(AGENPARL) - Roma, 5 Novembre 2026 - Quattro incontri per riflettere sui modelli culturali e familiari, riconoscere i propri bisogni e rafforzare l'autodeterminazione
Quanto di ciò che siamo nasce dalle nostre scelte e quanto, invece, dai modelli che abbiamo imparato a seguire? Da questa domanda prende avvio il percorso, che propone uno spazio di confronto sui modelli culturali, familiari e sociali che influenzano l'identità femminile e sulle possibilità di autodeterminazione.
L'incontro invita le partecipanti a interrogarsi sui modelli familiari, culturali e sociali che accompagnano la crescita e contribuiscono a definire il modo in cui ciascuna percepisce se stessa, interpreta il proprio ruolo e costruisce le proprie relazioni. Aspettative, abitudini e convinzioni, spesso interiorizzate nel tempo, possono influenzare le scelte personali anche senza che ce ne rendiamo conto. Riconoscerne il peso significa poter distinguere ciò che sentiamo davvero da ciò che abbiamo imparato ad aspettarci da noi stesse, aprendo nuove possibilità di scelta e autonomia.
Attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze, il percorso intende offrire uno spazio in cui riflettere sulla propria storia, riconoscere risorse e fragilità e approfondire le dinamiche che caratterizzano i rapporti interpersonali. Un'occasione per comprendere come si costruiscono relazioni equilibrate e riconoscere quei comportamenti che possono trasformarsi in forme di condizionamento, controllo e prevaricazione. Il rapporto con la propria identità è infatti strettamente legato alla qualità delle relazioni. Riconoscere i propri bisogni, esprimere liberamente il proprio punto di vista e stabilire confini personali rappresentano passaggi fondamentali per costruire rapporti fondati sull'ascolto, sulla reciprocità e sul rispetto, lontani da ruoli imposti e aspettative che limitano la libertà individuale.
Il percorso "Donne in relazione" si articolerà in quattro appuntamenti (7 e 14 novembre e 5 e 9 dicembre) e affronterà progressivamente il rapporto tra cura di sé e cura degli altri, il riconoscimento dei confini personali e delle dinamiche di potere e controllo, fino a una riflessione sui modelli relazionali trasmessi alle nuove generazioni.
L'iniziativa si inserisce nel programma "Novembre antiviolenza 2026" del Comune di Livorno e contribuisce a prevenire la violenza di genere attraverso una maggiore consapevolezza e capacità di riconoscere le dinamiche relazionali non rispettose. Un percorso che parte dalla dimensione personale per raggiungere quella collettiva: promuovere una cultura del rispetto significa anche creare le condizioni affinché ogni donna possa riconoscere il proprio valore, compiere scelte autonome e vivere relazioni basate sulla libertà e sulla reciprocità.
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