(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - GEOPOLITICO SCONFINA NEL GROTTESCO"*
"Tra dichiarazioni a raffica e la vocazione irrefrenabile a vestire i panni
dell'ultimo baluardo dell'Occidente, Carlo Calenda sembra aver scambiato il
dibattito politico estivo per una sessione di divinazione da spiaggia sotto
l'ombrellone di Ferragosto".
Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione Nazionale
del Partito della Rifondazione Comunista, commentando le recenti
affermazioni del leader di Azione su un ipotetico attacco della Russia alla
NATO previsto per l'autunno.
"La sua tesi secondo cui Vladimir Putin invaderà la NATO proprio questo
autunno rappresenta l'ennesima perla di un allarmismo d'avanspettacolo che
non trova riscontri nella realtà. Non c'è analista militare al mondo, né
servizio segreto occidentale né stratega del Pentagono che abbia mai
espresso una simile certezza con la medesima precisione cronometrica. Ma
d'altra parte, per il leader di Azione la complessità dei report
d'intelligence cede sempre il passo all'esigenza di una battuta ad effetto
da salotto politico.
Siamo di fronte a un'operazione propagandistica mirata unicamente a
ritagliarsi un momento di visibilità mediatica all'interno di un dibattito
pubblico stanco di simili provocazioni. Agitare lo spauracchio della Terza
Guerra Mondiale tra una granita e un bagno in mare rivela un'evidente
spensieratezza istituzionale. Utilizzare la drammatica complessità del
conflitto russo-ucraino per piazzare la consueta bandierina politica e
bollare come ingenuo chiunque rifiuti l'isteria bellicista è il marchio di
fabbrica di chi riduce la geopolitica globale a una partita a Risiko.
Mentre il mondo reale cerca faticosamente vie d'uscita diplomatiche ed
evita l'escalation nucleare, c'è chi preferisce giocare con le paure dei
cittadini, vestendo l'elmetto d'ordinanza e prescrivendo il riarmo totale
come unica cura. Se queste analisi geopolitiche sul Cremlino dovessero
rivelarsi accurate quanto i suoi pronostici sul quadro politico nazionale
del passato, la comunità internazionale e l'Alleanza Atlantica possono
dormire sonni assolutamente tranquilli.
A Carlo Calenda rivolgiamo un modesto invito: per il futuro, anziché
evocare trincee e carri armati russi, si prenda una pausa dalla ricerca
dell'effetto speciale. Di fronte alla drammaticità della situazione sociale
ed economica del Paese, la propaganda del terrore rischia di rivelarsi
l'ennesimo boomerang".
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