(AGENPARL) - Roma, 21 Settembre 2024 - (AGENPARL) – sab 21 settembre 2024 **Giornata Mondiale Alzheimer: mancano risorse, le richieste della Regione
al Governo**
/Scritto da Massimo Orlandi, sabato 21 settembre 2024/
Malattia di Alzheimer: quella di oggi è la giornata mondiale voluta
dall’Oms per informare e responsabilizzare su questa grave malattia che
colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo. In Toscana sono oltre
80mila le persone affette da demenza tra cui circa 1.500 ad esordio
precoce.
Ma quella odierna è anche una giornata importante per sollecitare la
massima attenzione delle istituzioni verso i malati e le loro famiglie. Ed
è soprattutto a questo che è dedicata una dichiarazione congiunta diffusa
oggi dagli assessori regionali al diritto alla salute Simone Bezzini, e
alle politiche sociali, Serena Spinelli.
“Per affrontare una patologia come l’Alzheimer – hanno detto – che ha
ripercussioni pesanti non solo sulla persona che ne è affetta, ma anche
sui familiari e le persone vicine, è necessario avere a disposizione una
rete di servizi e di funzioni sociali e sanitari appositi. Le attività
finanziate con il Fondo Nazionale a partire dal 2020 si sono concluse lo
scorso marzo e ad oggi, nonostante la Legge di Bilancio 2024 preveda uno
stanziamento di circa 35 milioni per il triennio 2024-2026, non è ancora
stato approvato il decreto attuativo: le Regioni non hanno quindi ancora
ricevuto le risorse previste. Questa interruzione dei finanziamenti ha reso
molto problematica la continuità dei servizi e causato una involuzione
complessiva del sistema, con ripercussioni negative soprattutto nel livello
di assistenza fornito alle persone con demenza ed ai loro familiari. Non
solo: in futuro occorrerà riflettere anche sull’entità dell’impegno dello
Stato per questo Fondo: 35 milioni di euro per tre anni sono una cifra
veramente una esigua di fronte a un impatto economico stimato in 23
miliardi di euro, tra costi diretti e indiretti, il 63% dei quali a carico
delle famiglie”.
“Per gli stessi motivi – proseguono Bezzini e Spinelli – chiediamo con
forza al governo che l’aggiornamento del Piano Nazionale Demenze, su cui
l’Istituto Superiore di Sanità con il contributo di tutte le Regioni e
P.A. sta lavorando, sia per la prima volta accompagnato da un adeguato
finanziamento, inserito strutturalmente all’interno della legge di
bilancio. Considerato infatti l’impatto economico e sociale della demenza
sulla nostra società, deve essere garantito un finanziamento stabile e
adeguato”.
“Su queste tematiche – concludono i due assessori – la Toscana sta
facendo la sua parte: è stata tra le prime regioni a recepire il Piano
Nazionale Demenza del Ministero della Salute e a dotarsi di un Piano
Regionale che ha consentito di avviare percorsi di potenziamento e
innovazione dei servizi per rispondere ai bisogni di cura del malato e di
sostegno per la famiglia. Nostra intenzione è continuare su questa
strada”.
I dati sull’Alzheimer
E’ un problema che in Italia riguarda 6 milioni di persone (2 milioni con
demenza o mild cognitive impairment – disturbi cognitivi lievi) e 4 milioni
di familiari (considerati anche come ‘secondi pazienti’). La Toscana è
tra le regioni più anziane d’Italia, con il 26% (dati Istat) dei suoi 3,7
milioni di abitanti di età over 65. In Toscana (960 mila anziani) si
stimano oltre 80 mila persone affette da Demenza per una percentuale che
supero l’8%. Tra tutte le forme di Demenza, la malattia di Alzheimer è
quella che si presenta con maggiore frequenza, raggiungendo il 60% dei
casi. Tale realtà fa emergere la complessità e difficoltà nella
diagnostica, nei trattamenti ambulatoriali e nell’assistenza.
I percorsi di assistenza, supporto alla persona e alla sua famiglia
La Demenza è una sindrome che può essere causata da diverse malattie
progressive che colpiscono la memoria, il pensiero, le emozioni e il
comportamento, con una grave perdita della capacità di svolgere le
attività della vita quotidiana.
Appena si notano i primi sintomi, è importante non sottovalutarli e
parlarne con il proprio medico di famiglia o altro specialista. E’ infatti
opportuno un approfondimento presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze
(CDCD) più vicino alla residenza, per attivare una eventuale presa in
carico.
Dopo un’ attenta valutazione da parte di una equipe specializzata, il CDCD
conferma l’eventuale diagnosi e avvia i trattamenti farmacologici e
psicosociali disponibili. Alla persona e alla famiglia vengono fornite le
informazioni sui servizi esistenti e può essere attivato l’eventuale
collegamento con la rete dei servizi.
Dopo la diagnosi, sono previsti controlli periodici e vengono gestiti anche
i probabili disturbi comportamentali – agitazione, aggressività,
insonnia…- causa principale di ricorso all’ospedale e di stress per la
famiglia.
In questi casi è importante rivolgersi al proprio medico e/o al CDCD di
riferimento, evitando di ricorrere al Pronto Soccorso o all’ospedale, se
non strettamente necessario.
In caso di bisogno rilevante di assistenza è possibile rivolgersi al
servizio PuntoInsieme più vicino, dedicato alle persone non
autosufficienti e ai loro familiari.
Un operatore aiuterà a compilare una scheda di segnalazione sullo stato di
salute della persona che ha bisogno di assistenza. Una equipe di operatori
qualificati, Unità di Valutazione Multidisciplinare-UVM, valuta la
situazione di bisogno segnalata e definisce un progetto di assistenza
personalizzato (PAP).
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