un cantiere aperto di memorie e identità, di cui
occorre indagare i simboli e i riti, le ricezioni mutevoli e le
molteplici rappresentazioni».
MAURIZIO RIDOLFI è professore ordinario di Storia Contemporanea
all'Università della Tuscia. Ha fondato e coordina (con Fulvio Conti)
la direzione della rivista storica "Memoria e Ricerca" (il Mulino). È
membro del comitato consultivo di riviste di storia in Francia
("Parlement (s)"), Spagna ("Pasado y Mémoria", "Alcores") e Portogallo
("Ler Historia"). Più volte visiting professor all'estero (in
particolare a Parigi, Ehess e SciencesPo), ha insegnato anche a Roma
Tre. Presiede il Centro di Studi Europei e Internazionali. Si occupa
di storia della politica nei suoi aspetti istituzionali,
educativo-culturali e simbolico-rituali. Ha diretto i progetti
nazionali di ricerca; "2 giugno. Nascita, storia e memorie della
Repubblica" (Viella 2020); "Lessico per la Repubblica. Dal
Risorgimento all'integrazione europea" (Il Mulino, 2026), "L'Italia
MARCO LABBATE è dottore di ricerca all'Università di Urbino,
vicedirettore scientifico dell'Istituto di Storia Contemporanea di
Pesaro-Urbino e membro della redazione della rivista "Storia e
problemi contemporanei". Il suo principale ambito di ricerca è lo
studio del pacifismo e dell'obiezione di coscienza. Tra le sue ultime
pubblicazioni si segnalano: "Un'altra patria. L'obiezione di coscienza
al servizio militare nell'Italia repubblicana" (Pacini, 2020) e "Non
un uomo né un soldo. Obiezione di coscienza e servizio civile a
Torino" (Ega, 2022).
/Sabato 17 ottobre// – Saltara (Colli al Metauro), Chiesa del
Gonfalone, ore 17.30/
COSA è RIMASTO DEGLI ANNI OTTANTA? LA STORIA E ALCUNE RADICI DEL
NOSTRO PRESENTE
GIANLUCA SCROCCU dialoga con MARCO GUALTIERI
«L'appuntamento – rilevano gli organizzatori – si concentra sul
significato del decennio degli anni Ottanta come periodo di
cambiamento strutturale della politica e della società italiana.
Partendo dai punti di riferimento internazionale (la guerra fredda
vista attraverso il ruolo di Thatcher, Reagan e Gorbaciov),
l'approfondimento si soffermerà sui cambiamenti del sistema politico
italiano. Mentre i partiti iniziano a interrogarsi sulla loro capacità
di orientare l'opinione pubblica, il mutamento imposto dai media
potenzia il ruolo dei leader, inserendo il tema della
personalizzazione e della spettacolarizzazione, dei simboli e dei riti».
GIANLUCA SCROCCU è professore associato all'Università di Cagliari,
dove insegna Storia contemporanea, Storia dell'Italia repubblicana e
Storia dell'integrazione europea. Nel 2017 è stato visiting fellow
presso il "Remarque Institute" alla New York University. È direttore
il Premio nazionale Fiuggi Storia e il premio nazionale "Giacomo
Matteotti", per il volume "La sinistra credibile. Antonio Giolitti tra
le sue più recenti pubblicazioni: "Piero Gobetti nella storia
d'Italia. Una biografia politica e culturale" (Le Monnier 2022); "La
sinistra nell'Italia repubblicana. Dalla Resistenza al Campo Largo"
(Carocci, 2023 con A. Tonelli); "Sandro Pertini" (Salerno editrice,
2026).
MARCO GUALTIERI è assegnista di ricerca e professore a contratto di
Storia contemporanea presso l'Università di Urbino "Carlo Bo". È
vicepresidente dell'Istituto di Storia contemporanea della Provincia
di Pesaro Urbino, membro della redazione del "Mestiere di storico" e
di "Storia e problemi contemporanei". I suoi interessi di ricerca
vertono sulle rappresentazioni pubbliche degli anni Settanta e Ottanta
e sulle trasformazioni simboliche e materiali degli spazi urbani, con
particolare attenzione al rapporto tra politica e cultura. La
l'effimero (Pacini, 2023)" ha ricevuto il premio Anci- Sissco.
/Sabato 24 ottobre – Cantiano, Sala della Cultura-Complesso museale
di Sant'Agostino, ore 17.30/
MODERNITà CONTRADDITTORIE. LA CASALINGA, I CONSUMI E IL GENERE DEL
MIRACOLO ECONOMICO
ENRICA ASQUER dialoga con BARBARA MONTESI
«Il Miracolo economico – puntualizzano i promotori – ebbe un genere,
oltre che una classe. La modernità dei consumi di massa esigeva una
casalinga a tempo pieno, esperta nell'arte del consumare. Oltreoceano,
ai primi anni Sessanta, l'inchiesta di Betty Friedan aveva già
individuato "il problema che non ha nome", scoprendo un'inconfessabile
insoddisfazione che si celava al di sotto della coltre di aspettative
e promesse di felicità che i consumi proiettavano sulle donne della
middle class. In Italia, il boom economico convisse a lungo con un
quadro sociale molto diversificato e con la lentezza della reale
penetrazione dei consumi nelle case delle italiane e degli italiani.
Sul piano dell'immaginario, tuttavia, questa fu una rottura
importante, che innescò riflessioni futuristiche su una civiltà
dominata dalle macchine e rischiosamente priva del rassicurante
"angelo del focolare" dei bei tempi andati».
ENRICA ASQUER è professoressa associata di Storia contemporanea
all'Università di Genova presso il Dipartimento di Antichità,
Filosofia e Storia. È condirettrice della rivista "Italia
contemporanea" ed è parte della redazione di "Genre & Histoire". Le
sue ricerche vertono sulla storia della famiglia, delle relazioni di
genere e delle culture di consumo in Italia e in Europa in età
contemporanea. A questi temi ha dedicato numerosi saggi e due libri:
(Carocci, 2007) e "Storia intima dei ceti medi" (Laterza, 2011). Più
di recente si è occupata delle politiche razziali e delle questioni di
cittadinanza nell'Italia fascista e nella Francia di Vichy,
partecipando a gruppi di lavoro all'estero e in Italia. Ha pubblicato
"Caso per caso. Una storia sociale delle discriminazioni razziali
BARBARA MONTESI è professoressa associata di Storia contemporanea
all'Università degli studi di Urbino Carlo Bo, dove insegna Storia
contemporanea, Storia dei consumi culturali e Storia visuale. Nel suo
percorso di ricerca ha privilegiato i temi legati alla storia
dell'infanzia e della famiglia, alla storia sociale delle istituzioni,
alla biografia politica e di genere, ai consumi di massa. Negli ultimi
anni si è indirizzata verso la storia della cultura visuale e
cinematografica nel ventennio fascista, con particolare attenzione al
rapporto tra sfera pubblica e politica e sfera privata e alla
definizione intermediale dei modelli di genere e di età.
/Nella foto, da sinistra: Tadei, Frigerio, Labbate, Carbone, Patregnani /
