(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - Ogni milione di euro investito in logistica ed intermodalità genera oltre
due milioni di euro di produzione aggiuntiva
*"TRASPORTI, LOGISTICA E INFRASTRUTTURE ENTRINO A PIENO TITOLO NEL CUORE DI
QUALSIASI POLITICA DI SVILUPPO"*
In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove
barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock,
trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una
condizione di competitività per tutto il sistema produttivo
*"Trasporti, logistica e infrastrutture entrino a pieno titolo nel cuore di
qualsiasi politica di sviluppo". **Così Giorgio Guberti, presidente della
Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha aggiunto*
*: "Trasporti e logistica rappresentano il motore operativo dell'economia
reale. La logistica non è un costo, è crescita: ogni milione di euro
investito nel settore genera, infatti, oltre due milioni di euro di
produzione aggiuntiva". Due, in particolare, le priorità delineate dal
presidente della Camera di commercio: la prima riguarda il superamento del
divario infrastrutturale attraverso una programmazione stabile e
investimenti adeguati; la seconda lo sviluppo dell'intermodalità, affinché
strada, ferrovia, porti, aeroporti e piattaforme logistiche possano operare
come un sistema realmente integrato. Accanto a questi aspetti, la
principale istituzione economica del territorio sottolinea inoltre, anche
alla luce della sempre maggiore operatività della Zona Logistica
Semplificata, la necessità di accelerare la digitalizzazione delle
infrastrutture e dei servizi, favorendo interoperabilità dei dati e
procedure integrate, perseguire una sostenibilità fondata sul principio
della neutralità tecnologica e investire con decisione sulle competenze,
rafforzando la collaborazione tra imprese, ITS, scuole, università e
territori."In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche,
nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli
shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale,
ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo. Ravenna
e il suo porto sono oggi al centro di una fase di sviluppo che intreccia
logistica, energia e infrastrutture e il grande lavoro da parte delle
istituzioni e dell'intera comunità portuale mira a portare lo scalo ai
vertici nazionali. È indispensabile, infatti, che il riconoscimento del suo
ruolo e della sua importanza si consolidi a livello nazionale, specialmente
in un momento come questo, in cui si sta delineando una riforma della
portualità che potrebbe cambiare il disegno dell'intero sistema portuale
italiano. Dobbiamo unire le forze – ha sottolineato Guberti – affinché
si possano attuare, anche grazie alla ZLS, quegli interventi chiave
necessari a migliorare i collegamenti da e verso il porto di Ravenna,
favorire la fluidificazione del traffico stradale in direzione Nord-Sud ed
Est-Ovest, riammodernare il collegamento tra Ravenna e Ferrara e ampliare e
mettere in sicurezza la SS67 Tosco-Romagnola/Ravegnana. Ricordo inoltre
che la Romea ha il triste primato di essere la Statale con il più alto
numero di morti in Italia per chilometro. Istat e Aci da rapporti storici e
recenti confermano l'estrema pericolosità della statale e l'alto tasso di
mortalita' per incidenti stradali. Così come ISTAT e Osservatorio Regionale
per la sicurezza stradale certificano la statale 16 adriatica nel tratto
che collega Ravenna a Ferrara come una delle strade a più alta mortalità e
pericolosità dell'Emilia Romagna. Non ci stanchiamo di ripeterlo: occorrono
interventi rapidi per la messa in sicurezza di queste statali gravate da un
un enorme traffico pesante e ordinario ed anche per un notevole flusso
turistico. Lo richiedono con forza tutte le Istituzioni, le Associazioni di
categoria e l'intera comunità economica e imprenditoriale delle nostre
province. In questo quadro assume centralità anche il tema della
decarbonizzazione dei trasporti e del modal shift, con il passaggio del
trasporto delle merci dalla gomma alla ferrovia, che produce meno
emissioni. Il piano ferroviario è senz'altro un passo importante in questa
direzione, il passaggio da cinque a dodici i binari in sinistra Candiano
darà maggiore impulso al trasporto su ferro, insieme ad una nuova linea di
trazione elettrica, impianti antincendio e investimenti per la tutela
ambientale. Ci aspettiamo che si faccia tutto il necessario per rispettare
la previsione di fine lavori, nel 2030. Inoltre, velocità e affidabilità
dei collegamenti favoriscono i flussi turistici, con evidenti ricadute
positive per l'economia locale. A questo proposito non posso non
evidenziare che, se da una parte Ravenna è del tutto tagliata fuori dalla
rete dei servizi di Alta Velocità, dall'altra Ferrara soffre per un'offerta
limitata rispetto ad altri nodi vicini come Bologna. Questo, in un mondo in
cui le connessioni, fisiche e immateriali, sono la chiave per restare al
passo, è un problema grave. La rete dell'Alta Velocità, infatti, favorisce
accessibilità e competitività, rende il territorio più attrattivo per
investimenti e imprese, offrendo una maggiore velocità nel trasporto di
merci e persone e incrementando il volume commerciale. Se in questo
scenario, già penalizzante, le linee locali non funzionano il problema
diventa gravissimo. Concordo con il presidente ABI Antonio Patuelli,
abbiamo una linea ferroviaria pensata e realizzata nel periodo
pre-risorgimentale: non è più ammissibile che Ravenna e Ferrara siano
tagliate fuori dalle direttrici principali e che nelle linee ferroviarie
locali si verifichino così spesso annullamenti di corse e ritardi biblici.
Abbiamo ricevuto l'ennesima segnalazione di una pendolare, Simonetta,
costretta a viaggi, da Ferrara a Ravenna, che diventano incubi: tante le
cancellazioni e i ritardi che superano i 90 minuti, enormi i disagi sul
fronte personale e professionale. Questo in un territorio come il nostro,
esempio di competitività e buon vivere, non è più tollerabile".*
*"Competitività delle imprese e benessere delle famiglie – **ha concluso il
presidente della Camera di commercio** – non sono obiettivi alternativi, ma
parte della stessa strategia. Investire nelle infrastrutture significa
infatti migliorare la produttività delle aziende, ma anche la qualità della
vita delle persone: ridurre i tempi di spostamento, aumentare
l'accessibilità ai servizi, rafforzare i territori e creare nuove
opportunità di lavoro. Industria e lavoro, imprese e famiglie crescono
insieme. Le indagini europee confermano come i cittadini considerino gli
investimenti infrastrutturali tra gli strumenti più efficaci per sostenere
lo sviluppo dei territori e migliorare la qualità della vita".*



