(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - “Continuano a emergere segnali inquietanti di indebite pressioni sull’Istat affinché consegni al Governo, e in particolare al ministro Giorgetti, un rapporto deficit/Pil 2025 appena al di sotto del 3%, utile a sostenere la possibilità, tutt’altro che scontata, di un’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea. Siamo al secondo giorno consecutivo in cui Governo e maggioranza, anche attraverso organi di stampa vicini al centrodestra, esercitano un pressing inaccettabile su un’istituzione che deve restare libera, autonoma e indipendente. Sui suddetti giornali si è arrivati perfino ad accusare l’Istat di ‘cecità’ solo perché, nelle due stime fin qui elaborate, ha indicato il rapporto deficit/Pil prima al 3,11 per cento e poi al 3,07 per cento. Ieri l’Istat ha smentito che il presidente Chelli abbia personalmente esercitato pressioni sulle strutture tecniche interne. Ma proprio per questo, dopo quanto pubblicato anche oggi da alcuni quotidiani, resta ancora più evidente il clima di pressione che circonda l’Istituto in queste ore. Il ministro Giorgetti non tenti di scaricare sull’Istat le sue responsabilità del fallimento di tutta la linea seguita in questi anni. Ha portato l’Italia all’ultimo posto in Europa e nel G20 per crescita del Pil, ormai sostanzialmente azzerata; ha fatto aumentare il debito pubblico; ha soffocato il Paese sotto il livello di pressione fiscale più alto degli ultimi dieci anni. Ha inseguito in modo ideologico l’avanzo primario come se fosse un fine, senza vedere che tagli e tasse stavano deprimendo la crescita e compromettendo gli stessi equilibri di finanza pubblica. Ora, con l’acqua alla gola e con una crisi energetica che ha messo a nudo tutta l’inconsistenza della sua linea economica, il ministro tenta di salvarsi la faccia aggrappandosi al dato sul deficit. Ma questo non cancella le sue responsabilità e soprattutto non può avvenire esercitando pressioni sull’Istat. Per questa ragione presenteremo un’interrogazione parlamentare per fare piena luce su quanto è accaduto tra il Mef e Palazzo Chigi da una parte e l’Istat dall’altra. Vogliamo sapere se vi siano stati incontri, quante comunicazioni siano intercorse, chi le abbia promosse e quale ne sia stato il contenuto. Tra l’altro, i vertici dell’Istat saranno a breve auditi dalle Commissioni Bilancio del Parlamento sul Documento di finanza pubblica e devono poter riferire in quella sede nella massima serenità, senza condizionamenti, pressioni o richieste indebite”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.
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