(AGENPARL) - Roma, 19 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 19 January 2026 FERRARA, PIETRE D’INCIAMPO: CERIMONIA IL 21 GENNAIO IN VIA BOLOGNA ALLA
MEMORIA DELLA FAMIGLIA RAVENNA-ROSSI. PERCORSI DI ‘CURA DELLA MEMORIA’ CON
LE SCUOLE CITTADINE (20 E 22 GENNAIO IN VIA MAZZINI)
Nel quadro delle iniziative dedicate al Giorno della Memoria 2026, il
Comune di Ferrara promuove un percorso di commemorazione legato alle Pietre
d’inciampo, dedicato alle vittime ferraresi delle deportazioni
nazi-fasciste avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale al fine di
preservare la memoria storica.
Quest’anno il percorso unirà la posa di nuove pietre a momenti di cura e
manutenzione di quelle già presenti, con il coinvolgimento attivo delle
scuole cittadine, restituendo nomi e storie ai cittadini ferraresi di
religione ebraica deportati e perseguitati dal regime nazifascista.
«Le Pietre d’inciampo rappresentano una forma di memoria concreta, capace
di parlare a tutti, in grado di entrare nei luoghi della nostra vita
quotidiana. Con la posa delle nuove pietre dedicate alla famiglia
Ravenna-Rossi e con il coinvolgimento diretto delle scuole nella cura di
quelle posizionate lo scorso anno in via Mazzini, Ferrara rinnova il
proprio impegno nel ricordare le vittime delle persecuzioni e nel
trasmettere la memoria, soprattutto alle giovani generazioni, come segno di
impegno e responsabilità civile», ha detto il *sindaco Alan Fabbri.*
La cerimonia di svelamento delle Pietre d’inciampo dedicate alla famiglia
Ravenna-Rossi si terrà mercoledì 21 gennaio alle ore 11.00, in via Bologna,
in prossimità di Porta Paola alla presenza del sindaco Alan Fabbri e del
presidente della Comunità ebraica di Ferrara, Fortunato Arbib, oltre ai
familiari dei dedicatari delle pietre. Anche gli alunni della classe IV
della scuola primaria “Bruno Farber” di San Martino parteciperanno alla
cerimonia di svelamento delle Pietre d’inciampo dedicate ai cinque
componenti della Famiglia Ravenna-Rossi che abitava al civico 16 di via
Bologna e dove, accanto, aveva sede la loro attività commerciale a cui
collaboravano attivamente anche le donne di famiglia.
In questo caso, le pietre dedicate alla memoria di Gino Ravenna, Letizia
Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna non
saranno posate di fronte alla casa di residenza, come prevede il Progetto
delle Pietre d’inciampo ideato nel 1992 dall’artista Gunter Demnig, poiché
l’edificio non è più esistente e, pertanto, saranno posate in un luogo
limitrofo di grande visibilità.
Accanto a questo momento istituzionale, il programma prevede una serie di
interventi di pulitura e lucidatura delle Pietre d’inciampo già posate in
città, come gesto simbolico di “cura della memoria”, affidato agli studenti
di diversi istituti scolastici.
Quest’anno, infatti, sarà l’operazione di presa in carico per la cura da
parte di tre scuole cittadine a dare l’avvio alle Commemorazioni del 27
gennaio, poiché le lastre in ottone delle pietre, esposte all’aria ed agli
agenti atmosferici, si ossidano e, nel tempo, le iscrizioni con i nomi dei
dedicatari ed i loro dati biografici diventano meno leggibili. Per
conservarle il più a lungo possibile nel loro stato ottimale è, pertanto,
necessaria una lucidatura periodica.
Martedì 20 gennaio si svolgeranno le prese in carico per la cura delle
Pietre d’inciampo poste in via Mazzini, posate lo scorso anno. Alle 9.00 al
civico 88 (pietre della Famiglia Fink-Bassani-Lampronti), con intervento
della classe V B dell’Istituto Comprensivo “Perlasca” – Scuola primaria
“Mosti”. Alle 12.30 si interverrà al civico 14 (pietre della Famiglia
Rietti-Cavalieri) con la classe IV B del Liceo artistico “Dosso Dossi”.
Giovedì 22 gennaio le prese in carico per la cura proseguono alle 12.30,
sempre in via Mazzini al civico 85 (pietre della Famiglia
Forti-Jesi-Lampronti) con intervento della classe II D dell’Istituto
Comprensivo “D. Alighieri”.
È previsto il saluto di Chiara Scaramagli, assessore alla Pubblica
Istruzione e Formazione del Comune di Ferrara, e del presidente della
Comunità ebraica di Ferrara, Fortunato Arbib. In caso di maltempo, le
operazioni saranno annullate e riprogrammate a data da destinarsi.
Le attività di cura intendono sottolineare come la memoria non sia solo
commemorazione, ma responsabilità quotidiana, da coltivare attraverso
l’educazione, la partecipazione e il coinvolgimento diretto delle giovani
generazioni.
L’intero percorso delle Pietre d’inciampo si inserisce nel programma
ufficiale delle iniziative per il Giorno della Memoria 2026, coordinate
dalla Prefettura, e promosse dal Comune di Ferrara in collaborazione con la
Comunità Ebraica di Ferrara e le istituzioni scolastiche del territorio
aderenti. Il progetto delle Pietre d’inciampo vede altresì la
collaborazione del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah,
dell’Istituto di Storia Contemporanea, dell’Università degli Studi di
Ferrara, dell’Archivio di Stato di Ferrara e del Conservatorio di Musica
“Girolamo Frescobaldi”.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
APPROFONDIMENTO SULLA FAMIGLIA DEDICATARIA DELLE PIETRE D’INCIAMPO 2026
La famiglia Ravenna-Rossi era composta da Gino Ravenna, Letizia Rossi,
Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna ed è stata
arrestata a Domodossola nel 1943, mentre cercava di raggiungere la
Svizzera. Trasferiti prima a Ferrara nel carcere di via Piangipane e poi
nel Campo di transito di Fossoli (MO), il 22 febbraio 1944 arrivarono nel
lager di Auschwitz, dove tutti troveranno la morte tranne Eugenio, uno dei
pochissimi sopravvissuti ferraresi alla Shoah. Cugino di Giorgio Bassani,
la sua storia ispirerà il racconto Una lapide in via Mazzini, dove lo
scrittore trasformerà Eugenio nel personaggio di Geo Josz. Altra figura di
spicco della Famiglia Ravenna-Rossi è Gino, commerciante nell’azienda
familiare e fratello dell’allora Podestà di Ferrara, Renzo Ravenna. In
gioventù Gino era stato un ginnasta iscritto alla PGF- Palestra Ginnastica
Ferrara con la quale aveva partecipato con buon esito alle Olimpiadi di
Londra del 1908 e, durante il periodo della prigionia in Italia, cercherà
invano di chiedere al Questore di Ferrara la liberazione del figlio
Marcello «data l’età di soli quattordici anni».
Marcello, invece, sarà ucciso solo pochi giorni dopo essere arrivato ad
Auschwitz.
Per approfondire la storia della Famiglia Ravenna-Rossi, gli alunni della
classe IV della scuola primaria “Bruno Farber” di San Martino hanno potuto
ascoltare i racconti che l’avvocato Michele Ravenna, figlio di Eugenio, ha
condiviso con loro. Inoltre, a breve visiteranno la Sinagoga di Ferrara e
la palestra PGF.
*Ferrara Rinasce*
*Comune di Ferrara*
Per informazioni
Anja Rossi
N.B. – Le
informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e
destinate esclusivamente alla/e persona/e o all’ente sopra indicati. E’
vietato ai soggetti diversi dai destinatari qualsiasi
uso-copia-diffusione
di quanto in esso contenuto sia ai sensi dell’art.
616 c.p. sia ai sensi
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