(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - REGIONE DEL VENETO
– Giunta Regionale –
(AVN) – Venezia, 3 settembre 2026
È il commento del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, al voto favorevole dell'assemblea di Palazzo Ferro Fini agli schemi di intesa definitivi tra Governo e Regione per l'Autonomia differenziata.
"Ringrazio il Consiglio regionale per questa tornata di lavori estivi che ha confermato come sul tavolo ci sia un tema sentito a tutti i livelli e vitale per il futuro della nostra Regione e dei suoi cittadini – prosegue il presidente Stefani -. Siamo giunti alla nuova tappa di un percorso che è stato chiesto da oltre 2,5 milioni di veneti, iniziato nel 2017 ma che esprime la vocazione identitaria di questo territorio, fortemente autonomista e vicino alle istanze regionaliste".
"Dopo il parere favorevole di Senato, Camera e Consiglio delle Autonomie Locali, avevamo detto che la Regione avrebbe fatto le cose bene e in fretta; la promessa è stata mantenuta – sottolinea il Presidente -. Ci attendiamo il coronamento rapido di tutto il percorso. I Veneti chiedono soltanto di assumersi ulteriori responsabilità in modo da accorciare le distanze tra cittadinanza e potere decisionale. Stiamo scaldando i motori perché siamo pronti a fare da 'apripista'. Quando sono stato relatore della legge quadro in Parlamento ho vissuto oltre 300 ore di interventi ostruzionistici del Centrosinistra, fatti appositamente per bloccare questa riforma con l'accusa di provocare disparità e vantaggi ingiustificati a favore del Veneto. Sono convinto, invece, che l'autonomia sia una scelta di responsabilità e trasparenza che non spacca l'Italia e può rivelarsi strategica per tutti i territori. L'articolo 5 della nostra Costituzione, infatti, dice che la Repubblica è una e indivisibile, ma 'riconosce e promuove le autonomie locali'. Non usa un termine qualsiasi ma il verbo che identifica il fatto che le Autonomie locali preesistono anche alla stessa Costituzione. Non a caso figura tra i primi 12 articoli, nei princìpi fondamentali che non potrebbero nemmeno essere oggetto di revisione costituzionale. È un principio cardine della Repubblica che abbiamo il dovere di realizzare. Sono quindi convinto che ogni Regione, territorio o rappresentante politico di qualsiasi appartenenza che scelga di assumersi una responsabilità in più nei confronti dei propri cittadini vada tutelato e, soprattutto, sostenuto".
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