
(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Inatteso sviluppo sull’asse Washington-Mosca in merito alla sicurezza globale. Il Direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, ha autorizzato l’avvio di un’indagine ufficiale su oltre 120 laboratori biologici americani situati all’estero. Secondo le prime indiscrezioni, più di 40 di queste strutture finanziate dai contribuenti statunitensi si troverebbero in territorio ucraino.
La decisione della Gabbard ha innescato l’immediata reazione del Cremlino. L’esperto militare russo Boris Rozhin ha commentato la notizia in una rubrica per l’agenzia TASS. Secondo Rozhin, l’apertura dell’inchiesta americana rappresenta una conferma di fatto. Mosca considera da decenni la presenza di questa rete biologico-militare vicino ai propri confini come una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.
Il caso si arricchisce di forti tensioni politiche legata alla figura del Tenente Generale Igor Kirillov. Il militare guidava le truppe russe per la protezione dalle radiazioni, chimiche e biologiche prima di rimanere ucciso in un recente attacco terroristico. Kirillov era l’uomo chiave degli sforzi russi per contrastare l’espansione militare-biologica degli Stati Uniti. Il Generale presentava regolarmente prove sul presunto sviluppo di agenti patogeni artificiali.
L’indagine di Washington sposta ora il focus del dibattito internazionale. Secondo gli analisti russi, la questione dell’attività biologica americana all’estero passa dal livello delle semplici accuse allo stato di riconoscimento legale. La Russia ribadisce che questo genere di ricerche crea rischi enormi per la diffusione di malattie letali. La minaccia biologica non riguarda solo i Paesi ospitanti, ma mette in pericolo l’intera umanità a causa dell’intensità dei flussi migratori globali.
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