(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 22 January 2026 *TEMPESTA HARRY*
*CONAF: IMPARIAMO A GOVERNARE IL RISCHIO*
*La conta dei danni al comparto agricolo, dai frutteti alle serre fino al
settore ittico*
Il ciclone “Harry” che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna ha
dimostrato due cose, afferma il Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e
Dottori Forestali. Il primo è che la Protezione Civile ha saputo aggiornare
il sistema di allerta che si è dimostrato efficiente e ha evitato perdite
di vite umane. Il secondo è che si sta facendo ancora poco nel pianificare
il territorio per renderlo capace di reagire a eventi estremi che non sono
più eccezioni, ma una condizione sempre più frequente e violenta del nostro
clima.
*Monica Cairoli*, consigliera CONAF – “*Non possiamo continuare a
intervenire solo contando i danni.*
*Le conoscenze tecniche, i dati e le competenze per prevenire il dissesto
ci sono già: ciò che manca è la rapidità decisionale. Serve la stessa
semplificazione burocratica che adottiamo in emergenza, ma applicata alla
prevenzione: manutenzione del territorio, sistemazioni idraulico-forestali,
gestione delle acque e del suolo devono diventare interventi ordinari e
tempestivi.*
*Ogni ritardo costa molto più dei lavori di prevenzione, mentre
l’agricoltura e le economie locali pagano il prezzo più alto. Dobbiamo
smettere di inseguire le emergenze e iniziare a governare il rischio. La
prevenzione è un investimento, non una spesa*.”
*LA SITUAZIONE IN SICILIA*
In Sicilia, il passaggio della tempesta ha spazzato l’intera Regione ma la
forza dei venti e delle piogge si è concentrata in modo particolare lungo
la costa orientale, da *Messina a Catania a Siracusa fino a Ragusa*. Le
immagini che circolano evidenziano i danni alle case, alle infrastrutture e
alle opere secondarie, come acquedotti e gasdotti, col rischio che non
emergano i danni al comparto agricolo.
*Giuseppe Iacono*, presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei
Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia – “*La notizia
positiva è che il sistema di allerta, oltre che per i cittadini, ha
funzionato anche per le aziende zootecniche, che hanno potuto mettere in
salvo gli animali. Per loro, il problema si sposta di qualche giorno a
causa dei danni alle scorte dei fienili devastati dalla tempesta ed alle
coltivazioni cerealicole-foraggere allagate.*
*Al momento, i problemi maggiori si riscontrano per gli agrumeti, si pensi
alla Piana di Catania, che sono stati colpiti in piena stagione di
raccolta, nonché per gli altri frutteti e per gli oliveti pesantemente
allagati. Nel ragusano, le serre hanno subito danni alle coperture che
azzereranno la produzione.*
*Un settore imprenditoriale parcellizzato e fragile com’è quello agricolo
si vede costretto ad affrontare perdite ingenti causate da eventi purtroppo
non più eccezionali. E tra qualche mese ci troveremo a parlare di carenza
idrica: serve un cambio di prospettiva, che guardi a lungo termine e che
consenta a tutti gli operatori di affrontare i nuovi scenari, mitigando i
danni*.”
*LA SITUAZIONE IN SARDEGNA*
*La tempesta “Harry” ha interessato il **settore meridionale e orientale
della Sardegna**. Si segnalano danni rilevanti alle infrastrutture marine e
alle attività produttive legate alla costa, con particolare attenzione alle
strutture ittiche: impianti e attrezzature operative in mare e nelle lagune
risultano compromessi o fortemente danneggiati. Le conseguenze riguardano
direttamente anche le produzioni del comparto, con ricadute su cozze,
arselle, ostriche e pescato di vario tipo.*
*Parallelamente, l’evento ha prodotto danni significativi alle aziende
agricole, con segnalazioni importanti in diverse aree e in particolare
nella zona del Cixerri, dove risultano colpite colture, infrastrutture
aziendali e opere rurali con ripercussioni sulla continuità produttiva.*
*Ulteriori criticità arrivano anche dal Nuorese, dove in più punti si
registrano difficoltà negli accessi alle aziende agricole, con problemi su
strade rurali e interpoderali che rendono complessi gli spostamenti e le
attività operative in campagna.*
*Ettore Crobu*, presidente della Federazione regionale degli ordini della
Sardegna – “*I prodotti della pesca e dell’acquacoltura rappresentano
prodotto primario, al pari delle produzioni agricole, e costituiscono un
settore essenziale per l’economia locale e per il lavoro di numerose
imprese.*
*In questo quadro, la Federazione richiama la necessità di un’attenzione
immediata e coordinata da parte delle istituzioni competenti verso i
settori maggiormente esposti e strategici per i territori colpiti, in
particolare agricoltura, pesca e turismo, affinché vengano garantite
tempestive misure di messa in sicurezza, ripristino e sostegno alle
imprese. La prevenzione deve diventare programmazione ordinaria e
strutturale.”*
*LA SITUAZIONE IN CALABRIA*
La costa ionica reggina è la più colpita dalle raffiche di vento.
Analogamente a quanto è accaduto in Sicilia, si registrano ingenti danni
anche per l’agricoltura. Molte aziende hanno colture distrutte dalla forza
del vento e i campi allagati: il rischio molto concreto è quello di
compromettere un intero anno di lavoro.
*Roma, 22 gennaio **2026*
Ufficio Stampa – Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali
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