(AGENPARL) - Roma, 18 Gennaio 2024 - (AGENPARL) – gio 18 gennaio 2024 *GIUSTIZIA – ORGANISMO CONGRESSUALE FORENSE SU GIORNATA INTERNAZIONALE
DEGLI AVVOCATI IN PERICOLO: “NEL 2023 SONO STATI 128 GLI AVVOCATI NEL MONDO
MINACCIATI, AGGREDITI, DETENUTI E SCOMPARSI”*
Roma, 18 gennaio 2024
Nel 2023 sono stati 128 gli avvocati nel mondo minacciati, aggrediti,
detenuti, scomparsi e uccisi. E’ quanto riporta l’Organismo Congressuale
Forense, in vista della Giornata Internazionale degli Avvocati in Pericolo,
citando i dati pubblicati da OIAD (Osservatorio Internazionale sugli
Avvocati in Pericolo. Si tratta di una stima certamente incompleta, come
precisa lo stesso OIAD, posto che in alcuni Paesi l’uscita di notizie è
resa realmente difficoltosa dalla censura governativa e dalle limitazioni
all’accesso a internet e al world wide web e, più in generale, alle
comunicazioni con l’esterno.
“Si tratta, perlopiù, di colleghi che svolgono la propria attività in Paesi
governati da regimi totalitari, come la Turchia, l’Iran o l’Afghanistan,
l’Egitto o oligarchici come la Russia e la Cina, o ad altissimo tasso di
criminalità e di corruzione delle Istituzioni, come il Messico, la Colombia
e le Filippine”, spiega l’Organismo Congressuale Forense, “In tutti questi
Paesi, essere o difendere attivisti dei diritti umani, rappresentanti di
comunità o etnie considerate avverse al potere o vittime della criminalità
organizzata o delle stesse forze dell’ordine espone gli avvocati a pesanti
rappresaglie. In molti casi essi pagano le conseguenze, in termini di
incriminazione, arresto o persecuzione giudiziaria per cosiddetti reati
d’opinione o perché difendono dissidenti, in altri casi perché la loro
attività si pone in contrasto con le leggi “morali” imposte dai regimi
teocratici. Ma sarebbe erroneo e limitativo pensare che gli avvocati siano
in pericolo soltanto in determinati contesti sociopolitici: alcuni di loro
esercitano anche in Paesi europei come la Bielorussia, L’Azerbaigian, il
Belgio, il Regno Unito e l’Ucraina”.
Secondo l’OCF, coordinato dall’avvocato Mario Scialla al fine di
individuare per intero gli ambiti di osservazione e di intervento “è
necessario definire correttamente il perimetro del concetto di pericolo. Se
partiamo dall’idea che qualsiasi limitazione al libero esercizio da parte
dei legali del diritto/dovere di difesa vada a minare il diritto
fondamentale del ricorso a un equo processo (art. 8 UDHR e artt. 6 e 13
CEDU), violi il principio di eguaglianza davanti alla legge (art. 7 UDHR e
art. 14 CEDU) e, in molti casi, anche il divieto di tortura e trattamenti
inumani (art. 5 UDHR e art. 3 CEDU), dobbiamo necessariamente rivedere la
casistica e i necessari strumenti di intervento. Infatti, sia pure in
termini diversi rispetto a quelli riportati nei dati dell’OIAD, anche le
pesanti limitazioni ai colloqui difensivi, all’accesso alle accuse e agli
atti del processo e agli strumenti difensivi imposte agli avvocati di
Julian Assange nel corso dei diversi processi per le accuse di violenza
sessuale in Svezia e per estradizione nel Regno Unito (documentate perfino
dall’ex Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura Nils Melzer) e
di Aleksej Naval’nyj nei processi farsa cui viene sottoposto dal regime
russo ormai da almeno quindici anni, per limitare il discorso a due degli
esempi più eclatanti di compressione del diritto di difesa, rappresentano
appieno altrettante ipotesi di arbitraria limitazione del libero esercizio
del diritto di difesa. Anche in Italia, l’esperienza quotidiana ci consegna
episodi sempre più frequenti di minacce rivolte, soprattutto via social, ad
avvocati rei di aver assunto incarichi difensivi a favore di soggetti già
definiti colpevoli dalla gogna mediatica che puntualmente si sviluppa a
seguito di fatti di cronaca particolarmente efferati”.
In occasione della Giornata Internazionale degli Avvocati in Pericolo, OCF
ritiene necessario, più che mai, ribadire che “il ruolo del difensore,
chiamato ad assicurare il corretto esercizio da parte del proprio assistito
del diritto fondamentale alla difesa non può essere compresso o limitato in
alcun modo e che ogni Stato ha il dovere di assicurare strumenti idonei di
protezione a favore degli avvocati le cui libertà e incolumità siano, in
qualsiasi modo, poste in pericolo in ragione dello svolgimento della loro
funzione”.
Trending
- Comunicato Stampa 1953/2026 A Ecomondo (Rimini) le Regioni del Bacino Padano insieme per rinnovare l’impegno a ridurre gli inquinanti e realizzare una ‘Road map’ per l’attuazione della nuova direttiva europea. Venturini: “Solo grazie alla collaborazione si raggiungono risultati
- SPIAGGE TOSCANE A RISCHIO, CECCARDI (LEGA): «PIANO DA 547 MILIONI, GIANI SCOPRA LE CARTE SUI FONDI UE»
- Al Lido di Venezia sabato 7 novembre. Cercare un altro futuro in tempi di crisi, torna lo spettacolo tra immagini e musica
- Donne in relazione”: al Centro Donna un percorso per riscoprire la propria identità e costruire relazioni più libere
- Natale 2026, mandarini ripieni di sorbetto e pistacchi. La sfiziosa idea di Tonitto 1939 per il dessert delle feste
- Torino Metro 1, Maccanti (Lega): “Dai sindaci del PD tanta visibilità politica, ma su loro responsabilità tacciono
- IL COMUNE COMUNICA – Sport, inclusione e partecipazione: presentata la convention regionale di Special Olympics Team Puglia, sabato al CUS Bari attesi 180 partecipanti
- Municipalità di Favaro Veneto: martedì 10 novembre convocazione del Consiglio
- La LutherRose 2026 al professor Alberto Melloni, primo italiano a ricevere il riconoscimento
- Eczema cronico delle mani: quando il lavoro diventa un rischio – Paolo Mascagni approfondisce il ruolo della Medicina del Lavoro