(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - Markus Frohnmaier annuncia che sono in corso i preparativi per un possibile incontro economico tra rappresentanti tedeschi, russi e americani. L’iniziativa, prospettata dall’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev per il 2027, riporta al centro del dibattito il futuro dei rapporti commerciali, energetici e geopolitici tra Berlino, Mosca e Washington. Mentre l’Europa continua a confrontarsi con le conseguenze della rottura dei rapporti energetici con la Russia, delle sanzioni occidentali e della trasformazione degli equilibri geopolitici internazionali, dalla Germania arriva un segnale politico che potrebbe alimentare un nuovo confronto sul futuro delle relazioni tra le principali potenze economiche dell’emisfero settentrionale. Markus Frohnmaier, vicepresidente del gruppo parlamentare di Alternativa per la Germania, l’AfD, ha dichiarato che sono già in corso i preparativi per un forum economico trilaterale che dovrebbe coinvolgere Germania, Russia e Stati Uniti. L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X e indirizzato a Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica internazionale, nonché amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, RDIF. Frohnmaier ha espresso il proprio interesse per l’iniziativa, presentandola come un’occasione per rilanciare i rapporti commerciali, economici ed energetici tra Paesi oggi divisi da profonde tensioni politiche. Il messaggio politico è evidente: una parte dell’opposizione tedesca intende rimettere al centro del dibattito la cooperazione economica con Mosca, senza rinunciare al rapporto con Washington. Ma occorre distinguere fin dall’inizio tra l’annuncio di preparativi, la proposta di un incontro e l’esistenza di un accordo diplomatico. Al momento, le dichiarazioni riportate non dimostrano che i governi di Germania, Russia e Stati Uniti abbiano formalmente concordato un forum intergovernativo, né che Berlino o Washington abbiano confermato una propria partecipazione ufficiale. L’iniziativa si presenta dunque come un progetto politico ed economico in fase preliminare, il cui significato va valutato anche alla luce delle posizioni dei suoi promotori.
L’annuncio di Frohnmaier: costruire ponti invece di rafforzare le divisioni
Nel messaggio rivolto a Dmitriev, Frohnmaier ha affermato di attendere con grande interesse il forum economico trilaterale, aggiungendo che i preparativi sarebbero già iniziati. Il vicepresidente del gruppo parlamentare AfD ha descritto l’iniziativa come parte di una strategia orientata a favorire il dialogo tra le nazioni. Secondo la sua impostazione, commercio, investimenti e cooperazione energetica potrebbero costituire strumenti per ricostruire relazioni compromesse dalle tensioni internazionali. Frohnmaier ha inoltre sostenuto che il dialogo e la comprensione reciproca rappresentino condizioni essenziali per un futuro più prospero e pacifico. Si tratta di una posizione coerente con l’orientamento politico dell’AfD, che ha più volte contestato la politica tedesca delle sanzioni contro la Russia e sostenuto la necessità di riconsiderare i rapporti energetici con Mosca. Il punto più significativo, tuttavia, riguarda la composizione trilaterale dell’iniziativa. L’obiettivo dichiarato non è semplicemente riaprire un canale tra Germania e Russia, ma immaginare un confronto economico che coinvolga contemporaneamente anche gli Stati Uniti. È questa dimensione a rendere il progetto geopoliticamente interessante.
Il ruolo di Kirill Dmitriev: la diplomazia economica russa cerca nuovi interlocutori
Il progetto è stato prospettato anche da Kirill Dmitriev, figura centrale nelle iniziative russe di cooperazione economica internazionale. Secondo le dichiarazioni riportate, Dmitriev ha indicato il secondo trimestre del 2027 come possibile periodo per lo svolgimento del forum Germania-Russia-Stati Uniti. Avrebbe inoltre annunciato l’intenzione di incontrare esponenti dell’AfD nel dicembre 2026 per discutere dell’organizzazione dell’iniziativa. Queste indicazioni delineano un calendario preliminare, ma non costituiscono una conferma definitiva dell’evento. Dmitriev dirige il RDIF, un fondo sovrano russo nato per favorire investimenti e partnership economiche, ed è coinvolto nelle iniziative di dialogo economico internazionale del Cremlino. La sua partecipazione conferisce alla proposta un collegamento con ambienti istituzionali russi. Non significa, però, che il progetto abbia già ottenuto il sostegno dei governi tedesco e statunitense. Questa distinzione è particolarmente importante perché un incontro tra rappresentanti economici, esponenti politici e interlocutori privati avrebbe un significato molto diverso da un vertice ufficiale tra governi. Nel primo caso si tratterebbe di una piattaforma di discussione. Nel secondo, di un possibile passaggio diplomatico di ben altra portata.
Perché la Germania è il Paese decisivo
La Germania occupa una posizione centrale nella vicenda perché è stata per decenni uno dei principali protagonisti dei rapporti economici tra Europa e Russia. Prima dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio 2022, l’economia tedesca beneficiava di un rapporto energetico particolarmente stretto con Mosca. Il gas russo rappresentava una componente fondamentale dell’approvvigionamento industriale tedesco. Le forniture attraverso i gasdotti consentivano a numerose imprese di accedere a quantità rilevanti di energia a condizioni commerciali che, per lungo tempo, avevano sostenuto la competitività di settori ad alta intensità energetica. Chimica, metallurgia, vetro, fertilizzanti e numerose produzioni manifatturiere erano particolarmente sensibili alla disponibilità di gas. La rottura di quel rapporto, accelerata dalla guerra, dalle sanzioni e dall’interruzione delle forniture, ha costretto Berlino a una profonda riorganizzazione energetica. La Germania ha sviluppato infrastrutture per l’importazione di gas naturale liquefatto, diversificato gli approvvigionamenti e accelerato alcuni investimenti nelle fonti rinnovabili. Ma la trasformazione ha comportato costi e difficoltà. La sicurezza energetica tedesca è diventata meno dipendente dalla Russia, ma il sistema industriale ha dovuto adattarsi a un contesto di prezzi, forniture e investimenti profondamente diverso. È proprio su queste conseguenze economiche che l’AfD cerca di costruire una parte della propria proposta politica.
Nord Stream: il vero nodo energetico del forum
Il tema più concreto del possibile incontro riguarda il futuro di Nord Stream, il sistema di gasdotti costruito per collegare direttamente Russia e Germania attraverso il Mar Baltico. Per anni Nord Stream ha rappresentato molto più di un’infrastruttura energetica. È stato uno degli elementi fondamentali dell’interdipendenza economica tra Mosca e Berlino, ma anche una fonte di tensioni tra la Germania, diversi partner europei e gli Stati Uniti. I sostenitori del progetto ne evidenziavano la capacità di garantire grandi volumi di gas all’industria europea. I critici sottolineavano invece il rischio di una dipendenza strategica da un unico grande fornitore e le conseguenze per la sicurezza dell’Europa orientale. Dopo l’invasione dell’Ucraina e le esplosioni del settembre 2022 che hanno danneggiato tre delle quattro linee del sistema Nord Stream, il quadro è radicalmente cambiato. Un eventuale ripristino delle forniture richiederebbe molto più di una decisione commerciale. Sarebbero necessari interventi tecnici sulle infrastrutture danneggiate, accordi tra operatori, condizioni assicurative e finanziarie adeguate, oltre a una valutazione delle sanzioni e delle restrizioni europee applicabili. Il collegamento tra il forum e Nord Stream non è soltanto un’interpretazione geopolitica. Frohnmaier ha indicato esplicitamente il gasdotto tra gli argomenti da discutere.
Nord Stream diventa così il simbolo di una domanda più ampia: la Germania potrà, e vorrà, ricostruire in futuro una parte della propria relazione energetica con la Russia?
L’AfD tenta di costruire una propria diplomazia economica
La partecipazione dell’AfD costituisce uno degli aspetti politicamente più delicati dell’iniziativa. Il partito è una forza di opposizione e non rappresenta il governo federale tedesco. I suoi contatti con interlocutori russi non equivalgono quindi a negoziati condotti dalla Repubblica Federale di Germania. Tuttavia, l’iniziativa dimostra la volontà del partito di presentarsi come un soggetto capace di intrattenere relazioni internazionali e di formulare una propria proposta di politica economica ed energetica. Secondo Reuters, nell’inchiesta pubblicata il 18 settembre, gli ambienti dell’AfD e quelli di Dmitriev stavano già discutendo di un incontro per il 2027 dedicato alla possibile ripresa delle forniture russe di gas alla Germania.
Reuters La stessa ricostruzione riferiva che l’eventuale iniziativa sarebbe stata legata anche all’evoluzione del quadro diplomatico relativo alla guerra in Ucraina. Per l’AfD, il forum potrebbe diventare un’occasione per sostenere pubblicamente la propria tesi: la ripresa di determinati rapporti economici con Mosca potrebbe contribuire a ridurre i costi energetici e sostenere l’industria tedesca. Per i partiti che contestano questa impostazione, invece, il rischio è che una nuova dipendenza energetica dalla Russia riproduca vulnerabilità già emerse negli anni precedenti alla guerra. Il contrasto non riguarda soltanto il prezzo del gas, ma il rapporto tra convenienza economica e sicurezza nazionale.
Perché coinvolgere gli Stati Uniti cambia il significato del progetto
La presenza degli Stati Uniti nella denominazione del forum è l’elemento che distingue questa proposta da un normale incontro economico russo-tedesco. Washington ha un ruolo fondamentale nella sicurezza europea, nel regime delle sanzioni e nei mercati internazionali dell’energia. Gli Stati Uniti sono inoltre diventati un importante fornitore di gas naturale liquefatto per l’Europa. Un dialogo che coinvolgesse operatori economici americani, russi e tedeschi potrebbe quindi affrontare temi che vanno oltre il ripristino di singole infrastrutture. Potrebbero essere discussi investimenti, mercati energetici, tecnologie e possibili condizioni per una futura normalizzazione commerciale. Ma la partecipazione di imprese o associazioni economiche statunitensi non equivarrebbe necessariamente al sostegno politico dell’amministrazione americana. È una distinzione essenziale per evitare di attribuire all’iniziativa un significato diplomatico che non è ancora documentato. Secondo Reuters, tra le ipotesi discusse dagli organizzatori figuravano anche possibili interlocutori vicini agli ambienti negoziali americani, ma la loro partecipazione non risultava confermata.
Un forum trilaterale può essere uno spazio di confronto economico senza trasformarsi automaticamente in un accordo strategico tra tre governi.
La reazione dei partiti tedeschi: il problema della sicurezza
La proposta dell’AfD ha suscitato critiche da parte di altre forze politiche tedesche. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Reuters, esponenti della CDU e dei Verdi hanno contestato l’iniziativa e la prospettiva di una ripresa della dipendenza dal gas russo.
La posizione critica si fonda su una considerazione strategica. Il costo di una fonte energetica non può essere valutato esclusivamente sulla base del prezzo di acquisto. Occorre considerare anche l’affidabilità del fornitore, la possibilità di interruzioni, le conseguenze delle tensioni geopolitiche e la capacità di diversificare gli approvvigionamenti. Il gas russo aveva rappresentato per anni una risorsa importante per l’industria tedesca. Ma la dipendenza da quel sistema ha esposto Berlino a una vulnerabilità che la crisi del 2022 ha reso evidente. L’AfD propone di riconsiderare quella relazione alla luce delle esigenze economiche. I suoi oppositori ritengono invece che la sicurezza energetica richieda di non ricostruire un rapporto di dipendenza analogo a quello precedente. La questione è dunque complessa: un’energia potenzialmente meno costosa non è necessariamente un’energia meno rischiosa.
La guerra in Ucraina resta il principale ostacolo
Qualunque ipotesi di normalizzazione economica tra Germania e Russia deve confrontarsi con la guerra in Ucraina. Le sanzioni europee, le restrizioni commerciali e il deterioramento dei rapporti diplomatici non sono elementi separati dal conflitto. Sono parte della risposta occidentale all’invasione russa. Di conseguenza, la possibilità di riaprire determinati canali economici dipende anche dall’evoluzione dei negoziati, dalle condizioni di sicurezza e dalle decisioni assunte dalle istituzioni europee. Il forum proposto dall’AfD non potrebbe, da solo, modificare il regime delle sanzioni dell’Unione europea. Né potrebbe sostituire i negoziati diplomatici necessari per affrontare le questioni territoriali e di sicurezza legate alla guerra. Questa distinzione assume particolare rilievo nel momento in cui Washington sta cercando di rilanciare i contatti diplomatici con Mosca e Kyiv. Secondo Reuters, il 21 ottobre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso l’auspicio di nuovi colloqui con Russia e Stati Uniti entro l’inizio di novembre.
Reuters Il dialogo economico e quello diplomatico potrebbero quindi svilupparsi parallelamente, ma non devono essere confusi. Una conferenza commerciale non rappresenta un accordo di pace.
Le ultime dichiarazioni di Dmitriev: energia al centro dell’agenda
Il 22 ottobre Dmitriev è tornato sull’argomento durante il Forum economico eurasiatico di Verona, ospitato a Istanbul. Secondo l’agenzia russa Prime, l’inviato del Cremlino ha dichiarato di aspettarsi un forum con la partecipazione dell’AfD e di interlocutori americani, nel quale discutere soluzioni pragmatiche in campo energetico
ПРАЙМ La dichiarazione conferma l’interesse russo per l’iniziativa e il ruolo centrale attribuito all’energia. Non costituisce però una conferma della partecipazione ufficiale del governo federale tedesco o dell’amministrazione statunitense. Anche la scelta della sede rimane un elemento da chiarire. In precedenza Dmitriev aveva indicato la possibilità di organizzare l’incontro in un Paese considerato neutrale, eventualmente nell’area mediorientale o nelle sue vicinanze, come riportato dall’agenzia Interfax il 12 settembre.
La ricerca di una sede esterna ai tre Paesi riflette le difficoltà politiche e diplomatiche che accompagnano il progetto.
Il possibile forum del 2027 e la trasformazione degli equilibri europei
L’iniziativa deve essere letta anche nel contesto di un’Europa che sta ridefinendo il proprio modello economico. La Germania affronta sfide industriali importanti, tra cui i costi dell’energia, la concorrenza internazionale, la trasformazione dell’automotive e la necessità di investire in infrastrutture e tecnologie. La Russia cerca canali per mantenere relazioni economiche internazionali e ridurre l’isolamento derivante dalle sanzioni. Gli Stati Uniti, dal canto loro, combinano interessi di sicurezza, obiettivi diplomatici e una crescente presenza nei mercati energetici. Sono interessi differenti, che non coincidono automaticamente. Proprio per questo, l’eventuale forum avrebbe un significato soprattutto se riuscisse a riunire interlocutori effettivamente rappresentativi dei rispettivi sistemi economici. Il semplice annuncio di un incontro non garantisce risultati. Servirebbero un’agenda concreta, partecipanti confermati, chiarezza sul ruolo delle istituzioni e una valutazione delle condizioni giuridiche entro cui potrebbero svilupparsi eventuali iniziative commerciali. Senza questi elementi, il forum rischierebbe di rimanere soprattutto un evento politico e comunicativo.
Il vero interrogativo: dialogo economico o nuova dipendenza strategica?
La proposta dell’AfD solleva una questione che riguarda l’intera Europa. La cooperazione economica può contribuire a ridurre le tensioni internazionali, ma non garantisce automaticamente la stabilità politica. La storia dei rapporti energetici tra Germania e Russia lo dimostra. Per anni l’interdipendenza commerciale è stata considerata da molti un fattore capace di favorire relazioni più prevedibili. La guerra in Ucraina ha mostrato che forti legami economici non impediscono necessariamente il deterioramento della sicurezza. Questo non significa che ogni dialogo debba essere escluso. Significa che eventuali accordi futuri dovrebbero essere valutati considerando contemporaneamente costi, benefici, sicurezza, affidabilità e conseguenze per gli alleati. Un rapporto energetico può essere economicamente vantaggioso nel breve periodo e generare vulnerabilità nel lungo. Allo stesso tempo, la rinuncia a determinate forniture può aumentare i costi industriali e richiedere investimenti rilevanti per sviluppare alternative. La sfida per la Germania non consiste soltanto nel trovare energia a prezzi competitivi, ma nel costruire un sistema energetico capace di rimanere affidabile anche durante una crisi geopolitica.
Conclusione: il triangolo Berlino-Mosca-Washington torna nel dibattito, ma il forum non è ancora un accordo
Le dichiarazioni di Markus Frohnmaier e Kirill Dmitriev confermano che esiste un’iniziativa politica per organizzare nel 2027 un forum economico con interlocutori tedeschi, russi e statunitensi. L’AfD vuole utilizzare il progetto per promuovere una revisione dei rapporti economici con Mosca, con particolare attenzione all’energia e al futuro di Nord Stream. La Russia considera l’iniziativa un possibile canale di dialogo commerciale. Resta invece da verificare quale ruolo possano assumere gli interlocutori americani e, soprattutto, se vi sarà una partecipazione istituzionale tedesca. Il significato geopolitico del progetto non deve essere né sottovalutato né anticipato. Da un lato, il forum riflette l’esistenza di forze politiche ed economiche interessate a discutere una futura ripresa della cooperazione tra Russia e Occidente. Dall’altro, la guerra in Ucraina, le sanzioni e le divergenze sulla sicurezza europea costituiscono ostacoli che un incontro economico non può superare automaticamente. La questione decisiva non è se Germania, Russia e Stati Uniti possano tornare a parlarsi di energia e commercio. È a quali condizioni, con quali garanzie e con quali conseguenze per la sicurezza e l’autonomia economica dell’Europa. Il forum annunciato per il 2027 potrebbe offrire un luogo nel quale affrontare questi interrogativi. Per il momento, tuttavia, rimane un progetto promosso da specifici interlocutori politici ed economici, non un’intesa ufficiale tra Berlino, Mosca e Washington. E proprio questa distinzione sarà fondamentale per capire se l’iniziativa rappresenterà un nuovo canale di confronto oppure resterà una manifestazione delle profonde divisioni che attraversano la politica europea.
