(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mer 29 gennaio 2025 EX ILVA, TURCO (M5S): UN VUOTO A PERDERE PER I CITTADINI, GOVERNO PRONTO A BRUCIARE ALTRI SOLDI
EX ILVA, TURCO (M5S): UN VUOTO A PERDERE PER I CITTADINI, GOVERNO PRONTO A BRUCIARE ALTRI SOLDI
Roma, 29 gen. – “L’ex Ilva è ormai un pozzo senza fondo, che brucia quattrini alla stessa velocità con cui libera inquinanti nell’aria di Taranto. Meloni e il suo governo, ormai, l’hanno scambiata per un Bancomat di Stato: dopo aver finanziato con 680 milioni di euro l’attività produttiva prima del Commissariamento nel 2023, ora il governo dei ‘soldi buttati dalla finestra’, senza colpo ferire, si accinge ad elargire ulteriori 820 milioni di euro per la continuità produttiva, di cui 400 milioni saranno presi dal fondo per le bonifiche e 420 milioni saranno elargiti da prestiti pubblici. Prestiti che non verranno mai restituiti e risorse che non cambieranno il futuro della fabbrica e non risolveranno la questione dei lavoratori, così come le problematiche ambientali e sanitarie: le bonifiche resteranno una pia illusione. A Taranto, in sostanza, si dirotteranno i fondi per disinquinare sulla spesa per produrre di più, ma continuando ad inquinare. Non solo: messo alle strette dall’imminente pronuncia della corte di Giustizia Ue, che tra qualche settimana potrebbe indurre la Procura di Milano a sancire lo stop alla produzione, il governo ha deciso di inserire la valutazione del danno sanitario all’interno dei procedimenti per il rilascio dell’Aia, che non garantirà la salute e la tutela ambientale, in quanto continuano a restare elevati i limiti degli inquinanti previsti dal D.Lgs. 155/2010. Questi ultimi andrebbero adeguati alle raccomandazioni dell’Oms che li ha ritenuti non sostenibili per la salute umana. Allo stesso modo il governo non introduce la Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario (VIIAS), che il M5S ha già proposto nella scorsa legislatura con un disegno di legge a mia prima firma depositato in Senato. Nella proposta M5S, diversamente da quanto previsto dal Governo, si prevede la valutazione ex ante dell’impatto degli inquinanti rispetto al rilascio dell’Aia, in modo da scongiurare i possibili danni ambientali e sanitari. Ma il Governo Meloni sceglie una metodologia ex post: quella di misurare i danni sanitari senza prevenirli ed escluderli, con l’aggravante di rimettere allo stesso Ministro di stabilire i criteri e di rimettere la relativa valutazione allo stesso gestore, pur di continuare a produrre a ciclo integrale a carbone: una gestione facile ‘tutta in famiglia’. Che dire: siamo davvero alla farsa più totale. Si naviga a vista o per meglio dire alla cieca. Nel frattempo, l’Aia scaduta ad agosto 2023 viene di fatto prorogata di altri 12 mesi; il livello degli inquinanti a Taranto risulta ancora fuori controllo e l’acciaieria continua a bruciare soldi pubblici e produrre quantità risibili di acciaio di bassissima qualità. Ha davvero senso andare avanti così?”. Così in una nota il vicepresidente M5s Mario Turco, coordinatore comitato Economia-Imprese-Lavoro.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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