(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - «La morte di un operaio di 34 anni questa mattina a Rosignano, durante un intervento di rimozione e sostituzione di una copertura in eternit, è una tragedia che colpisce profondamente tutta la nostra comunità.
Alla famiglia del lavoratore, ai suoi cari e ai colleghi rivolgo il mio cordoglio più sincero. Di fronte a una vita spezzata mentre si lavora non esistono parole sufficienti. Esiste però il dovere, serio e non rituale, di non voltarsi dall'altra parte.
Saranno le autorità competenti ad accertare con precisione la dinamica dell'incidente e le eventuali responsabilità. Ma il tema è evidente: i lavori in quota, gli interventi su coperture fragili, la rimozione di materiali pericolosi come l'eternit richiedono il massimo livello di prevenzione, controllo, formazione e organizzazione. Non basta avere un casco o un'imbracatura se l'intero sistema di sicurezza non è progettato, verificato e rispettato in ogni dettaglio.
La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una pratica da archiviare, una firma su un modulo, una voce di costo o un fastidio burocratico. È la misura della civiltà di un Paese e della serietà di un'impresa. Ogni volta che un lavoratore non torna a casa, abbiamo perso tutti: le istituzioni, il sistema produttivo, la comunità.
Come Forza Italia abbiamo sempre sostenuto una linea chiara: più controlli dove servono, più formazione vera, più prevenzione, più responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti, ma anche più sostegno alle imprese che investono seriamente in sicurezza. Perché la sicurezza non si predica il giorno dopo le tragedie: si costruisce il giorno prima, con regole chiare, controlli efficaci e una cultura del lavoro che metta la persona al centro.
La Toscana oggi piange un altro morto sul lavoro. Non permettiamo che anche questa tragedia diventi solo una notizia di cronaca destinata a durare poche ore. Il lavoro deve dare dignità, futuro, libertà. Mai la morte».