(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - L’export agroalimentare italiano raggiunge il valore record di 59,3 miliardi di euro e consolida la posizione dell’Italia al sesto posto mondiale con una quota del 4,6% sul commercio globale mentre la crescita del 5,1% su base annua conferma il ruolo strategico del settore per l’economia nazionale e per la competitività internazionale il confronto con l’anno precedente evidenzia un’accelerazione significativa poiché nel 2025 il valore dell’export si era attestato intorno ai 56,4 miliardi di euro mostrando un incremento più moderato e una dinamica meno uniforme tra le diverse filiere nel 2026 invece la crescita risulta più diffusa e sostenuta da una domanda internazionale in espansione e da un rafforzamento delle produzioni ad alto valore aggiunto
Il primo trimestre del 2026 mostra un andamento territoriale molto differenziato con il Sud e le Isole che registrano la performance più brillante con un incremento del +13,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando la crescita si era fermata al +4,8% e con il Centro che avanza del +7,2% migliorando il risultato del 2025 che era stato intorno al +3,5% mentre il Nord Ovest cresce dell’1,5% e il Nord Est dello 0,8% segnando un rallentamento rispetto al 2025 quando entrambe le aree avevano superato il +2% grazie alla spinta delle filiere lattiero casearie e delle produzioni DOP e IGP il quadro territoriale conferma quindi una progressiva ridistribuzione della crescita con un Mezzogiorno sempre più competitivo sui mercati internazionali e con un Centro Italia che consolida il proprio ruolo nelle produzioni di qualità mentre il Nord mostra segnali di stabilizzazione dopo anni di espansione costante
Sul fronte dei mercati di sbocco la Germania si conferma la prima destinazione per i prodotti agroalimentari italiani mantenendo una domanda stabile e superiore ai livelli del 2025 mentre la Francia consolida la seconda posizione con un andamento costante e una crescita leggermente superiore all’anno precedente gli Stati Uniti registrano un incremento a doppia cifra pari al +12,1% migliorando il già positivo +9,8% del 2025 e rafforzando il loro ruolo di mercato strategico per vino olio prodotti trasformati e specialità italiane ad alto valore aggiunto il confronto con l’anno precedente mostra quindi un rafforzamento della presenza italiana nei mercati extra UE e una maggiore diversificazione geografica che contribuisce alla resilienza complessiva del settore
L’Italia conferma la propria leadership mondiale nell’export di mele superando concorrenti come Cina e Stati Uniti mentre il comparto del vino e l’industria alimentare trasformata continuano a rappresentare la quota più rilevante del fatturato estero con una domanda internazionale che premia qualità certificazioni e tracciabilità rispetto al 2025 si registra un miglioramento sia in termini di volumi sia di valore con un incremento più marcato per i prodotti trasformati e per le filiere certificate che risultano meno esposte alla volatilità dei prezzi globali nonostante il quadro positivo emerge un campanello d’allarme legato alla crescita più rapida delle importazioni che determina un temporaneo deficit commerciale nel comparto del cibo un fenomeno già osservato nel 2025 ma che nel 2026 appare più accentuato a causa dell’aumento dei costi di approvvigionamento e della maggiore dipendenza da materie prime estere.
DAZI
Sul versante statunitense i dati del US Census Bureau mostrano che gli Stati Uniti continuano a rappresentare uno dei mercati più dinamici per il Made in Italy agroalimentare con un incremento complessivo delle importazioni dall’Italia pari al 12,1% e con performance particolarmente rilevanti per il vino che nei primi mesi del 2025 raggiunge 351 milioni di dollari con una crescita del 10,9% e mantiene l’Italia al secondo posto tra i fornitori mentre l’olio d’oliva registra 59 mila tonnellate importate per un valore di 433 milioni di dollari con un aumento delle quantità del 9,4% e una riduzione del valore dell’8,1% dovuta al calo dei prezzi e i formaggi e latticini italiani raggiungono 92 milioni di dollari con una crescita del 12,3% consolidando la leadership italiana nel segmento premium il quadro complessivo evidenzia quindi un settore in espansione ma esposto alle dinamiche tariffarie e ai dazi introdotti negli anni precedenti che hanno generato una corsa alle scorte e una successiva rimodulazione dei flussi commerciali
US Census Bureau – Foreign Trade Statistics https://www.census.gov/foreign-trade/statistics
È la pagina istituzionale da cui provengono i dati ufficiali sulle importazioni e sulle esportazioni degli Stati Uniti, inclusi quelli relativi ai prodotti agroalimentari italiani.
Statistiche ufficiali commercio estero – ISTAT
https://www.istat.it/it/commercio-con-l-estero (istat.it )