(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 24 February 2026 https://www.aduc.it/articolo/dell+altro+oltre+dolore+nei+calcoli+renali+pietre_40676.php
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C’è dell’altro (oltre il dolore) nei calcoli renali. Pietre che nessuno desidera
Per anni abbiamo immaginato i calcoli renali come piccole pietre inerti: frammenti minerali cresciuti in silenzio, figli di un’urina troppo concentrata e di un equilibrio chimico spezzato. Una storia semplice, quasi meccanica.
Eppure, come spesso accade quando la scienza affina lo sguardo, la realtà si rivela molto più complessa.
Un nuovo studio pubblicato su PNAS apre una crepa profonda in questa narrazione. E da quella crepa emerge un mondo inatteso: i calcoli renali più comuni, quelli di ossalato di calcio, non sono solo cristalli. Sono biocomposti abitati da biofilm batterici. Una scoperta che cambia radicalmente il modo in cui comprendiamo la loro formazione.
La medicina ha sempre distinto due grandi famiglie di calcoli:quelli “infettivi”, come le struviti, legati a batteri noti e quelli “non infettivi”, come gli ossalati di calcio, considerati sterili.
Il nuovo studio dimostra che questa distinzione è molto meno netta di quanto si pensasse.
Analizzando calcoli provenienti da pazienti senza alcuna infezione urinaria, i ricercatori hanno trovato strati di biofilm batterico incastonati tra lamelle di minerale policristallino.
La rivelazione arriva grazie a una combinazione di tecniche di microscopia elettronica (per osservare la topografia minerale), di microscopia a fluorescenza (per individuare il DNA batterico) e analisi granulometriche dei cristalli.
Il risultato è un’immagine tridimensionale di un calcolo che non è una pietra, ma un ecosistema stratificato.
I batteri non sono residui occasionali: sono integrati nella struttura, come se partecipassero attivamente alla sua crescita.
La parte più affascinante dello studio è il modello proposto dagli autori.
Secondo i dati raccolti, i batteri presenti nei calcoli producono DNA extracellulare, una molecola lunga e carica che, in un ambiente ricco di ioni come l’urina, diventa un potente impalcato di nucleazione.
In termini semplici:il DNA batterico attira ioni calcio e ossalato; questi si aggregano più facilmente; i cristalli crescono più rapidamente e in maggior numero.
È un meccanismo fisico-chimico noto nei polielettroliti, ma mai osservato con questa chiarezza nei calcoli renali.
La pietra, insomma, non nasce da sola: nasce su una trama biologica.
Se questa visione verrà confermata, le implicazioni cliniche saranno enormi.
Significherebbe che: anche i calcoli “non infettivi” hanno una componente microbica; la prevenzione potrebbe includere strategie mirate al microbiota urinario; la terapia non dovrebbe limitarsi a frantumare la pietra, ma a interrompere la sua architettura vivente.
E c’è di più: i ricercatori hanno osservato biofilm anche sui frammenti ottenuti tramite litotripsia, segno che la presenza batterica è diffusa e strutturale.
Questa nuova prospettiva trasforma il calcolo renale in un oggetto narrativo: non più un semplice deposito minerale, ma un archivio di interazioni tra cellule, ioni, DNA e superfici.
Un luogo in cui la biologia e la geologia si incontrano, dando vita a una struttura ibrida che cresce, si stratifica, si modifica.
È un cambio di paradigma che ricorda altre rivoluzioni silenziose della biologia moderna: quando abbiamo scoperto che la placca dentale è un biofilm, o che le rocce dei fondali oceanici ospitano microbi attivi.
Come sempre nella scienza, ogni risposta apre nuove domande.
Quali batteri sono coinvolti?
Sono sempre gli stessi?
È possibile intervenire sul loro metabolismo per prevenire la formazione dei calcoli?
E soprattutto: quanti altri processi patologici considerati “minerali” nascondono invece una componente biologica?
Il calcolo renale, da oggetto inerte e doloroso, diventa così un microcosmo da esplorare.
(Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 24 Febbraio 2026)
Primo Mastrantoni – presidente Comitato tecnico-scientifico di Aduc
COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
URL: http://www.aduc.it
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