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Tolentini
30135 Venezia
www.iuav.it
Giorno del Ricordo all’Università Iuav di Venezia: ai
Tolentini il convegno dedicato all’esodo giulianodalmata
Venezia, 27 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA
L’Università Iuav di Venezia ha ospitato, nell’Aula Magna della sede dei
Tolentini, un convegno inserito nel programma delle celebrazioni per il Giorno
del Ricordo. L’evento ha assunto un particolare valore simbolico per il luogo in
cui si è svolto. L’ex convento dei Tolentini è stato uno dei centri di raccolta che
ha accolto gli esuli fiumani, dalmati e istriani dal 1947 al 1950.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’ANVGD (Associazione
Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) – Comitato di Venezia. Sono intervenuti
per i saluti istituzionali Benno Albrecht, Rettore dell’Università Iuav di Venezia,
Darco Pellos, Prefetto di Venezia, e Paola Mar, Assessore del Comune di
Venezia. I lavori sono stati introdotti da Alessandro Cuk, Presidente del
Comitato veneziano dell’ANVGD, associazione storica che si occupa di
mantenere viva la memoria degli italiani costretti ad abbandonare le terre
cedute alla Jugoslavia. La presenza di Carlo Zohar, esule da Zara e già ospite
del campo profughi allestito ai Tolentini, ha offerto una testimonianza diretta di
quei giorni.
La stratificazione storica dell’ex convento dei Tolentini racconta trasformazioni
legate alle emergenze del Novecento. Dopo la soppressione in epoca
napoleonica e la conversione in caserma, l’edificio fu occupato dalle truppe
inglesi. Tra il 1946 e il 1950 si trasformò in uno dei centri di raccolta veneziani
per circa duecento esuli giuliano-dalmati. Sebbene già nel 1949 l’immobile
fosse stato formalmente destinato alla Scuola Superiore di Architettura, tra il
1951 e il 1952 la struttura accolse gli sfollati dell’alluvione del Polesine. Divenne
sede accademica a partire dal 1958 con l’inizio dei lavori di restauro.
Nel 2025 è stata posata all’interno del complesso universitario una targa
commemorativa a memoria dell’accoglienza offerta agli esuli.
Il programma ha visto gli interventi di Antonella Scarpa (ANVGD) e dei
ricercatori dell’Iveser (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della
società contemporanea), Stefania Bertelli e Marco Borghi. Quest’ultimo ha
presentato un’inedita mappa dei luoghi dell’esodo a Venezia: una cartografia
che non si limita a censire i campi profughi, ma individua epigrafi, luoghi della
memoria e segni tangibili nella toponomastica cittadina.
A collegare la dimensione locale e quella nazionale è stato l’architetto
Massimiliano Tita, laureato Iuav e curatore della MEDIF (Mostra Esuli
Dalmati, Istriani, Fiumani). Tita ha illustrato il percorso espositivo allestito
nelle Sale del Grottone al Vittoriano di Roma, che presenta documenti,
fotografie, oggetti d’epoca e testimonianze video degli esuli.
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