(AGENPARL) - Roma, 7 Settembre 2026 - La crisi degli attraversamenti irregolari della Manica torna ad alimentare forti tensioni politiche e sociali nel Regno Unito. Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha avvertito che il Paese sarebbe ormai sull’orlo di una situazione di «gravi disordini civili», chiedendo al governo di intervenire rapidamente per fermare gli sbarchi e invitando contemporaneamente i manifestanti a mantenere le proteste pacifiche.
Le dichiarazioni arrivano dopo una protesta improvvisata svoltasi domenica sera a Portsmouth, dove centinaia di persone hanno tentato di impedire l’accesso a un gruppo di migranti arrivati attraverso la Manica.
Secondo la ricostruzione fornita, circa 140 persone avrebbero attraversato il Canale su un’unica imbarcazione proveniente dalla costa francese. L’arrivo a Portsmouth ha rappresentato un elemento insolito rispetto alla gestione degli ultimi anni, durante i quali una parte consistente degli arrivi intercettati è stata indirizzata verso Dover.
La protesta improvvisata a Portsmouth
La manifestazione sarebbe stata promossa da Danny Tommo, esponente di Patriot Platform, dopo la diffusione della notizia dell’arrivo dell’imbarcazione.
Residenti e attivisti si sono radunati rapidamente nella zona tentando di bloccare il passaggio. Alcuni partecipanti indossavano abiti neri, maschere o passamontagna, un elemento che ha provocato polemiche anche all’interno dello stesso fronte politico contrario all’immigrazione irregolare.
La protesta di Portsmouth è arrivata appena un giorno dopo un’altra manifestazione organizzata a Dover.
Il susseguirsi degli episodi sta aumentando la pressione sul governo britannico, mentre immigrazione, controllo delle frontiere e sicurezza continuano a occupare una posizione centrale nel dibattito politico nazionale.
Farage: «Il Paese è sull’orlo di gravi disordini civili»
Farage ha utilizzato toni particolarmente duri per descrivere la situazione.
Secondo il leader di Reform UK, se il governo non riuscirà a riprendere il controllo degli attraversamenti della Manica dovrà assumersi la responsabilità politica dell’aumento delle proteste.
«Il Paese è ormai sull’orlo di gravi disordini civili», ha affermato Farage, sostenendo che il fenomeno potrebbe peggiorare sensibilmente se non verranno adottate rapidamente nuove misure.
Il leader di Reform UK ha dichiarato di comprendere la preoccupazione delle comunità interessate dagli arrivi, collegandola sia alla sicurezza pubblica sia alla sicurezza nazionale.
Alcune delle affermazioni relative ai rischi rappresentati dai migranti restano tuttavia politicamente controverse e non dovrebbero essere interpretate come prova che le persone arrivate irregolarmente costituiscano, in quanto gruppo, una minaccia criminale o terroristica.
Il timore per la sicurezza nazionale
Farage ha fatto riferimento anche alle notizie secondo cui l’Iran potrebbe tentare di infiltrare propri agenti nel Regno Unito attraverso le rotte migratorie.
Il tema amplia ulteriormente il confronto: dalla gestione dell’immigrazione irregolare alla sicurezza nazionale e alla capacità delle autorità britanniche di identificare le persone che attraversano clandestinamente la frontiera.
Il leader di Reform UK sostiene che controlli insufficienti possano creare vulnerabilità che attori ostili potrebbero tentare di sfruttare.
Si tratta però di un rischio specifico di intelligence che va distinto dalla condizione generale dei migranti che attraversano la Manica.
Farage prende le distanze dalle maschere e passamontagna
Pur difendendo il diritto di manifestare contro le politiche migratorie del governo, Farage ha criticato apertamente l’uso di maschere e passamontagna durante le proteste.
La sua posizione cerca di tracciare una linea netta tra protesta politica e comportamenti che potrebbero essere percepiti come intimidatori.
«Protestare pacificamente è positivo, indossare uniformi e maschere è negativo. Votare è l’unico modo per trovare una soluzione», ha affermato.
Farage punta quindi a trasformare la crescente insoddisfazione sull’immigrazione in consenso elettorale per Reform UK, evitando contemporaneamente che il partito venga associato a eventuali violenze o disordini di piazza.
Il piano di Reform UK per fermare le imbarcazioni
Il leader di Reform sostiene che un governo guidato dal suo partito adotterebbe una strategia molto più aggressiva contro gli attraversamenti irregolari.
Farage ha richiamato un’intesa politica con Jordan Bardella, leader del Rassemblement National francese, che prevederebbe una maggiore cooperazione per impedire alle imbarcazioni di raggiungere il territorio britannico.
Secondo Farage, l’avvio effettivo dei respingimenti avrebbe rapidamente un effetto deterrente sulle partenze.
Ha inoltre promesso che chiunque entrasse illegalmente nel Regno Unito attraverso altri mezzi verrebbe fermato e successivamente sottoposto alle procedure previste per l’allontanamento.
La concreta applicabilità di eventuali respingimenti in mare dipenderebbe però dagli accordi con la Francia, dal diritto britannico e internazionale e dagli obblighi relativi alla sicurezza delle persone in mare.
Danny Tommo difende i manifestanti mascherati
La condanna di Farage ha provocato la risposta di Danny Tommo.
Il promotore di Patriot Platform sostiene che l’utilizzo delle maschere non abbia lo scopo di intimidire o preparare azioni violente, ma di proteggere l’identità dei partecipanti.
Secondo Tommo, molti sostenitori del movimento sono lavoratori che temono conseguenze professionali, campagne online o altre forme di ritorsione qualora venissero identificati durante le manifestazioni.
Tommo ha riconosciuto il ruolo svolto da Farage nel portare il tema dell’immigrazione al centro del dibattito britannico, ma considera sbagliata la sua condanna generalizzata dei partecipanti con il volto coperto.
Si apre così una frattura significativa tra la strategia istituzionale di Reform UK e movimenti di protesta più radicali.
La sfida politica per il governo britannico
Gli eventi di Portsmouth mostrano quanto il tema migratorio possa ormai trasformarsi rapidamente da controversia politica a questione di ordine pubblico.
Per il governo la sfida è duplice: ridurre gli attraversamenti illegali e garantire contemporaneamente che le proteste non degenerino in violenza, intimidazioni o scontri.
Per Reform UK, invece, la questione rappresenta uno dei principali terreni sui quali costruire la propria alternativa politica.
Farage sta cercando di incanalare la rabbia attraverso le urne, sostenendo che soltanto un cambiamento di governo possa modificare radicalmente la politica britannica sulla Manica.
Il suo avvertimento sui possibili «gravi disordini civili» alza ulteriormente la temperatura del confronto. Ma proprio in un clima così teso diventa essenziale distinguere tra protesta legittima, responsabilità individuali e generalizzazioni nei confronti dei migranti.
La capacità delle istituzioni britanniche di controllare le frontiere mantenendo al tempo stesso l’ordine pubblico potrebbe diventare uno dei temi decisivi della prossima fase politica del Regno Unito.
