(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - "Una persona con demenza, con autismo, con una grave disabilità intellettiva o neurologica non può essere lasciata sola in ospedale o altra struttura sanitaria perché qualcuno continua a considerare il caregiver un semplice visitatore. È una pratica che deve finire. Il caregiver è parte integrante della cura e la sua presenza, quando necessaria, costituisce un diritto fondamentale, non una concessione". Con queste parole il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera, segretario della Commissione Sanità della Regione Puglia, annuncia il deposito di una mozione che impegna la Giunta regionale ad applicare integralmente la Raccomandazione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità sulla presenza del caregiver durante ricoveri, accessi al Pronto Soccorso, prestazioni sanitarie e ogni fase del percorso assistenziale. "Contestualmente – ha proseguito Scalera – ho presentato anche una richiesta di audizione urgente in Commissione Sanità per verificare quali iniziative la Regione Puglia abbia già adottato per dare concreta attuazione alla Raccomandazione del Garante nazionale e per accertare l'eventuale esistenza di direttive o linee guida regionali rivolte alle Aziende sanitarie in materia di presenza del caregiver. L'audizione, inoltre, punta ad acquisire il contributo delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, dei pazienti e dei caregiver sulle criticità ancora esistenti negli ospedali pugliesi e ad avviare un percorso condiviso che assicuri un'applicazione uniforme del diritto all'assistenza del caregiver in tutte le strutture sanitarie della regione, nel rispetto della Costituzione, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e della normativa nazionale vigente. Oggi in Italia – ha rimarcato Scalera – il diritto di una persona con disabilità ad essere assistita dal proprio caregiver cambia da ospedale a ospedale, da reparto a reparto e, talvolta, perfino da turno a turno. È una situazione indegna di un Paese civile e produce una gravissima disparità di trattamento tra cittadini. Non possiamo continuare ad accettare che un diritto fondamentale dipenda dall'interpretazione del singolo reparto o dalla sensibilità del personale in servizio. Continuano le segnalazioni di familiari costretti a lasciare soli i propri cari durante ricoveri, esami diagnostici, permanenze nei Pronto Soccorso e perfino durante i trasporti in ambulanza. Chi vive accanto a una persona con demenza sa perfettamente cosa significa separarla improvvisamente dal familiare che la assiste ogni giorno. Significa aumentare il rischio di agitazione, delirium, disorientamento, rifiuto delle cure e aggravamento delle condizioni cliniche. Non è soltanto una questione di umanità: è una questione di sicurezza delle cure e di qualità dell'assistenza. Il problema nasce da un'impostazione culturale ormai superata. Continuare ad assimilare il caregiver a un visitatore significa non comprendere la natura stessa dell'assistenza alle persone con grave disabilità. Il caregiver conosce il paziente, ne comprende i bisogni, facilita la comunicazione con il personale sanitario, riduce il rischio di eventi avversi e contribuisce concretamente all'efficacia dell'intervento clinico. Escluderlo significa spesso rendere più difficile il lavoro degli stessi operatori sanitari. Con questa mia iniziativa – ha concluso Scalera – propongo che la Regione adotti linee guida vincolanti per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate affinché la presenza del caregiver venga garantita ogni volta che sia necessaria per assicurare il diritto alla salute della persona con disabilità e tra le misure richieste figurano il riconoscimento formale del caregiver come componente del percorso assistenziale; l'obbligo di motivare per iscritto ogni eventuale diniego; il riconoscimento della European Disability Card con indicazione "A" quale titolo semplificato per attestare la necessità dell'accompagnatore; la formazione obbligatoria del personale sanitario e amministrativo; l'istituzione di un sistema regionale di monitoraggio delle violazioni e l'adozione di procedure uniformi in tutte le Aziende sanitarie pugliesi. Le esigenze organizzative non possono prevalere sui diritti fondamentali della persona. Lo ha affermato la Corte costituzionale e oggi lo ribadisce con forza anche l'Autorità Garante nazionale. La Regione Puglia ha il dovere di trasformare questi principi in regole certe, vincolanti e uguali per tutti"./comunicato
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