(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2024 - (AGENPARL) – dom 11 agosto 2024 *Toscana =*
*Lorenzo Falchi (segreteria nazionale Sinistra Italiana – sindaco di Sesto
Fiorentino):*
*Mi meraviglio che qualcuno a sinistra possa pensare che cedere ai privati
il 49% della Multiutility toscana sia una buona idea.*
*Dobbiamo generare servizi utili ai cittadini non profitti per pochi.*
Quotare in borsa la multiutility toscana (acqua, rifiuti ed energia) vuol
dire che questa dovrà prima generare profitti che servizi utili ai
cittadini. Secondo me, e tanti altri, non è la strada giusta. Mi
meraviglio davvero che oggi a sinistra si possa pensare che cedere il 49%
della multiutility toscana ai privati sia una buona idea. La Borsa non è
certo il “male”, ma è lo strumento con cui gli investitori vogliono veder
remunerati i propri investimenti, il più velocemente possibile.
E chi ripagherà quei profitti? Le tariffe pagate da cittadini e imprese su
servizi gestiti di fatto in regime di monopolio.
Lo scrive su Facebook Lorenzo Falchi della segreteria nazionale di Sinistra
Italiana e sindaco di Sesto Fiorentino.
Una volta in borsa il titolo della multiutility sarebbe quotidianamente
valutato dagli analisti, – prosegue l’esponente rossoverde – ogni
decisione pesata per la sua capacità di generare profitto per gli
azionisti. Estendere le fognature in aree poco abitate, portare le reti
idriche dove ancora non arrivano, realizzare innovativi impianti di rifiuti
ma poco remunerativi diventerebbero scelte di fatto non realizzabili perché
non utili a generare profitto immediato.
Per questo motivo mi opposi, insieme ad altri sindaci, alla nascita della
Multiutility. Non ero contrario ad un’unica società per servizi pubblici
diversi. Ero e sono contrario ad un progetto nato con l’obiettivo di
quotarsi in borsa e che per farlo ha disegnato una governance iper
verticistica, che delega quasi ogni scelta strategica al management
cancellando il ruolo dei Comuni.
Già si sono viste – insiste l’esponente nazionale di SI – situazioni
paradossali: dalla volontà del management, per fortuna fallita, di far
partecipare Publiacqua alla gestione del servizio idrico in Sicilia (quale
l’utilità per i nostri impianti e le nostre tubature?), alle relazioni
sempre più tese con un personale qualificato e abituato a lavorare per la
collettività e non per un padrone privato. L’atto costitutivo della
Multiutility conteneva già il mandato al management a lavorare per la
quotazione e solo le stringenti norme a cui sono sottoposti i Comuni hanno
fortunatamente scongiurato il rischio che si trasformasse fin da subito in
una decisione irrevocabile, senza nemmeno il disturbo di un nuovo voto dei
Consigli Comunali.
Dobbiamo oggi avere l’ambizione di disegnare un modello diverso: proprietà
interamente pubblica, vicinanza ai diversi territori, sguardo al
medio-lungo periodo, valorizzazione delle professionalità e non profitti
sul costo del lavoro, sostegno alla conversione ecologica, investimenti
giusti, mirati e attenzione alle tariffe. Accantoniamo quindi – conclude
Falchi – Borsa, finanza e svendita ai privati, scriviamo un vero piano
industriale che risponda solo ai bisogni del nostro territorio e
finanziamolo reinvestendo gli utili, oltre ad obbligazioni e bond come
tante realtà del Paese fanno da anni con successo, come il servizio idrico
di Milano e molte società pubbliche del Veneto.
Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di SI
Roma-Firenze, 11 agosto 2024
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