
(AGENPARL) – mar 14 novembre 2023 A Palazzo Lombardia il “Milano Life Science Forum” di Assolombarda
Science della Vita: la filiera vale il 13% del PIL della Lombardia.
Garantisce elevati standard di cura grazie ad una forte capacità
innovativa. “Un patto pubblico-privato per favorire i driver del
futuro: analisi performance, ricerca e innovazione”
Milano, 14 novembre 2023 – Si è tenuto oggi, a Palazzo Lombardia, il “Milano Life Science Forum”.
Si tratta dell’evento dedicato alle Scienze della Vita e promosso, ogni anno, da Assolombarda. All’iniziativa,
alla sesta edizione, hanno partecipato, come di consueto, i professionisti del settore, gli stakeholders e gli
operatori sanitari della regione: anche nel 2023, la rassegna ha fatto da “amplificatore” alle istanze di un
comparto che, solo in Lombardia, vale il 13% del PIL in termini di valore aggiunto, grazie all’impegno di
circa 1.900 imprese e organizzazioni sanitarie dall’elevato potenziale innovativo.
Il “Milano Life Science Forum”, ancora una volta, ha riunito allo stesso tavolo imprese, istituzioni e
università con l’obiettivo di consolidare un percorso comune teso a sostenere il Servizio Sociosanitario
Regionale attraverso la collaborazione pubblico-privato, che parte dalla filiera delle Scienze della Vita.
All’incontro ha preso parte – oltre al presidente Alessandro Spada, al vicepresidente con delega alle Life
Sciences, Sergio Dompé, allo special advisor Life Sciences di Confindustria, Gianfelice Rocca, e al
presidente del Cluster lombardo Scienze della Vita, Gabriele Pelissero – anche l’assessore regionale al
Welfare, Guido Bertolaso.
L’appuntamento, quest’anno, parte dal nuovo Patto pubblico-privato per le Life Sciences in Lombardia.
Una intesa sancita nei mesi scorsi dalla Regione e dalle imprese lombarde (rappresentate da
Assolombarda e Confindustria Lombardia) per sostenere il SSR lombardo nello sviluppo di un percorso di
evoluzione costante, a favore del cittadino. Un progetto pluriennale che intende favorire un percorso di
crescita e innovazione comune, che leghi il Sistema della Salute alla filiera Life Science, cuore
dell’innovazione e asset strategico per garantire elevati standard di cura e nuove risposte efficaci ai bisogni
sanitari e sociosanitari attuali e futuri. Due ecosistemi che, insieme, possono guidare e promuovere il
benessere sanitario, sociale ed economico del Paese.
“La Lombardia vanta una filiera life sciences estremamente sviluppata e competitiva sia a livello nazionale
che internazionale. E Milano è il cuore pulsante della filiera life sciences lombarda – ha dichiarato Alessandro
Relazioni con i Media Assolombarda
http://www.assolombarda.it – http://www.genioeimpresa.it
Spada, Presidente di Assolombarda -. Se guardiamo ai numeri, genera un valore della produzione di oltre 74
miliardi di euro, un valore aggiunto di quasi 27 miliardi di euro e occupa più di 340mila addetti. Un’eccellenza
industriale che va tutelata. In questa direzione, è fondamentale far passare, a livello europeo, il principio per
cui gli investimenti nella sanità, settore strategico, non siano sottoposti al Patto di Stabilità. In caso contrario,
significa limitare la capacità della filiera di generare crescita, benessere, coesione sociale, ricerca,
innovazione, tech transfer e nuova industria per il territorio, per il Paese e anche per l’Europa. Una capacità
che rischia di essere compromessa anche dalla recente proposta della Commissione Europea sulla revisione
della legislazione farmaceutica continentale. Infatti, se venisse approvata, vorrebbe dire indebolire la
proprietà intellettuale con conseguenze negative sia sull’attrazione di imprese e grandi centri di ricerca, sia
sul servizio ai cittadini. Un danno alla nostra leadership nella ricerca per la vita”.
L’iniziativa è stata l’occasione per illustrare i risultati della ricerca “Sostenibilità e resilienza del sistema
sanitario lombardo”. Una indagine realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi
Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (ALTEMS), con il supporto di Assolombarda e di Regione
Lombardia. Lo studio – curato da Americo Cicchetti (già direttore di ALTEMS) e da Emmanouil Tsiasiotis
(research project manager and scientific coordinator ALTEMS) – ha messo in luce una serie di evidenze
legate al Servizio Sociosanitario Regionale. L’obiettivo dello studio, che ha preso in esame diversi
indicatori, è quello di tracciare lo scenario attuale e gettare le basi per una strategia comune per la Salute
e le Scienze della Vita, a partire da raccomandazioni chiave per innovare e crescere.
“Le Life Science rappresentano una filiera virtuosa e fondamentale per la crescita del nostro Paese e della
Lombardia – ha aggiunto il vicepresidente con delega alle Life Sciences, Sergio Dompé -. In questi anni
abbiamo potuto valutare concretamente l’impatto sociale ed economico della salute sui sistemi economici e
di welfare. Investire in salute, a partire dalla ricerca, garantisce salute, produttività e benessere, grazie
all’identificazione di approcci innovativi e nuovi modelli di cura, sempre più precisi e personalizzati. Il Sistema
Sociosanitario Lombardo, come dimostrano le analisi ALTEMS, si dimostra vincente nel garantire salute ai
propri cittadini. Il merito va anche al modello lombardo, basato sulla sinergia pubblico-privato, confermata
quest’anno da un nuovo Patto per le Science della Vita, siglato con Regione Lombardia. Un’alleanza fondata
sulle evidenze e sulla volontà di analizzare lo scenario attuale per costruire un percorso di visione, fatto di
azioni e politiche in grado di sostenere un percorso di crescita comune, dalla Salute alle Scienze della Vita.
Dobbiamo impegnarci, come ecosistema, per continuare a offrire standard elevati ai nostri cittadini e per
farlo dobbiamo misurare le nostre performance e identificare le aree su cui lavorare per generare ulteriore
valore, con particolare riferimento alla ricerca, asset strategico per la salute futura e cuore delle scienze della
vita. Dobbiamo competere per catturare valore e investimenti a livello globale, investire per attrarre saperi e
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competenze, fare sistema per rendere la Lombardia il primo Hub europeo per l’innovazione nelle Scienze
della Vita”.
Il rapporto ha certificato la buona stabilità della governance delle organizzazioni sanitarie pubbliche della
regione (ATS e ASST) e, con essa, anche l’efficienza economico-finanziaria del sistema nel suo complesso.
Non a caso, la Lombardia risulta, oggi, tra le regioni più performanti in tema di erogazione di servizi sanitari.
Una circostanza che ha permesso la crescita della filiera delle Life Sciences pure in piena pandemia (+12%
valore della produzione tra 2018 e 2021). Merito anche del contributo offerto dagli erogatori privati, che
hanno incrementato la capacità e la qualità dei servizi offerti al cittadino: dalla prevenzione alla
specialistica ambulatoriale, dall’assistenza per acuti fino alla ricerca, il rapporto attribuisce alla Lombardia
trend superiori alla media nazionale. La popolazione della regione, in base ai dati offerti dalla ricerca,
risulta come una delle più longeve e sane a livello nazionale, con livelli di aspettativa di vita in buona salute
in aumento.
“La Lombardia, in tema di sanità, rappresenta un modello virtuoso a livello nazionale – ha commentato
l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso -. Certamente c’è tanto da fare e da rivedere per migliorare ancora le
performance e, in quest’ottica, siamo impegnati insieme, pubblico e privato, per cogliere le sfide dei prossimi
decenni. Stiamo lavorando tanto in termini di prevenzione ma non solo. Abbiamo redatto il Piano
sociosanitario regionale lombardo 2023-2027, che ci permette adesso di disporre di una proiezione fino 2050
per programmare le azioni necessarie per guidare il cambiamento e individuare gli ambiti di intervento.
Penso, per esempio, alla tecnologia e, in particolare, alla telemedicina che consentirà a tutti gli attori
impegnati per garantire la salute dei cittadini di parlarsi e di interagire in contemporanea”.
La bontà dell’asse pubblico-privato si riflette anche sulla ricerca. In Lombardia, infatti, si concentrano 19
IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) su 53 di quelli riconosciuti a livello nazionale; centri