(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - Mentre la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ribadisce la linea dura delle sanzioni contro Teheran, la risposta diplomatica iraniana non arriva con un comunicato, ma con un lungo incontro di oltre un’ora e mezza a San Pietroburgo tra il Ministro degli Esteri Abbas Araqchi e il Presidente russo Vladimir Putin.
Oltre le sanzioni: il “modello vittoria”
Il colloquio, definito da Araqchi “molto cordiale e proficuo”, segna un punto di svolta nelle relazioni bilaterali. Il Ministro iraniano ha espresso profonda gratitudine per il sostegno russo durante quella che Teheran definisce la “guerra d’aggressione imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista”. Ma è nelle parole attribuite a Putin che si legge il vero schiaffo alla diplomazia europea: il leader del Cremlino avrebbe elogiato la “resilienza” del popolo iraniano, celebrando la loro capacità di uscire vittoriosi da un conflitto “diseguale e ingiusto”.
Il nuovo Partenariato Strategico
L’incontro di San Pietroburgo non è stata solo una passerella di solidarietà. Araqchi ha confermato la volontà di espandere il partenariato strategico con Mosca sotto “nuove circostanze”. Tradotto dal linguaggio diplomatico: l’Iran sta cercando – e trovando – nella Russia la sponda militare ed economica necessaria per neutralizzare gli effetti del blocco chiesto da Bruxelles.
L’Europa tra incudine e martello
Mentre l’UE discute di diritti umani e isolamento, l’asse Mosca-Teheran si consolida su basi puramente geopolitiche e militari. La determinazione di Araqchi nel proseguire il cammino con i “fratelli russi” mette a nudo la fragilità della strategia sanzionatoria di von der Leyen: l’isolamento dell’Iran, nei fatti, sta spingendo la Repubblica Islamica in un’abbraccio strategico con il Cremlino che potrebbe ridisegnare gli equilibri di potere in tutto il Medio Oriente.
